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Indie-Zone, 6 Giugno 2004



morgan indie-zone
Innanzitutto un grazie per la tua presenza qui Morgan, mi premeva subito per riuscire a capire la scelta di musicare un film, quale è stato il tuo primo impatto con il cinema non esclusivamente nella persona di Alex (Infascelli ndr.) quanto con il cinema in generale, con l’ immagine?
Il mio primo incontro con il cinema risale quando ero ancora piccolino, per esempio ricordo di aver visto al cinema il film “ Saranno Famosi” ed era il 75, pensa allora avevo solo 3 anni. A seguire un altro ricordo che mi viene in mente è quello di “Star Wars” di Lucas...ai miei piaceva il cinema quindi sin da piccolo mi ci portavano. Ovviamente data l’età sono caduto in quel giro di tutti i film di Walt Disney, mi ricordo che come molti all’ epoca mi appassionai moltissimo alla trasposizione televisiva di “Pinocchio” di Comencini. Sono dei veri e propri ricordi d’ infanzia che affiorano…il Cinema e poi la musica ovvio. Nel cinema appunto la musica è una parte fondamentale, sia se ripenso a Pinocchio che a Guerre stellari, che porto nel mio inconsci cinematografico, rendendomi conto che oggettivamente sono due immagini che non centrano nulla tra di loro ma la musica….


Proprio per agganciarmi a questo, quale è secondo te il rapporto che corre tra immagine e musica , e quindi per diretta ricaduta tra Cinema e colonna sonora?
Bhe direi che il rapporto è simbiotico, per esempio anche nella musica pop l’ immagine è molto presente se pensiamo ai video clip degli anni 70 in poi , invece nel cinema anche nel film muto c’era la musica, non c’erano i dialoghi ma già c’ era la musica suonata in tempo reale. La musica quindi non è che abbia bisogno delle immagine per sopravvivere, tutt'altro non ne ha bisogno perché è immagine in sé. Però forse abbiamo un' esigenza inconscia nell’ associare l’immagine alla musica che porta inevitabilmente a produrre un sacco di arti. Una di quelle che attualmente è più nota è quella multimediale dove c’è appunto la musica, l’immagine e perché no anche il balletto. Il cinema comunque è l’ esempio più chiaro nel quali tutte queste arti si vengano a sommare in un unico prodotto che è appunto il film stesso dove ci sono tutti questi elementi che sono appunto musica, immagine, l’ arte della parola, la scrittura…


Godard diceva che il film non è solo la mera rappresentazione di una storia ma serve essenzialmente per far pensare…
Quello si, quando un film è bello , ma non necessariamente è così, un film porno per esempio non fa affatto pensare (sorride)


Come è avvenuto l’ incontro con Infascelli e la decisione di lavorare con lui? E Inoltre come hai lavorato materialmente alla lavorazione di questo tuo “Suono della Vanità”?!
L’ incontro è avvenuto con una semplice telefonata, siamo diventati amici, comunque non esiste una collaborazione senza amicizia o senza stima reciproca. Per quanto concerne la lavorazione ho fatto un po’ di tutto, inizialmente leggendo ovviamente la sceneggiatura, incidendo subito alcune mie idee, ma senza mai esser troppo condizionato, poi non ho fatto altro che applicare le mie immagini che si erano create in astratto alla sceneggiatura. Poi ci sono state varie fasi di prova, di riascolto per poi arrivare alla fase finale del missaggio, che ho fatto in 5.1 sorround. Mi è servita devo dire molto questa esperienza perché forse non lo sanno in molti, ma nel cinema si lavora con il sorround con 5 punti di ascolto.


Percui ti sei addentrato molto nelle nuove tecnologie con questa nuova esperienza, rispetto ai tuoi lavori precedenti e magari alla tua attitudine di lavoro precedente?
No, devo dire non molto, ovvio il lavoro è stato “Diverso” ma egualmente complesso, ho sempre cercato di sfruttare la tecnologia anche nei miei lavori precedenti, con lo scopo preciso che questa venisse asservita alle mie idee ed alle idee che volevo comunicare, più genericamente parlando.


Alla conferenza di presentazione de “Il suono delle vanità” alla quale, per la cronaca, era presente anche Infascelli, ricordo in particolare, parlando della struttura del tuo album una frase “Il regista mi ha subito fornito le indicazioni di massima sulle quali ho costruito poi il lavoro: due zone diverse da rappresentare musicalmente, un “sottosuolo” e un “sopra-suolo”". come sei riuscito a rendere musicalmente questi  due momenti che si snodano all’ interno dell’ album? Come metodo di lavorazione quali sono stati i connotati che hai cercato di metter maggiormente in luce?
Bhe vedi, il sottosuolo è più magmatico, il soprasuolo è melodico, mentre ancora il sottosuolo è più rumoristico, il soprasuolo invece timbricamente è più musicale, sembra una dicotomia molto chiara.
Il sottosuolo è composto di tracce che io ho chiamato “Droni”, materici, istintivi. Mentre ancora il soprasuolo è composizione più classica, tradizionale, più legata alla tradizione delle colonne sonore più come dire, canoniche. Tutta quella musica che io associo per esempio ai Gialli, quella musica che mi rimanda ad un'idea di film che deve reggersi sulle parti.


