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Tutto, Maggio 2003 



La fine di un amore tormentato. L'inizio di una nuova vita e di una carriera solista. Abbiamo spiato Morgan nei giorni più difficili e importanti della sua vita. E abbiamo scoperto che...

"Mi imbottisco di roba e arrivo...". Queste sono le prime parole che ci dice Morgan, il rocker "maledetto" di casa nostra. Quello che va in giro truccato come una femmina, o almeno come un David Bowie d'annata. Quello passato con disinvoltura, stando al gossip senza controllo, dal letto di Andrea Pezzi a quello di Asia Argento. E qui si passa alla cronaca, visto che i due hanno una bambina di quasi due anni, Anna Lou, alla quale è dedicato uno dei brani del primo lavoro solista del nostro.

"Mi imbottisco di roba e arrivo...", ancora ci dobbiamo incontrare e già abbiamo lo scoop... Sì, perchè stavolta eravamo in cerca di qualcosa di piccante. L'idea ci era venuta dopo che il nostro collega inglese Martin Bashir aveva seguito Michael Jackson per sei mesi, arrivando alla fine a fargli confessare di essere andato a letto con dei bambini. Una vera inchiesta giornalistica. Bene, ci siamo detti, facciamolo anche noi con Morgan, la vera rockstar italiana. Seguiamolo qualche giorno, stiamo incollati alle sue costole come una fascia del Dottor Gibaud e vediamo se confessa qualcosa di inconfessabile. E invece, prima ancora di incontrarlo, già abbiamo lo scoop, la frase da sparare vir-golettata in copertina. "Mi imbottisco di roba e arrivo...".
In realtà la roba a cui fa riferimento Morgan ha più a che fare con gli antipiretici e gli antidolorifici che con gli stupefacenti. Morgan ha la febbre e il mal di schiena, per cui arriverà solo dopo essere passato in farmacia. E proprio per poco non siamo stati in grado di offrirvi lo scoop vero, quello che rende immortali. Morgan, infatti, da un po' di mesi ha abbandonato il suo appartamento milanese, quello in cui viveva con Asia e Anna Lou, e in cui ha scritto le canzoni del nuovo album, "Canzoni dell'appartamento". Ora è tornato a vivere a Monza, con la mamma. Pensate che scoop: Morgan influenzato e accudito dalla mamma, magari con un brodino caldo, questo sì che sarebbe stato un gesto rock'n'roll. Ma alla fine Morgan arriva e la roba nel frattempo ha fatto effetto, perché la febbre è passata e il nostro si presenta subito come il fiume in piena che ben conosciamo.

