Renzo Rubino Sanremo e Andrea Rodini

12 febbraio 2013

Interviste

RubinoHo sentito Renzo suonare la prima volta al Rosso Borsieri di Milano, dove ero stata invitata da Andrea Rodini, per intervistarlo sull’edizione di X Factor vinta nel 2008 a fianco del mio giudice preferito, Morgan, e dopo il concerto ho trovato pure il tempo di avvicinare il nostro eroe.

Rodini aveva proprio ragione: il ragazzo è fantastico!

Suonatore di piano eccezionale, una voce roca da localino jazz fumoso, quel pizzico di umorismo che non guasta, nostalgico, un po’ guascone e romantico.
Insomma, mi piace un sacco! Anche gli “Altri” (la sua band) non sono persone troppo normali… però ottimi musicisti !

Questo mini-video esce proprio alla vigilia del Festival di Sanremo 2013,  al quale Renzo parteciperà nella categoria Giovani con il brano “Il postino (Amami uomo) (R.Rubino-A.Rodini-R.Rubino)”, con l’Orchestra diretta proprio da Mr. Rodini.
Io non vedo l’ora che tutto finisca così tornerà a suonare e cantare nei locali.

Voi ascoltatelo, che poi mi darete ragione!

Renzo Rubino e la musica vera.

“Sanremo è Sanremo! “

Vuol dire tutto e il contrario di tutto: c’è chi farebbe carte false per andarci, chi ci va solo per creare polemica, chi perché crede seriamente che sia un’opportunità per farsi conoscere nel mondo della musica.
Io non l‘ho mai guardato perché durava ben oltre la mia resistenza fisica davanti alla tv e poi perché il giorno dopo giornali e programmi ne parlano fino allo sfinimento, perciò le notizie non vanno perdute.
Io che da sempre evito i luoghi affollati e modaioli, l’Ariston l’ho visto una volta fuori stagione, cioè a novembre durante il Premio Tenco… e ho capito che non è quello a fare la magia. Sanremo Festival crea tutto un ambiente esagitato che è capace di distogliere la tua attenzione dalla musica, quella vera, che in Renzo è predominante.

Riguardo a questo evento, nella mia vita l’anno scorso sono successe due cose: due persone che conosco si sono iscritte a Sanremo Giovani e a marzo ho intervistato Andrea Rodini.
La prima esperienza ha soltanto confermato la mia opinione negativa del “si fanno carte false”, la seconda invece mi ha dato una visione più seria della vicenda.

Le carte false a volte si traducono in una visione distorta delle cose che non si vogliono vedere: ho visto gente sostenere che i provini sono andati male a causa dell’emozione… che strano, mi sono detta, fai la cantante e ti emozioni davanti a una giuria di poche persone? Allora quando vai sul palco davanti a cinquecento che mi combini? No, la verità è che tanti non hanno voce, non hanno metodo e non hanno sentimento… tutto qui!

Invece sarò sempre grata ad Andrea per aver programmato il nostro incontro per la sua intervista proprio al concerto di Renzo: perché ho riscontrato in lui un’ondata di freschezza, un gusto raffinato e la capacità di mescolare gli stili e sfuggire a ogni classificazione di genere. Riassumendo, lui riesce a farti sognare, a portarti in un mondo antico che non c’è più, circense, come dice lui.

Quando l’ho sentito ho notato subito una somiglianza con un noto cantante italiano, con la stessa voce disincantata, ma lui ha detto di non essersene mai accorto, per questo eviterò di nominarlo, ma voi tendete l’orecchio e troverete le somiglianze. Mi accorgo anche di essere caduta nel solito vizio italiano, di dover per forza assimilare le nuove leve a qualcuno che li ha preceduti, per cui vi chiedo ammenda.

Ma lui ha nominato solo due persone, Andrea Rodini e Antonio Minelli cosi’ faro’io.

Certo, in un ‘intervista programmata si sarebbero potute chiedere altre mille cose, ma ricordate che questa invece è nata sull’onda dell’entusiasmo post concerto, per questo io spesso m’inciampo nelle parole. Eppure trovo che la mia sia migliore di tutte quelle che gli stanno facendo in questi giorni pre-festival.

Nella mia, ho notato che per essere così giovane e aver cominciato da poco, come da sua stessa ammissione, ha veramente tanti brani già pronti, e questo è notevole;  sono riuscita a conoscere la sua storia e il sogno iniziale di essere attore; ma soprattutto ho raccolto quella spontaneità che in questi giorni non gli ritrovo: è stato molto più sincero con me, forse perché anch’io lo sono stata con lui.

Ecco, se posso vorrei darvi un consiglio: la tv inventa argomenti e discorsi di discussione e gli artisti non hanno mai il tempo per dare la loro impronta personale. Come diceva Morgan tantissimi anni fa (2001) quando ha cercò di trasmettere il suo diario sanremese, qui nessuno è interessato alle canzoni, lo sono di più al gossip e ai discorsi vaghi: uno lancia il tema e gli altri gli vanno dietro.

Perciò, seguitevi il Festival per sentire Renzo suonare e cantare il più possibile, con l’orchestra diretta proprio dal suo mentore Andrea Rodini, ma non prestate orecchio all’inevitabile contorno di vuote chiacchiere che lo accompagna, segnatevi il giorno di San Valentino per l’uscita del nuovo disco, Poppins preparatevi ad eleggerlo vostro nuovo idolo musicale.

Io l’ho fatto.

Michela Bonvicini.

Rosso Borsieri
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