Da un punto di vista compositivo, emozionale ma anche temporale, come hai sviluppato i due momenti di cui sopra? Ed ancora, l’ utilizzo comunque di un’ orchestra così ampia ti è stata necessaria per dare una maggiore pienezza al suono, una completezza che permettesse anche a chi non ha visto “Il siero delle Vanità” di rendere fruibile il disco?
La lavorazione è avvenuta contemporaneamente, non sono stati necessari due momenti compositivi disgiunti, credo comunque che la musica abbia un senso anche disgiunto dalla rappresentazione visiva, il film non è altro che un vincolo compositivo è un pretesto eanche una moda e come ti dicevo è una molla per far scattare dei meccanismi che esulano dalla visione, infatti poi la musica ha senso anche di per sé. Quando ascolti il disco senza aver in precedenza visto il film ti accorgi della musica, mentre se vedi  il film devi esser dentro nel film e paradossalmente non ti accorgi della musica. Secondo me una colonna sonora ben riuscita è una colonna sonora che non si sente, questo perché la musica non è estranea, ma invece diventa un mezzo per favorire la comprensione del film stesso.


Se non ricordo male, hai anche utilizzato dei dialoghi originali del film, questo sono un aiuto in più per far godere il disco ad un “non spettatore” o sono semplicemente un aiuto musicale, semplicemente perché nel contesto del disco stavano bene in quell’ istante ed in quel momento preciso?
Se hai notato bene non ho utilizzato la medesima musica che nel “Siero delle Vanità” contraddistinguono quei dialoghi, ho cambiato, volendo fare qualcosa che sembrasse un po’ come un radiodramma, volevo farla tutta così, cioè costruire una storia utilizzando i dialoghi, diversa dalla narrazione del film che quindi potesse essere una sorta di racconto sonoro. Alla fine poi ho rinunciato a farlo interamente così, ma ho deciso di lasciare due brani che comunque hanno una loro funzionalità all’ interno del disco.


Una curiosità: Hai partecipato alla scrittura della colonna sonora del “Siero della Vanità”, ma cosa è per te  veramente la “Vanità”?
La vanità è per me l’ incapacità di vedere l’ altro e quindi l’ incapacità di vedere se stessi e le parti peggiori di noi stessi, quella zona che ci impedisce di amare gli altri ma soprattutto noi stessi nella nostra “VERITA’”. Ogni essere umano ha una parte gradevole e gradita, una parte meno accettabile quindi chi è schiavo della vanità non sa accettare, ne tanto meno vedere questa sua parte meno accettabile, i suoi lati oscuri cioè quelle che c’è dietro a questa sua maschera di fondo. Percui uno che è vanitoso non sa amare sé stesso ne gli altri, viene attratta da una ipotetica facciata, ma questa facciata è soltanto qualcosa che si trova davanti poi limita la vera comprensione del tutto. La vanità è molto pericolosa.


Da quello che mi sembra di aver capito riagganciandosi anche al film il tema attorno al quale ruota anche il film,se trasliamo questo concetto alla televisione, la vanità rappresenta la diretta conseguenza di questa cultura che rappresenta la tv?
In verità non so quanto di questa cultura dell’ immagine nello spettacolo sia vanità o semplicemente stupidità, pigrizia. Non lo so. Io interpreto tutto in termini platonici, l’ immagine delle cose che noi vediamo sono appunto l’ immagine riflessa delle idee che noi non vediamo, queste stanno in uno spazio al di là della nostra percezione concreta che si chiama iperuranio.
La televisione in tutta questa costruzione è l’ immagine riflessa di un'idea più generica di televisione che risiede nell’ iperuranio, ma io non credo che esista un “iperuranio televisivo”, comunque non guardando la tv da almeno una decina di anni mi risulta difficile anche giudicarla per il semplice fatto che non la ritengo per nulla interessante.


Una curiosità che mi sorge e che ho sempre desiderato chiederti, forse anche dovuto al doppio utilizzo che fai dei tuoi nomi “Morgan” e “Marco”: che contrapposizione si ha tra ilpersonaggio pubblico, il cantante che sale sul palco e il personaggio più “Comune” nell'accezione più alta che il termine può avere.
Inevitabilmente la dimensione dello spettacolo e del palcoscenico impone una scissione, uno sdoppiamento della personalità. Se tutto questo, è fatto per fini artistici è più che ben venuto, perché è un atteggiamento consapevole, mentre se è inconsapevole parliamo di schizofrenia, ma si sa che nell’ arte esiste una “Scena” ed uno “Sceno” ovvero un fuori dalla scena.
L’importante è vedere come stanno e come sono questi due ambiti che sono disgiunti, volendo si possono anche mescolare ma soprattutto si possono invertire...è bello poter portare lo “sceno” nella scena e viceversa.