Siamo negli uffici della sua casa discografica, guarda caso la stessa di Michael Jackson, e cominciamo il reportage. Cosa fa un rocker per prima cosa la mattina? I capelli, è ovvio. E allora cominciamo il nostro viaggio nel pianeta Morgan proprio dai capelli. "Io vado sempre dallo stesso parrucchiere, che con me si diverte a sperimentare. Ma stavolta ha davvero esagerato, sembro un albanese", ci dice. La ragazza del "trucco e parrucco" utilizza un improbabile mollettone verde. Sembra una zia che si fa la pettinatura per le feste. E come una vera zia sotto le feste, sembra cadere di colpo in depressione. Eccolo che gioca col fotografo assumendo pose da aspirante suicida. Morgan ci sta simpatico per questa sua generosità nell'offrirsi in pasto alla stampa, per cui decidiamo di lasciare da parte la ricerca spasmodica dello scoop, a vantaggio di un atteggiamento cronachistico.
Siamo in taxi, destinazione barbiere. Davanti alla casa del Manzoni, illuminato da improvvisa ispirazione, Morgan ci legge dei frammenti di Empedocle (filosofo siciliano del quinto secolo A.C.). Quello sull'amicizia, quello sull'importanza del numero due. Prima in greco e poi in italiano. Non fosse che abbiamo detto solo poche righe fa che ci sta simpatico saremmo tentati di scaraventarlo giù dall'auto in corsa.
Arriviamo da Bartolo, il parrucchiere che si prenderà cura del nostro cantante pre-ferito. "Sai, quando mi avete chiesto se potevate spiarmi mi sono trovato in difficoltà. Sono un uomo senza abitudini, per cui non ho una giornata tipo". Come si può essere privi di abitudini al tempo stesso padri di famiglia? Non ha forse una figlia dei ritmi routinari? Pappa a orari fissi, pannolini da cambiare, a nanna presto e così via... "E' vero", ammette Morgan, "ma per uno senza abitudini, anche avere gli orari de-terminati da una figlia diventa un diversivo. E poi, purtroppo, Anna Lou non vive più con me...". Già, dopo il successo del film "XXX" e la fine della loro storia d'amore, Asia vive con la bambina a Los Angeles, ormai in pianta stabile. Ora, se fossimo seri professionisti, dovremmo indagare, fare domande, rivoltare Morgan come un calzino e costringerlo a mettere a nudo la sua anima. Ma Morgan si è già messo a nudo nelle canzoni del suo album e a noi non piace l'idea di togliere le garze da ferite ancora fresche, per cui lasciamo che Morgan viva la sua vita intima in intimità. Una intimità che, evidentemente, deve rispondere a canoni diversi da quelli comuni, o quantomeno dai nostri, visto che il passo successivo ci vedrà in sua compagnia dentro un negozio per bambini vicino a Piazza Duomo.
Manco fosse tutto preparato, uscendo, incontriamo Massimo Coppola, il vj "intellettuale" di MTV. E' reduce "da un noiosissimo film francese", ci dice, come a voler dimostrare che è radical-chic anche nella vita di tutti i giorni. Chiede a Morgan cosa stia facendo. Di fronte alla risposta: "Un reportage con quelli di Tutto", il buon Coppola fa la faccia di chi ha pestato la cacca. Quando, per evitargli ulteriori gaffes, gli facciamo notare che noi lavoriamo per Tutto, ci risponde: "Questo è un vostro problema...", salvo poi mettersi in posa con Morgan, simulando un saluto "alla Mork e Mindy", proprio di fronte al Palazzo Martini. "Lì, negli Anni 60, Lizzani ci ha girato La Vita Agra, tratto dal libro di Luciano Bianciardi", dice un Coppola irrefrenabile. "Mi raccomando, citalo su Tutto, che fa un bell'effetto". Obbediamo.
Prossima tappa è la Ricordi, sotto la Galleria. Morgan deve comprare degli spartiti per una colonna sonora che sta preparando. "Si tratta del nuovo film di Infascelli, scritto con Niccolò Ammaniti", dice. prima di proseguire ci facciamo un caffè al bar. Qui Morgan incontra un altro voto noto di MTV, Fanny, ma visto che ormai sembra quasi una situazione organizzata, non prendiamo nota del fatto. Chiediamo a Morgan come pensa di promuovere il suo nuovo lavoro. "Non credo che girerò un video, anche perché ormai è troppo tardi. Penso invece che occuperò spazi televisivi, perché la Tv è importante, ma siamo noi a dover decidere come e dove comparire".
Occupare la Tv: quale migliore occasione? Siamo in Piazza Duomo, sono le 3 di pomeriggio ed è appena cominciata TRL. Proponiamo a Morgan di fare un'incursione. Lui nicchia, ma poi declina l'invito. "MTV è quello che è, ma non possiamo farne a meno", dice sconsolato. Ciò nonostante accoglie favorevolmente la nostra proposta di attraversare la piazza, invasa da fan di non sappiamo bene quale artista. Subito viene riconosciuto, e si trova costretto a firmare autografi a fare foto con gli astanti. Vediamo che una poliziotta, bionda e carina, ha riconosciuto il nostro uomo, che nel frattempo sta dando da mangiare ai piccioni. Vestiti i panni di cupido, presentiamo Morgan alla poliziotta e da qui partirà una serie di foto in cui Morgan interpreta 007 in mezzo alle forze dell'ordine, con un gruppo di fans no-global che, sdegnati, rivolgono insulti sordi al nostro. A calmarli, interviene la truccatrice, che getta proprio sotto la volante più vicina un pacchetto di mangime, costringendo i gendarmi a proteggere le divise dall'improvviso attacco di tutti i volatili di Piazza Duomo.
Il tempo vola, con Morgan che ci travolge parlando di tutto. In uno dei suoi deliri più riusciti arriva a dirci che "I Bluvertigo erano un gruppo di travestiti", faticando non poco a trovare poi una giustificazione per l'affermazione. Lo abbiamo già detto, Morgan è molto generoso con noi, ci si offre senza remore, molto ingenuo o forse molto cosciente dell'importanza dei media. Dopo aver fatto scatti in mezzo ad un gruppo di giapponesi, tanto per provare che ci troviamo davvero a Milano, dopo aver immortalato Morgan negli angoli più nascosti della città, decidiamo di andare a trovare un vecchio amico di Morgan, Ennio Capasa. Ai più questo nome dirà poco o nulla, ma in realtà Ennio è lo stilista di Costume National, una delle griffe più prestigiose della moda italiana. L'atelier è sui Navigli: una incredibile costruzione "hi-tech" che si sposa perfettamente con le rovine dei palazzi circostanti. Qui, Morgan si prova degli abiti, dimostrando di essere davvero uno degli ultimi glamour in circolazione. Un glamour fuori dal tempo, per citare una sua canzone, visto che quando il glam moriva, Morgan aveva pochi mesi. Così come è fuori dal tempo il suo debutto solista, giocato su sonorità Anni 60. Ormai abbiamo passato un sacco di tempo in compagnia della star e dell'uomo Morgan.
Non abbiamo fatto scoop e, vista la facilità con cui rende pubbliche le sue faccende private, difficilmente avremmo potuto farne. Abbiamo parlato proprio di tutto: di Empedocle, dei Teletubbies, di musica e Tv, siamo andati in giro per Milano, abbiamo comprato un lettino da campeggio per Anna Lou e abbiamo incontrato la maggior parte dei volti noti di MTV. Poi, ci siamo salutati. Lui è partito per un week-end a Londra e noi siamo tornati alla nostra vita di tutti i gironi che, francamente, ci è sembrata molto più interessante del solito.



