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Corriere della Sera, 22 Maggio 2011




«Ha il Verbo dalla sua e noi gli tappiamo la bocca»

Gentile Direttore, il giorno dopo la trasmissione del programma di Vittorio Sgarbi su Raiuno la maggioranza degli opinionisti lo ha accusato di avere utilizzato, monopolizzandolo, il mezzo televisivo per scopi personali o per vendicare fatti legati alla sua vita politica. Sospendendolo, e utilizzando come motivazione gli scarsi ascolti, non si è colta l'opportunità che il programma offriva al mondo della cultura. Hanno rimproverato a Sgarbi uno stile confusionario e non perfetto, cadendo così nella trappola degli schemi rigidi.

L'imperfezione di Vittorio, invece, è sintomo di fantasia e creatività, frutto di improvvisazione e di una capacità di non fissare le scalette in modo meccanico o preordinato, libera dall'ossessione della forma. Ho partecipato come cantante al programma, preferendo sinora rimanere al di fuori dei dibatti. Nel nostro Paese, che ha forti difficoltà a conservare la cultura del passato e a proporne di nuova, abbiamo stroncato qualcuno che la sa trasferire, inserire nel fare quotidiano e farla diventare mestiere, lavoro. Da molti anni si dice che la Rai non fa più servizio pubblico perché si adegua alla concorrenza. Questa volta si è sentito parlare di Carmelo Bene, Pier Paolo Pasolini, Leo Longanesi. Abbiamo assistito a un processo creativo, teso, appassionato, confuso, ma autentico. La Rai pareva tornata alla funzione del servizio pubblico: educativa, capace di prendere per mano il mercato e di condurre il pubblico verso la conoscenza. Come fu nel Dopoguerra quando la tv pubblica svolse un'importante ruolo nella ricostruzione culturale e psicologica dell'Italia. Quindi quell'8% di share non dovrebbe essere rilevante: quando si tratta di Cultura i numeri andrebbero lasciati da parte. Sarebbe come dire che non si deve ristampare Dostoevskij perché oggi vende Fabio Volo. Abbiamo preferito di nuovo farci sommergere dall'immondizia della tv di mercato. Sgarbi è uomo disinteressato, non ha alcun interesse, se non quello di un grande ego. Questo è tipico delle persone narcisistiche, ma non mi sembra un problema. Va giudicato secondo la qualità delle informazioni che trasferisce. Sgarbi avrebbe potuto imparare quelle sciocchezze che sono i tempi tecnici e i tempi televisivi, bazzecole in confronto al saper leggere e commentare la Cappella Sistina. Quando l'ho abbracciato in diretta ho sentito la stretta di una persona profondamente desiderosa di amicizia e umanità. È stupido lasciare solo uno che ha questo slancio e sa trasferire il sapere.

È stupido non accettare l'invito di un uomo assetato di cultura, lasciando vuoto uno spazio destinato a tutti quelli che hanno qualcosa da dire. Col suo rifiuto (o la sua astensione) la cultura italiana dimostra perché fa fatica a riprendere il volo. Fermandosi nel giudizio ai primi cinque minuti di monologo si è fermata all'aspetto superficiale. Con queste mie parole spero di far riflettere qualcuno e mi auguro che si ritorni sulla decisione della sospensione. Come disse Moravia dal palco del funerale di Pasolini: «Abbiamo ucciso un uomo raro e un poeta e di questi tipo di uomini ne nasce uno ogni 300 anni». E i poeti dovrebbero essere santi e non uccisi a bastonate. Con le dovute differenze, è certo che Sgarbi non è un uomo comune, ha il Verbo dalla sua. Noi che siamo incapaci di comprendere quanto questo sia prezioso, oggi gli tappiamo la bocca. Io so però che ha una forza e una sfacciataggine che gli permetteranno di andare ancora avanti in altre imprese audaci. Meno male.

Marco «Morgan» Castoldi

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10.05.2011 AffariItaliani.it - Sgarbi ad Affaritaliani.it: "Morgan nel mio programma su Rai1 suonerà musica classica"


"Morgan sarà ospite fisso de Il mio canto libero (cinque prime serate, in onda su Rai1, dal 18 maggio; ndr)". Lo annuncia il conduttore (e critico d'arte) Vittorio Sgarbi ad Affaritaliani.it, confermando i rumor delle ultime ore.