Se non ricordo male parte dei proventi del tuo album andranno ad Emergency, cosa pensi in particolare di questo momento politico ed in particolare della guerra che sembra grazie alla televisione esser entrata nella nostra quotidianità?
Mi andava di dare un contributo essenzialmente ad Emergency di Gino Strada. La Guerra... (scandisce questa parola) L’ articolo 11 della nostra costituzione recita più o meno “ L’Italia è una democrazia che ripudia la guerra come mezzo di offesa” poi però un altro articolo forse il 48 dice che “le camere hanno la facoltà di far scattare lo stato di guerra”. E' un po’ incoerente questa costituzione ogni tanto, comunque credo che sia assurda questa guerra, non l’ ho mai desiderato mi fa persino schifo parlarne, la stessa parola guerra è oscena, preferisco il termine “battaglia”, è il lavoro che facciamo quotidianamente per difenderci dalle insidie che ci riserva la vita. La Guerra tra popoli, regioni, religioni, tra stati, con le armi, guerra dichiarata sono termini osceni, pensiamo poi a "guerra preventiva"... è una cosa impensabile già ora, è difficile immaginare che ci sia qualcuno che l'ha fatta, ma ancora più credere che ci siano ancora degli allocchi che la difendono, non traendone alcun vantaggio; Bush e gli altri ne traggono vantaggi e me lo posso spiegare ma non comprendere, ma sentire per esempio la “gente” che ritiene che questa guerra sia giusta...secondo me non sanno quello che dicono, sono semplicemente poco INTELLIGENTI, NON RAGIONANO. La guerra non ha a che fare con il ragionamento, proprio perché chi non sa ragionare fa la guerra.


Che ruolo senti di avere all’ interno di questa realtà in quanto artista per contrastare questo terribile fenomeno chiamato guerra?
Spesso si vedono cantanti che vanno a fare performance in territori di guerra con la scusa di far divertire le truppe, secondo me l’ artista non può amare la guerra. I futuristi avevano delle idee strane sulla guerra, io le reputo delle ingenuità, ma forse per un fatto generazionale dovuto ad una loro primordialità di idee, il culto per la macchina, la velocità, l’ aereo... avevano tutti questi miti. Se penso invece a degli artisti penso a delle persone pacifiche, che combattono, fanno delle “BATTAGLIE”, ma non certo con le armi, ma con le parole, con la bellezza.


Rimaniamo un po’ sulla nostra situazione politica. Parlando di guerra mi viene in mente, forse perché anch’io condizionato dalla tv, il nostro televisivissimo premier Silvio Berlusconi…
Non amo molto farmi coinvolgere dalla vita politica anche se mi dicono che il mio nome è comparso su qualche cartellone elettorale, l’ idea di Sgarbi non mi dispiace, ma se si riavvicina a Berlusconi non ci sto, sono dipendente anch’io da questo sistema, ma sono indipendente da Sgarbi ed ancora di più da Berlusconi stesso. Io penso che Silvio sia completamente assurdo, soltanto l’ aspetto di Berlusconi è riprovevole, anche il solo vederlo in tv è osceno.


Berlusconi, Musica, Primo Maggio Censura. Sono elementi che mi vengono in mente pensando ad un determinato personaggio.. questa serpeggiante censura cautelativa non ti preoccupa in quanto artista?
Sono stato censurato un’ unica volta in Rai a Taratatà, la censura esiste, ovvio, ma non credo sia imputabile ad un sistema, ma peggio alla ottusità di certi individui. E' l’ essere umano che è censore in sé. Un esempio è il primo Maggio, ma c’è anche da dire, lo tengo a precisare, che finchè il primo maggio è così scadente musicalmente andrebbe censurato per ragioni musicali. Basta con la porcheria spacciata come musica. Sicuramente se avessi dovuto scegliere chi far suonare e chi no, avrei cancellato Kosturitza, una volta lo vidi che suonava, Lui che è un regista, siccome io non vado con i miei video clip al Festival di Cannes per favore non facciamo suonare Kosturitza con la sua band di schifezze! Non può e non deve suonare ad un festival di musicisti! Questo è comunque un esempio non ce l'ho con lui in particolare, ce ne sarebbero tanti altri. Questo primo Maggio è stato gestito da un manipolo di “romani”, che sono come al solito incapaci di sposare la qualità alla quantità. Sono unicamente dei nepotisti.


Ringraziando per il tempo, la disponibilità e la simpatia concessaci Morgan ed Alessandro Cereda.

Paolo Scotti

Fonte: Indie-Zone


Altre informazioni sul film in 7^Arte - Compositore

     

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