Rockstar, Maggio 2003 



Il leader dei Bluvertigo esce da una lunga pausa di riflessione con una sorpresa: il debutto da solista, "Canzoni dell'appartamento". Un disco inconsueto, ironico e profumato di anni '60. Scopriamo insieme il nuovo mondo di Morgan.

Orchestra, pianoforte, ironia, pagine d'introspezione: "Canzoni dell'appartamento" è un disco difficile?
No. E' stata complessa solo la fase di scrittura e lavorazione, con pile di spartiti in ogni angolo dell'appartamento. E poi le cose compositivamente intricate ma facili all'ascolto sono quelle migliori. Penso a Bach, ad esempio: la sua musica è apparentemente semplice, la capiscono tutti. Ma sgorga da una scrittura estremamente complessa. E comunque non ho timori: il pubblico è molto più intelligente di quanto i mezzi d'informazione ci vogliano far credere.

L'appartamento dov'è?
A Milano. ci ho passato due anni intensi. Una stagione finita, purtroppo. E non lo so nemmeno io perché. Queste cose sono in mano al Signore dell'Universo, coinvolgono domande sul senso dell'esistenza. Ed io in questo non ci posso fare niente.

O è solo perché non pagavi più l'affitto?
No, sono un buon inquilino.

Nel disco cosa c'è?
Io sono un artigiano. E questo disco è un paziente lavoro di modellismo. L'ho composto interamente su PC, comprese quelle parti sinfoniche che poi ho portato all'Orchestra di Foggia per farle risuonare. Poi in sede di editing ho smontato, sovrapposto e rimontato tutto non so quante volte. Fino ad ottenere il risultato che desideravo. Oltre a questo è un lavoro profondamente autobiografico nei testi. Un quadro preciso del vissuto, fra relazioni ed opinioni. Ho portato allo scoperto molte cose di me. Quelle che invece faccio fatica ad affrontare le porto all'analista.

Va in analisi?
Sì, individuare i problemi e risolverli è un passo avanti nella conoscenza di sé. E l'aiuto dell'analista in questo è decisivo.