Però manca ancora la firma...
"L'agente di Morgan e la Rai stanno trattando, ma non ci saranno problemi. Lui canterà e dirà la sua sui vari temi trattati. E soprattutto suonerà non solo rock ma anche musica classica, da Bach a Beethoven".

Se la firma tarda è anche a causa delle dichiarazioni di Morgan sul suo rapporto con la droga che in passato lo hanno allontanato dalla tv di Stato?
"No. D'altronde, se dovessimo preoccuparci della droga dovremmo chiudere le televisioni, e tre quarti dei cantanti non dovrebbero cantare. Morgan mi interessa come artista. Del suo rapporto con le droghe non m'importa. Tra l'altro a suo tempo fu allontanato dalla Rai per pura ipocrisia".

La prima puntata de Il mio canto libero si avvicina: quali sorprese ha in mente?
"Credo che farò una rivelazione: ho 'favorito una burla' contro il settimanale l'Espresso, che questa settimana ha dedicato la copertina a un presunto falso di Raffaello. In pratica, hanno scritto che 'La visione di Ezechiele', il noto dipinto esposto a Firenze, è una copia dipinta dopo la morte del maestro".

Scusi, ma che c'entra la "burla"?
"Innanzitutto va detto che quello che l'Espresso definisce un falso (qui l'articolo a cui fa riferimento Sgarbi, ndr), è invece un'opera vera. Mentre il vero falso è quello che il mio allievo, lo studioso veneziano Roberto De Feo, ha trovato due anni fa guarda caso a Ferrara, la mia città.... Tra l'altro, il giorno dopo numerosi esperti hanno confermato che il quadro vero di Raffaello è quello in mostra a Firenze. Strano che l'Espresso si sia fidato di De Feo e non abbia interpellato altri esperti. E' evidente, ci sono tutti i presupposti per parlare di una bufala alla 'Amici miei', della quale ero a conoscenza... Dopo la famosa 'burla di Livorno', la 'burla di Ferrara'... Durante la prima puntata de 'Il mio canto libero' racconterò per intero com'è andata...".



12.05.2011 VanityFair.it - Sgarbi contro la Rai: «Pronto a lasciare»

Il critico d'arte dovrebbe andare in onda dal 18 maggio con Il mio canto libero. Prima puntata su Dio. E a viale Mazzini che propone di registrare le puntate, risponde: «Non mi sento né gradito né rispettato»

Lo studio pronto per Vittorio Sgarbi, con le scenografie ispirate alla Scuola di Atene di Raffaello, rischia di rimanere buio, a riflettori spenti. Tra meno di una settimana, il 18 maggio, si sarebbero dovuti accendere sul suo nuovo programma, Il mio canto libero, per la prima serata, in diretta, di Raiuno. Ma il critico d'arte si dice essere «pronto a rinunciare, magari con una trattativa come quella che fece a suo tempo Biagi che andò via trattando per 30 milardi di lire». Perché da viale Mazzini non si sente «né gradito né rispettato».

Il patatrac sarebbe scoppiato dopo l'annuncio del tema della prima puntata: Dio, l'arte e il rapporto con il divino, che voleva dire pure la canzone di Francesco Guccini Dio è morto, Morgan truccato da diavolo caravaggesco. «Ho saputo soltanto ieri sera alle 23, che non avrei potuto andare in onda. Si pensava a uno slittamento al 25 maggio». Poi, la proposta di partire comunque, a patto di registrare le puntate. «Capisco che sono molto inquietante e pericoloso, ma le scalette del programma sono

state discusse in infinite riunioni», continua Sgarbi, rivelando che la Rai di Lorenza Lei sarebbe preoccupata anche per il titolo, e per le questioni legali con la vedova di Battisti che potrebbe tirarsi dietro. Reclamando «una  trasmissione in diretta come quella di Santoro e Floris», si dice pronto a lasciare. «Per 3 milioni di euro».



15.05.2011 Giornalettismo.com - Sgarbi: “Il mio show si chiamerà Forza Italia”

[...]

