Morgan & Louis G. Techno Band a Lazio Wave, Arpino, 30 luglio 2011

5 agosto 2011

Recensioni eventi

Arpino val bene un concerto!

Arpino, un centinaio di chilometri da Roma, arroccato su una collina che domina la valle del Liri, al primo impatto non sembra il posto più adatto per ospitare un concerto ma piuttosto lo spunto per una piacevole escursione culturale.
La Manua Loa, organizzatrice del Lazio Wave (manifestazione che si pone il triplice obiettivo di valorizzare il territorio della provincia di Frosinone, la promozione di band emergenti e il sostegno di iniziative umanitarie a favore di Amref) ha invece scelto proprio questo piccolo borgo per organizzare tre serate all’insegna della musica, e che musica!

Il 30 luglio a salire sul palco allestito ai Giardini dell’Acropoli è stato Marco Castoldi in arte Morgan, accompagnato dalla Louis G. Techno Band (LeLe Battista, Gaetano Cappa e Yoris).
Nonostante l’attesa (il concerto è iniziato alle 23.15), un pubblico paziente e ben disposto ha accolto con molto calore i musicisti alla loro apparizione sul palco. Marco Castoldi ha saputo ringraziare nella maniera migliore per la fiducia accordatagli: due ore di rock, energia e divertimento, accantonando per una volta la vena intimista e malinconica che caratterizza spesso le sue esibizioni soliste. Impronta stilistica evidenziata anche dalla scelta del basso come strumento prevalente della serata, con solo rare incursioni al piano.

La band, vale la pena ricordarlo, non esiste al di fuori dei rari concerti in cui affianca Morgan, è di recente formazione e nasce dalle ceneri della “resident band” del programma Invece no (andato in onda per breve periodo, tre puntate, nel 2010 su DeejayTV); ognuno dei suoi componenti è caratterizzato da un percorso artistico autonomo, consolidato e peculiare: Lele Battista, già leader dei “La sintesi”, polistrumentista e cantautore delicato ed elegante, alle tastiere, sintetizzatori, voce; Cappa, conduttore/autore radiofonico e musicale, inconfondibile presenza sul palco con il suo ukulele e la Hofner, chitarra del “mitico” Chris Rea (come Morgan tiene a sottolineare), e protagonista di divertenti siparietti comici; Yoris, cantante, autore e polistrumentista proveniente dal mondo reggae con varie collaborazioni alle spalle, tra cui gli Articolo31 e Tony Esposito, alla batteria. Quest’ultimo diventa protagonista di un improvvisato scambio di ruoli, rendendo possibile l’imprevedibile: un generoso Castoldi gli lascia microfono e ribalta per una entusiasmante Stir it up (video), che vedrà Cappa all’ukulele, Lele al piano e Morgan nelle inusuali vesti di batterista, con meraviglia e divertimento non solo del pubblico ma anche degli altri musicisti.

Ogni brano è una sorpresa: l’esecuzione di un’interminabile Invece no (ben 13 minuti), che dopo le prime strofe si fonde e trasforma in Ball of Confusion (versione Duran Duran 1995), è l’occasione per presentare “in perfetto stile anni ’70, con assoli fuori moda” (cit.) la band (video), che ad ogni concerto acquista maggiore affiatamento, limando le sbavature e valorizzando sempre più la capacità improvvisativa che caratterizza i componenti. Queste qualità permettono loro di affiancare l’imprevedibile estro musicale di Morgan, fornendogli non solo una base solida ma, come si è visto in questo concerto, anche carica e impulso emotivo positivo, consentendogli di mostrarsi ancora una volta sotto una nuova luce. Questo è assistere a un concerto di Marco Castoldi, non è mai la stessa cosa, non è mai lo stesso Marco Castoldi, non sono mai le stesse emozioni… anche se (come nel mio caso) lo hai visto quattro giorni prima sai già che avrà qualcosa di diverso da offrirti e ne varrà sicuramente la pena.

Arpino val bene un concerto!

Scaletta:
New Religion (Duran Duran), Sovrappensiero, L.S.D. la sua dimensione,
accenno a Father and Son (Cat Stevens), Altrove, Fashion (David Bowie),
Decadenza, Psycho Killer (Talking Heads), Stir it Up (Bob Marley), Altre f.d.v.,
Invece No (Edoardo Bennato), Ball of Confusion (The Temptations/Duran Duran),
Cieli Neri, Crash, Heroes (David Bowie)

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