Ma in Italia c'è vita dopo Battiato?
Tricarico e Max Gazzè lo dimostrano. Però a me piace molto di più Jannacci, il suo ultimo disco è geniale. E Fossati, di cui ammiro parole e libertà artistica.

Hai dimenticato i Subsonica, con i quali hai collaborato...
Mi piace molto la loro evoluzione dalle dance. Però, come tutti, anche loro hanno dei difetti. E poi io sono uno che ha da ridire praticamente su ogni cosa. Mi dispiace solo che ogni volta che esprimo un'opinione, finisco col passare per uno stronzo. Invece sono solo uno dei pochi che ha il coraggio delle proprie idee.

In "The Baby" dici: ci sono dischi che non si lasciano ascoltare da orecchie sbagliate. Quali sono?
Quelli criticati ingiustamente. Con i Bluvertigo l'Italia aveva finalmente la possibilità di competere con la scena inglese o americana. Era qualcosa che si staccava dal resto. Invece i critici di casa nostra hanno scritto cose orrende sul nostro conto. E senza capirci, ci hanno detto di tenere giù la testa, di non allargarci. Sintomo di un'arretratezza culturale che inibisce l'Italia da 50 anni. Ma dico: le cose belle sono presuntuose? L'ambizione è vita per un musicista, altrimenti l'arte è paralizzata.

Cos'altro hai scoperto negli ultimi 2 anni?
Noam Chomsky, scrittore americano anti-americano. Silvano Agosti, regista-artigiano autarchico di Roma. I Teletubbies, che sono una vera e propria ricostruzione dell'universo e li puoi capire solo se ti cali in un lisergico o li vedi a fianco di un bambino. E poi Scott Walker, geniale musicista pop.

Niente più TV?
No, la disprezzo. L'ho fatta con Andrea Pezzi solo per promuovere la mia musica. E non intendo tornarci.

E se avessi carta bianca? Potresti fare qualunque cosa in stile Baricco...
Ehm, credo di no. Baricco è un bell'uomo e ha buona proprietà di linguaggio. Ma non vado a letto con tutti i begli uomini che incontro. Semmai farei un programma per far scoprire la musica classica ai bambini.

E il cinema?
Ho interpretato un bassista in "Perduto Amor", il film di debutto di Franco Battiato che uscirà prossimamente. E' un racconto di formazione, credo in buona parte autobiografico sulle sue esperienze negli anni '60.

Sei andato via da Milano?
Sì, sono tornato nella città in cui l'anarchico Bresci uccise il Re: Monza. Ma Milano mi manca. Mi manca il suo romanticismo. E contrariamente a quello che dicono tutti, è una città bellissima. Ha un'architettura caleidoscopio, tanti stili sovrapposti. E poi ha sofferto moltissimo. Gli americani la bombardavano per divertimento anche dopo che la guerra era finita. E poi è costruita sui navigli, una rete di canali che quell'ignobile di Mussolini ha fatto ricoprire quasi del tutto. Perché in origine Milano era come Amsterdam o Venezia. E non sai quanto mi piacerebbe riscoperchiare i navigli! Ma per fare queste cose ci vuole voce nell'informazione e nella politica. Ed io di entrare lì dentro non ci penso proprio. Porterebbe via tempo alla mia creatività e alla musica. Così mi limito ad usare questo megafono che ho, e magari celare in un colpo di tosse un "buffone" diretto al sindaco Albertini quando passa con la sua scia di lacchè.

Un animale da tenere in casa?
Penso che i coniugi siano dei perfetti animali d'appartamento.

A proposito di Bowie, la scorsa estate avete suonato assieme a lui a Lucca.
Sì, ma se ne sarà accorto che c'era una band di supporto? Secondo me no. E poi nei suoi camerini c'era un silenzio di tomba.

Beh, come quelli dei Bluvertigo...
Macchè. Da noi ogni sera è un party.


Topi d'appartamento

Abbiamo rubato a Morgan dichiarazioni sui Bluvertigo, la piccola Anna Lou e... Asia.

Come si chiama tua figlia?
Anna Lou Maria Rio.