HANNO PAURA
– ‘Hanno paura delle mie reazioni. Sono venuto a sapere le cose dal fattorino della Rai che volevano spostare la data dal 18 al 25, non ospitare Matthew Fox. Ho telefonato a Lorenza Lei (presidente della Rai ndr) e mi sono incazzato. Ci metteranno qualche ora a reagire al cambiamento di titolo. Forse riusciamo ad andare in onda’. Ma i problemi non finiscono qui: ‘stanotte alle 4 mi ha chiamato Morgan – racconta Sgarbi – per dirmi che ci sono problemi sul suo compenso. Poco prima mi aveva chiamato Roberto Pedicini, famosa voce narrante di tanti programmi, per avvertirmi che se mi dicono che non puo’ venire, non e’ vero. Ha chiesto 1.100 euro a puntata. Risolveremo anche questo problema’. ‘Non mi sento una vittima ma arriveremo alla battaglia della carta igienica come aveva detto in una sua intuizione Tatti Sanguineti’, continua. Morgan, precisa, ‘era previsto fin dall’inizio per tutte le puntate. Con lui il 18 maggio dovrebbero esserci fra gli ospiti il vescovo di Noto e Cristiano De Andre”.
    
[...]



18.05.2011 IlGiornale.it - L’anti-Saviano

Se Dio vuole, il grande giorno di Sgarbi in prime time è arrivato. Dopo rinvii, liti, cambi di titolo, orari, argomenti (esclusa la fede, approvato il padre), scelta tra diretta o differita, stasera su Raiuno si potrà finalmente vedere quello che il critico e la sua quadra di autori sono riusciti a partorire. E se si è raggiunto l'intento iniziale di realizzare una trasmissione che dia una visione sociale, politica, intellettuale diversa da quella di sinistra (di cui si fanno portavoce i vari Santoro, Floris, Fazio) e che, nello stesso tempo, catturi l'attenzione di un'ampia fetta di pubblico. Insomma, un'impresa che mai è riuscita finora a nessun esponente del pensiero liberal-pidiellino.
Certo, per quel che si è saputo finora, il compito appare arduo: da una parte c'è un professore vulcanico, irascibile e allergico a qualsiasi procedura organizzativa che scambia il giorno con la notte e la Rai con il salotto di casa sua; dall'altra c'è un'azienda di Stato che ha visto male fin dall'inizio un'operazione calata dall'alto e che è abituata a vederne di tutti i colori, ma fino a un certo punto. Una dicotomia che ha portato addirittura a uno scontro fisico (con lancio di bottigliette d'acqua) tra il capostruttura Rai Antonio Azzalini e il capo degli autori di Sgarbi Carlo Vulpio). Il tutto si è concluso con la decisione del neo direttore generale Lorenza Lei (al suo primo atto appena nominata) di modificare il tema della prima puntata che doveva essere dedicata a Dio, alla fede, alla religione per timore delle reazioni del Vaticano. Dopo giorni di discussioni, il compromesso è stato che stasera si parlerà della figura del «Padre». Insomma, alla fine, gli autori hanno rimesso un po' mano a quello che si era già preparato, e giocando sul tema stabilito, padre spirituale e padre come genitore, hanno salvato alcune parti e alcuni ospiti già convocati. Dunque il programma (titolo definitivo: Ci tocca anche Vittorio Sgarbi - Or Vi Sbigottirà) sarà così concepito: un lungo monologo iniziale del critico (di 22 minuti, più lungo di quelli di Saviano) incentrato sui padri spirituali e politici di Sgarbi medesimo: da Pasolini a Cossiga a Giovanni Paolo I. A seguire altri spazi con ospiti in studio come il vescovo di Noto, Morgan e probabilmente anche Mauro Masi, ex dg Rai e primo (e quasi unico) sostenitore del programma: con lui sono state trattate tutte le fasi preparative. Si chiude con un altro monologo del professore, adattamento di quello concepito in origine che doveva essere (modestamente...) un dialogo con Dio. Non ci sarà in studio Matthew Fox, il teologo eretico critico verso il Vaticano, la cui presenza aveva fatto irritare Lorenza Lei.
Pare sia bellissima invece la scenografia: colonne e capitelli in un grande studio che ricrea la Scuola di Atene di Raffaello, lodata pure da Berlusconi in visita privata notturna. Stasera il responso, come Dio, Padre o padre, vorrà.