La paternità ti ha fatto bene?
Sicuramente. Quando hai un figlio rivivi anche la tua esperienza d'infanzia, si scoperchiano rimossi, si torna a vivere in modo autentico. Perché devi usare la semplicità. Prima ero perso nell'ironia, un comportamento che ti consente distacco e di non aderire alla realtà. Ma ora l'ho eliminata. Perché se la usi per spiegare le cose ad un bambino rischi solo di confondergli le idee. Coi bambini invece devi essere concreto.

E con Asia Argento?
E' una ferita ancora aperta. Io mi sono innamorato, lei probabilmente no. Mi ha fatto molto male la presunta relazione con Vin Diesel. Anche per questo non ho visto "XXX". C'erano scene di baci, non le avrei rette. Comunque credo che lei sia un'ottima regista. E sa sicuramente come gestire il successo. E' nata in quel mondo, ha imparato sin da piccola come ci si muove. Io invece sono il perfetto anti-divo. Le uscite pubbliche mi mettono in difficoltà, mi imbarazzano. E mi danno desiderio di fuga.

Ma "Canzoni dell'appartamento" è la fine dei Bluvertigo?
No, anzi. E' l'inizio di una nuova era. Essermi sfogato e liberato in questo lavoro solista mi farà essere meno dittatore in futuro. E più aperto ad una vera collaborazione con gli altri del gruppo.



Libero Web Magazine, 24 Gennaio 2003



Il leader dei Bluvertigo presenta un disco solista e spara a zero su Sanremo

L'esigenza di fuggire fuori dagli schemi, lontano dalle mode, e dall'epoca del "conformismo", alla ricerca di una liberta assoluta. Questo è Marco "Morgan" Castoldi, leader della band milanese dei Bluvertigo che ha deciso per il momento di navigare verso un progetto solista slegato dal lavoro della sua band. Del disco che dovrebbe intitolarsi "Le canzoni dell'appartamento" non si sa molto. Ed è lui stesso a raccontarcelo. «Sì è vero siamo ancora in working in progress ma siamo quasi in dirittura d'arrivo. Sarà un disco indipendente quasi una frattura con l'epoca che sto vivendo, diciamo che è un lavoro lontano dalle mode. Anche se è un'indipendenza che costa cara visto la discografia non è certo orientata verso l'originalità. Riuscire a presentare un progetto così diverso è stata un'impresa faraonica».

Il titolo sembra rendere questo lavoro molto intimo
È molto casalingo, infatti, una specie di home recording ed è forse per questo che s'intitolerà "Le canzoni dell'appartamento". Lo è sia dal punto di vista di abitazione, luogo, spazio e tempo, ma significa anche a parte, "appartato dal gruppo", appartato all'idea dominante di società quella di oggi fatta di mode e votata al Dio denaro.

Interessante l'idea dell'appartamento
L'appartamento è il centro di tutto. Poi ci sono le stanze: la stanza luminosa da dove si può guardare il mondo suonando il pianoforte; la stanza degli strumenti midi, elettronici; la stanza analogica dove ci sono le macchine più primitive; ed infine la stanza dove scrivo. Tutto è un universo caotico e mi piace oscillare in questo spazio tempo.

Ha collaborato con gli amici dei Bluvertigo per realizzarlo?
In parte. Sergio suona la batteria e poi ho fatto un po' da talent scout ed ho scoperto un chitarrista molto giovane, bravissimo. Un profondo conoscitore di tutto il rock classico, ha solo 22 anni si chiama Marco Causino ed è laureando in filosofia. L'album è stato scritto al pianoforte e arrangiato con l'orchestra Orchestra Sinfonica del Conservatorio di Foggia, (36 elementi) nel Teatro Giordano uannbella struttura ottocentesca.

Quanto c'è di te in questo disco?
Tutto, o quasi. Io ho una formazione classica, ho sempre fatti finta di essere un rocker anche perché il rock è simulazione. Finalmente mi rivelo per quello che sono veramente. È un lavoro sulla scrittura e va in molte direzioni. Alcuni brani sono volutamente un riferimento alla tradizionale canzone italiana come De Andrè Tenco, e poi ci sono anche esperimenti verso musica progressive che negli anni settanta come ad esempio Pfm, gli Area o Battiato.

Le case discografiche sono in crisi la musica non vende come si pone di fronte a questo problema?
Manca la qualità. Io credo che i discografici dovrebbero essere preparati. Purtroppo non lo sono. Tanto per fare un esempio: per diventare avvocato bisogna fare l'università , dare l'esame di abilitazione professionale, cosa che vale per tutte le categorie professionali. Io credo che per un discografico dovrebbe essere così.

Le major ritengono che il maggiore responsabile sia la pirateria
Io ho comprato i miei dischi dai marocchini per strada. Ne ho comprati tre, per vedere che effetto faceva e mi sono divertito. Finchè lo Stato continuerà a considerare la musica un bene di lusso e non cultura intesa come cibo per la mente sarà sempre così. L'Iva sui cd è al livelli altissimi ed è sbagliato.

Cosa ne pensa del cast di Sanremo?
In genere ho avuto un pensiero di dissenso nei confronti del Festival, perfino le volta in cui l'ho frequentato. Con Bluvertigo siamo andati per pura necessità discografica, ci hanno dettato quasi un ultimatum, e così lo abbiamo fatto. L'unico Sanremo decente era quello fatto da Fabio Fazio. Il "grande fratello", nel senso di Orwell, non del programma televisivo, ha sempre avuto o stratagemma: quello di produrre la cultura contraria al sistema, oltre che quella del sistema, in modo tale da osservare i ribelli e poterli imprigionare.

E cosa si potrebbe fare per cambiare, svecchiare le cose?
Secondo me bisognerebbe fare un girotondo intorno all'Ariston, circondare con Sanremo per cominciare a parlare delle riforme, anche nella musica. Con l'aiuto di qualche intellettuale. Strillare con il megafono che se si vuole si posso cambiare le cose.

Claudia Di Meo

Fonte: http://news2000.libero.it/webmagazine/wmp11.html



Chi, 22 Gennaio 2003



Belli e imprevedibili. E più innamorati che mai, del loro amore e della splendida figlia Anna Lou. Per l'attrice Asia Argento e il compagno Morgan, leader dei BluVertigo, è la prima volta. Insieme hanno posato per un servizio fotografico esclusivo per "Chi", nel quale presentano la loro bambina. Un servizio talmente inatteso che ha attirato, mentre veniva realizzato dal nostro fotografo, i paparazzi appostati per cogliere i vip in relax. Per la prima volta Asia e Morgan ci rilasciano una intervista di "famiglia" nella quale si confrontano sui temi del successo evanescente, del fascino dell'azzardo, della forza della creatività, dell'amore eterno. E dei problemi tra arte e comunicazione. La tempesta mediatica sollevata da un quotidiano americano che lanciava la "bufala" di Asia in attesa di un figlio dallo scrittore gay J.T. Leroy si è ormai placata. Alla serata-evento di Milano per il lancio della linea di occhiali "Costume National" c'era un disco con musiche scelte da Leroy e brani recitati da Asia.
   

Rimane invece il sorriso sereno e felice della coppia, e della piccola Anna Lou, come dimostrano le immagini di questo servizio. Asia e Morgan, così diversi e sempre più vicini, impegnati a dividere progetti importanti, sfide impossibili, e sogni di vita. Due artisti dalla creatività esplosiva e inesauribile e percorsi diversi e sul filo del rasoio. Lei., figlia d'arte, una trentina di film girati, attrice, scrittrice, regista e nuova stella di Hollywood dopo il successo del film "XXX", confessa di non annoiarsi mai, mentre lui, musicista e cantante del gruppo BluVertigo, con una vocazione per la filosofia e la letteratura zen, fa della noia un'arte alla Moravia. Lei, fan appassionata di Elvis Presley, sogna un matrimonio nella mitica Graceland, casa-museo dell'artista a Memphis, Tennessee. Mentre lui cerca il precario equilibrio nell'amore reale, lontano dall'idealismo e dal romanticismo. Lei, contesa diva in ascesa a Hollywood, si divide tra action movie, film impegnati, e una nuova passione, la fotografia. Lui, che ad aprile debutta con il primo album da solista, è alla ricerca dell'arte universale, e sogna di "far girare la musica". Ma per entrambi il più grande amore è uno solo: Anna Lou, la loro figlia. "Chi" ha incontrato la coppia a Courmayeur, dove ha trascorso una breve vacanza con la piccola prima di tornare ai rispettivi impegni professionali. A colpire prima di tutto è la "nuova" Asia, con quel suo sorriso sereno e gli occhi che splendono.