                                 


Varesenews, 18 Febbraio 2011 



All'asta una Guitar Hero firmata da Van De Sfroos, Pezzali, Morgan e tanti altri.
La nuova console di Guitar Hero, presentata in anteprima al Moa è stata autografata da diversi artisti e sarà in vendita su ebay.it fino al 25 febbraio

La nuova console di Guitar Hero, presentata in anteprima al Moa (http://www.moaonline.it] ), è stata autografata da diversi artisti intervenuti Davide Van De Sfroos, Max Pezzali, Frankie HI - NRG, Morgan, Syria, Ornella Vanoni, Davide Toffolo, Mauro Ermanno, Giovanardi, Platinette, Nina Zilli e Max Casacci ed è all'asta su eBay.

La chitarra sarà messa in vendita durante un'asta di beneficienza organizzata con Consel e grazie al sostegno di Activision Blizzard Italia su ebay.it, si apre oggi venerdì 18 febbraio e si chiuderà venerdì 25 febbraio.

Per partecipare all'asta: http://cgi.ebay.it/Chitarra-Guitar-Hero-Warrior-of-Rock-autografata-/160547972652?pt=Console_Giochi&hash=item256167a62c

L'intero ricavato contribuirà al completamento del progetto "La città nella città" di Associazione Comete (http://www.puntocometa.org) per la realizzazione di spazi dove nuove famiglie potranno accogliere bambini e dove creare laboratori per la formazione e l'inserimento lavorativo dei ragazzi che frequentano la Scuola Oliver Twist di Cometa Formazione.

Fonte

 


Corriere di Bologna, 10 Febbraio 2011



Stasera sul palco delle Celebrazioni per un live solitario (con l'ausilio dell'iPad)

Eclettico, futurista e futuribile, istrionico. Ma qui, su tutto, semplicemente camaleontico. Marco Castoldi in arte Morgan (preferibilmente, vuole che lo si presenti col nome tutto intero, quello all’anagrafe e quello da artista) torna a suonare e cantare dal vivo per una serie di date i cui protagonisti sono lui, con la sua esuberante personalità, e il suo pianoforte. E questo tra un impegno e l’altro da dividere tra televisione e altri tipi di apparizioni dal vivo. Come quello recente a Milano, dove Morgan ha aperto trionfalmente l’unica data italiana di Joe Cocker. Morgan Piano Solo approda così stasera al teatro delle Celebrazioni (ore 21) per un concerto che, seppure in toni minimali e minimalisti, lascerà senza dubbio spazi a sorprese e momenti di imprevedibilità. Se infatti il repertorio del musicista-cantautore è ampio e spazioso (in termini di generi e ispirazioni), e lo si può appurare anche dalla raccolta Morganicomio - Morgan al suo meglio, uscita lo scorso anno, le scelte della scaletta vanno fatte spessissimo sul momento. Quindi, ben vengano le canzoni firmate Castoldi come la straniante Altrove o la poliedrica La sera, la grande assente dell’ultimo Sanremo per via dell’esclusione del cantante, ma non saranno solo quelle a tenere banco, perché il cantante reinterpreterà a modo suo De Andrè e Battiato, fino a Lou Reed e David Bowie, i suoi miti da ragazzo, senza tralasciare altre perle della musica leggera italiana, a partire dalla riproposizione di pezzi più melodici, come Io che non vivo di Pino Donaggio, o gli omaggi a Umberto Bindi. Le novità certe, comunque, nella serata non mancheranno. Alcune decisamente tecnologiche. Come l’utilizzo dell’iPad, strumento che Morgan già considera indispensabile per la sua musica. Ad aprire il concerto, in esclusiva per Bologna, sarà comunque l’amico Andrea Dupuis (meglio conosciuto come Megahertz), suo ex tastierista, qui con i Versus, che proprio in questi giorni stanno uscendo con il loro ultimo album (Mescal) «Retròattivo». Un lavoro che in qualche modo lega il gruppo a Morgan. Oltre alle melodie influenzate da Battiato infatti, «Retròattivo» è stato accostato anche al sound dei primi Bluvertigo. Una presenza che sa di ritorno ai vecchi tempi, seppure Morgan non smetta di guardare avanti. A tal proposito, è notizia certa che al prossimo Festival di Sanremo ci sarà anche lui. Se non come cantante in gara, come ospite nella serata di venerdì 18, quella dei duetti. Eliminato l’anno scorso, torna quindi fuori gara. E per duettare, oltretutto, insieme a una delle regine della nostra musica, Patty Pravo.