Non l'abbiamo mai vista così felice. E' tutta colpa dell'amore?
Credo di sì. Sono così felice da averne quasi paura. C'è sempre il timore che questo stato di grazia finisca.

Come è nata la "bufala" di un quotidiano americano a proposito del nuovo figlio in arrivo con lo scrittore gay J.T. Leroy? E' una sua provocazione alla stampa?
Era una metafora, non una provocazione. Nell'intervista a quel quotidiano stavo rispondendo a proposito del nuovo film che girerò, tratto dal romanzo di Leroy, "Ingannevole è il cuore più di ogni altra cosa". In effetti si tratta di una nascita, ma riferita al film. Pensavo di aver parlato in modo molto chiaro, ma a giudicare dal risultato, non è stato così. E la notizia si è sparsa a macchia d'olio. Mi hanno chiamato da tutto il mondo per avere chiarimenti.

Le vostre reazioni?
ASIA: Questa reazione esagerata mi ha spaventata.
MORGAN: Semplicemente ho chiesto ad Asia delle spiegazioni. Penso che la "bufala" sia nata dalla strumentalizzazione di una sua dichiarazione. Non hanno decodificato la metafora, confondendola con la realtà. Non mi sono arrabbiato. Quando si viene fraintesi dai media, bisogna anche chiedersi perché succede. E' l'occasione per fare delle riflessioni su se stessi, e sull'immagine che il pubblico e la stampa hanno di te.

Che tipo di immagine?
ASIA: Spero di avere superato l'immagine della dark lady, ombrosa e trasgressiva. Come coppia, Morgan e io siamo due persone libere, nel senso del rispetto e dell'indipendenza reciproci. Ma allo stesso tempo siamo anche una coppia "classica". Se scoprissi che il mio compagno mi tradisce sarebbe gravissimo. E credo che anche lui la pensi come me.

Forse hanno creato confusione le dichiarazioni di J.T. Leroy: "Asia è in dolce attesa, in ogni senso. Sta trasformando il mio libro in un film", ha detto alla stampa.
ASIA: Secondo me sono parole chiarissime. C'è un solo significato: si sta parlando di un suo libro che ho sceneggiato e che ad aprile inizierò a girare, sia come regista che come attrice.

Una bella sfida. Anche perché, dopo il successo del film d'azione "XXX", si ripresenta sullo schermo con una pellicola dura, e un personaggio difficile.
ASIA: Mi sono ispirata al bellissimo libro di Leroy, cercando di renderlo più "accettabile". Un libro è diverso da un film. Il mio ruolo è quello di una madre molto cattiva, al quale ho cercato di regalare un po' di umanità.

Perché uno scrittore come J.T. Leroy ha così successo?
ASIA: E' un grande maestro della parola. I suoi libri sono già film. Ha una visione molto cinematografica.
MORGAN: E' una persona molto simpatica. Ha una grande creatività, un gusto estetico che apprezzo molto. Ma spero che Asia legga anche altri autori, meno visionari e più teorici. Ogni tanto cerco di suggerirle altre letture, ma senza esiti.

Dopo il successo in USA com'è la nuova Asia?
ASIA: Sono molto contenta di aver sperimentato un genere diverso come un film d'azione. Mi piacciono sempre le sfide, i cambiamenti. Ma sono sempre la stessa Asia, anche se la mia carriera sta cambiando: c'è molta curiosità per i miei film. Presto usciranno anche in Italia due film, produzioni francesi, che ho girato tempo fa: "Sirena rossa" di Olivier Megaton, nel quale interpreto un ruolo inedito, alla Lèon, quello di una poliziotta, e "I morsi dell'alba", nei panni di un vampiro, diretta da Antoine de Caunes.
MORGAN: Credo che la cosa più importante sia rimanere con i piedi per terra. La vita non cambia dall'oggi al domani Se il successo è il risultato della passione con cui hai realizzato certi progetti, un amore che ti ha riempito fin dall'inizio, allora, che cosa cambia? Facendo così forse non si festeggia pazzamente, nel successo, però non si celebrano lutti nell'insuccesso.

Progetti?
ASIA: Torno a Los Angeles, dove mi fermerò per almeno un paio di mesi. In questo periodo mi attendono molti progetti come attrice, ma anche come fotografa. Da circa un anno ho scoperto questa nuova passione, ho pubblicato alcuni ritratti su diversi giornali di moda di personaggi famosi, come Adrien Brody, Valeria Golino e celebri fotografi che mi hanno dato vere lezioni. Da modella ho avuto la fortuna di lavorare con grandi artisti della fotografia come Peter Lindbergh e Jurgen Teller. E così ho potuto imparare alcuni segreti.
MORGAN: Sto ultimando il mio nuovo disco, il primo da solista. Ma non ho interrotto i rapporti con il mio gruppo, i BluVertigo. Anzi vorrei portare avanti entrambi i percorsi. E' un disco completamente diverso: ho voluto ricostruire dei generi musicali classici, come se fossero scomparsi 30 anni di musica, alla riscoperta della "forma" canzone. Spero che questo lavoro emozioni. E' questo che manca oggi nella musica. E' un disco "passatista" non futurista.

Ma così quando vi vedete?
ASIA: Ci vediamo appena Morgan termina il disco: mi raggiungerà a Los Angeles per stare con me e con la piccola.

Nessuna nostalgia a stare così lontani?
MORGAN: Credo che innanzitutto sia importante la qualità del tempo che si passa insieme. E non solo la quantità. Certo, la presenza fisica è importantissima. Non posso star lontano da Asia e da Anna Lou, faccio di tutto per star loro vicino.

Come vi siete incontrati?
MORGAN: A un festival del cinema di Bellaria, quasi tre anni fa. All'ombra di un temporale estivo. C'erano fulmini, tuoni, un cielo che si era spaccato.

Sembra una storia molto romantica.
ASIA: Sì, un inizio magico. Ma oggi il nostro legame è molto profondo e serio.
MORGAN: Sono d'accordo. Anche se, a proposito di romanticismo, in questi giorni sto riflettendo sul suo superamento. Se si vuol vivere insieme si deve rinunciare a un po' di romanticismo, che è l'amore della distanza, l'idealizzazione. Un amore ideale che si realizza è una contraddizione in termini.

Come deve essere l'amore, invece?
MORGAN: All'inizio è una grande infatuazione accecante. Può riuscire a resistere al tempo, e a trovare un equilibrio, solo se si trasforma. Occorre guardarsi negli occhi, per capire le esigenze dell'altro, e saperle fare proprie. Inoltre una storia d'amore è una relazione dialettica. Perché ci sia equilibrio ci devono essere sia momenti di incontro che momenti di scontro.

State pensando alle nozze?
ASIA: Ne parliamo, però ancora non abbiamo definito nulla. Se mai accadesse mi piacerebbe che fosse un matrimonio tra Morgan, me e la bambina. Mi spaventa l'idea che si tratti di un contratto.

Come sogna le sue nozze?
ASIA: Mi piacerebbe sposarmi a Las Vegas. O a Memphis, a Graceland, la casa di Elvis Presley, di cui sono una fan appassionata.

A proposito dell'esperienza di crescere insieme una figlia.
ASIA: Con la maternità la mia creatività è diventata ancora più grande. Inoltre ho riscoperto il rapporto con mia madre. Nei primi mesi dopo la nascita di Anna Lou, quando mi sentivo più stanca e fragile, lei era accanto a me. Era con Morgan anche in sala parto.
MORGAN: Ho riscoperto il gusto di giocare. Anna Lou ha un anno e mezzo, è nella fase dello sviluppo del linguaggio, un periodo inebriante. Come ogni genitore, sono di fronte a un vero prodigio. Diventare padre è stata una grande occasione: per riesplorare l'infanzia e riacquistare la dolcezza.


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