Pa. Ga.

Fonte

 


La Stampa, 4 Gennaio 2011



Il "suono della vanità" di un artista dall'autostima obesa

Una lettera al Presidente della Repubblica, scritta il giorno di Natale, perché lo aiutasse a vedere di più sua figlia Anna Lou. Un atto disperato - come l’istanza ai giudici statunitensi del 30 dicembre - e, al tempo stesso, l’ennesimo segnale di un egocentrismo senza limiti. Morgan, a Giorgio Napolitano, aveva già scritto. Quella volta si era lamentato per non avere avuto la concessione del Teatro Romano di Verona per un concerto. Come se il Presidente della Repubblica italiana, di lavoro, facesse l’avvocato di Marco Castoldi.

Trentotto anni, autostima obesa, fragile e dotato: Morgan continua a cercare senza requie se stesso. Nel 2011 riprenderà il «Piano solo tour». Di bello ci sono i pochi brani validi della carriera solista, qualche cover riuscita dei cantautori e sulfuree digressioni sulla musica colta. Di bruttino il talento mai a fuoco, l’inclinazione incurabile alla ridondanza e le stranezze spacciate per avanguardia. Il risultato, per citarlo, è un tremebondo «suono della vanità».

Agitatore del New Romantic, fondatore dei Bluvertigo, bohèmien mai disdegnante il piccolo schermo (già a Sanremo nel ‘94), Castoldi è un vulcano di idee confuse che si atteggia a nuovo Shostakovich, famoso però per aspetti extra-artistici: l’intervista, poi smentita, sulla cocaina come antidepressivo; la relazione finita malissimo con Asia Argento. E il ruolo di giurato a X Factor.

Nessuno, o quasi, ricorda un suo brano autografo. Tutti, o quasi, non ignorano che quel tipo con i capelli alla Don King ha recitato al meglio la parte dell’alternativo in un contenitore mainstream. Denotando cultura e padronanza mediatica non comuni, ma anche pervicace incostanza nel valorizzarsi artisticamente. Cantante senza canzoni, ha detto d’essere pronto a tornare a X Factor come salvatore della patria. Aggiungendo con consueta umiltà che, dell’ultima edizione, l’unica cosa da salvare era stata la sua esibizione. In realtà aveva suonato come sempre: senza misura, mandando fuori giri i concorrenti e se stesso, finendo scornato perfino da Anna Tatangelo nel duetto di Tu si ‘na cosa grande.

Morgan vive in un microcosmo dove lui è Frank Zappa e tutti gli altri un coacervo esecrabile di incolti, che non comprendono la sua luccicanza di guitto illuminato. La realtà è appena diversa e qualcuno prima o poi dovrà informarlo. Magari mostrandogli il disastro che combinò a Raiperunanotte. Dopo l’ipocrita epurazione, è riapparso in Rai, ha un programma su Deejay tv, è di casa alle Invasioni barbariche: per essere un martire, fa una bella vita. Uomo più gradevole in privato che in pubblico, sul palco magnifica le qualità dell’iPad, violenta compulsivamente il pianoforte e ogni tanto morde una mela, avvicinando la bocca al microfono con lo sguardo di chi ha appena riscoperto la teoria della relatività: il suo amico Franco Battiato, ai tempi di Fetus, faceva cose analoghe e meglio.

Bluff o supernova? Per ora Morgan è molto vip e poco artista. Un Mourinho con zeru tituli. Le groupies non sono proporzionali alle epifanie sonore. Più che un musicista, è un’icona sufficientemente «maudit» per far sentire ribelli i suoi fan. L’opera migliore, Canzoni dell’appartamento, risale al 2003.

Il resto è debole. Dischi incompiuti (Da A ad A), calchi pleonastici del De André di Spoon River, cover anti-insonnia (Italian Songbook vol. 1). E una cifra stilistica arenatasi sul modernariato vintage. Rischia di finire come certi attori, eternati non da pièce teatrali ma da spot carciofati. Oppure da staccionate atleticamente scavalcate, dopo aver mangiato bene per sentirsi in forma. Anche perché, nello specifico, la forma è dubbia, l’asticella troppo alta e a sapere di carciofo è proprio la musica.

Andrea Scanzi 

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