Morgan e Roberto Vecchioni @ Premio Ciampi, Livorno 27.10.2012

Il 19 gennaio 1980 scompariva il cantautore Piero Ciampi, artista eccentrico, dai testi originali capaci di toccare tematiche oscure che rispecchiavano in parte la sua vita tormentata e segnata dall’alcol, dal carattere spigoloso che lo rese inviso a molti critici, colleghi e poco popolare presso il pubblico. Ma anche Poeta sensibile, generoso nel “darsi” e amato da molti altri, in primis Nada Malanima che ne divenne grande interprete. Lo ricordiamo con le parole e l’omaggio musicale di Morgan, che dopo averlo spesso proposto live e in studio (vedi box a fondo pagina) gli ha anche dedicato un brano inedito durante la serata finale del 18° Premio Ciampi (19-27 ottobre 2012, Livorno). Alla serata erano presenti Viviana Sorbi e Giuseppe Placidi per la documentazione fotografica e video; inoltre Michela Bonvicini ci ha inviato il suo resoconto sugli interventi di Roberto Vecchioni e Morgan, corredato da alcuni ricordi,  impressioni e riflessioni, che vi riportiamo.

Se Parigi val bene una messa, Livorno vale una lezione con due maestri. Un giorno dissi a Morgan che poteva a buon diritto considerarsi il mio maître-à-penser, “non perchè io abbia bisogno di qualcuno che mi dica cosa pensare, ma che mi indichi dove cercare.” Infatti io pur amando la musica, non la pratico e quindi non posso conoscere i luoghi, le persone o le esperienze che capitano a chi la respira giorno per giorno.

Quando vivi le cose in spirito di contraddizione diventi molto più attenta ai particolari e non ti sfugge proprio nulla, perché in sostanza “non ti fidi”… all’inizio io non mi fidavo di Morgan, così come non mi fidavo dei cantautori, perché coloro che ne decantavano le lodi si fissavano principalmente sull’aspetto politico della contestazione, in uno spirito di lotta e antagonismo totale che non mi sono mai piaciuti. Così sfuggendoli, ho perso di vista il loro reale valore, e gli insegnamenti che potrebbero aver lasciato.

Per questo è stata una rivelazione incontrare personalmente Vecchioni tempo fa alla Feltrinelli, Morgan a X Factor, Tenco e Ciampi nei due festival a loro dedicati. È la condanna di chi ha il dono della parola, dialettica, polemica, o sofismo che sia: diventi antipatico, perché riesci a mettere in difficoltà gli altri nelle discussioni. Entrambi (Morgan e Vecchioni) sono considerati tali, attraverso il filtro personale altrui, e soltanto l’incontro mi ha permesso di aggirare tale pregiudizio. Con Morgan è stato un vero successo: conoscendo lui ho imparato a conoscere e interpretare i suoi gusti e i suoi miti, Vecchioni invece è più irraggiungibile…  

Foto Federico Bernini - Premio Ciampi 2012, Targa alla carriera a Roberto Vecchioni

Foto Federico Bernini – Premio Ciampi 2012, Targa alla carriera a Roberto Vecchioni

Se tutti, invece di andare ai parchetti a fumare imparassero a leggere un libro, in Italia noi oggi non avremmo calciatori e veline a tutte le ore e teatro e lirica alle due di notte! In che anno abbiamo abolito l’ora di musica? Trent’anni fa io ho avuto per insegnanti degli artisti professionisti che i trent’anni non li avevano ancora computi! Pianisti e cantanti lirici: chi può dire di aver avuto la stessa fortuna? Saper parlare e discutere, di letteratura, poesia e musica: è una richiesta così assurda?

Non vi sembri la mia una vis polemica, perché sto solo riportando quanto detto e percepito alla serata finale del festival che per titolo strillava: “LA CULTURA NON E’ UN LUSSO !

“ “È il tratto comune ai grandi“, ha detto il prof. Vecchioni, “di non venir capiti perché troppo avanti coi tempi, di colui (Ciampi) che meriterebbe un premio Nobel, per aver inventato un modo di scrivere che ha dato lezione a tutti, da Guccini a De Andre’ ma viene invece liquidato come antipatico, antisociale, livornese, anarchico e comunista. E come tale dimenticato” (Le ultime parole della definizione sono dello stesso Ciampi).

Ha sempre dedicato canzoni ai grandi, Vecchioni, trattandoli come piccoli:

[column size=”1-2″] “E nave, porca nave vai, fa freddo e manca poco, dai, le luci di Marsiglia non arrivan mai: Ho visto tutto e cosa so, ho rinunciato, ho detto “no”, ricordo a malapena quale nome ho: Arthur Rimbaud, Arthur Rimbaud, Arthur Rimbaud…”[/column] [column size=”1-2″ last=”1″] “Guarderò le stelle com’erano la notte ad Arles, appese sopra il tuo boulevard; io sono dentro agli occhi tuoi, Víncent. Sognerò i tuoi fiori, narcisi sparpagliati al vento, il giallo immenso e lo scontento negli occhi che non ridono, negli occhi tuoi, Vincent…” [/column]

Ancora Vecchioni: “Io insegno da 40 anni, faccio musica da 40, ne ho 70 di anni: sono vecchio, vecchio, vecchio e perciò intransigente, come i vecchi. Io le ho viste tutte: non ho fatto la resistenza perché avevo un anno, ma l’avrei fatta, ho visto il ’68 il ’70, quanti ne sono passati di ministri, quanti danni hanno fatto? Ma non sono loro il problema, il problema è che noi dobbiamo smetterla di stare divisi, dobbiamo imparare a combattere uniti“.

Non si lascia fermare il Professore, quando lo accusano di non preoccuparsi dei precari: “Perché gli altri laureati vanno a fare i pizzaioli e guidano i tram pur di lavorare e voi invece volete fare SOLO gli insegnanti?“.

E all’osservazione “Ce ne vorrebbero di più come lei” risponde “Ma guardate che non sono solo io, come me ce ne sono già tanti… la colpa sta altrove“.

Oggi le rivolte si fanno su twitter, ma non ama i messaggini da 140 caratteri, lui, perché è “… un Umanista, e noi non amiamo le frasi brevi, di due parole, perché le parole estrapolate dal contesto possono cambiare il senso! Io posso dire una frase e poi due frasi dopo spiegarle, e due frasi dopo spiegano quella prima, e poi ancora, ancora… Mi piacciono i discorsi lunghi!“.

Io sono d’accordo con lui, ma ancora una volta, chi non sa replicare, urlando, gli chiede di troncare la discussione. E lui conclude, con “una storia che è tutta la mia vita”: “Luci a San Siro” e “Chiamami ancora amore”.

“Milano mia, portami via, fa tanto freddo, ho schifo, non ne posso più…’

“…e per tutti i ragazzi e le ragazze che difendono un libro, un libro vero
così belli a gridare nelle piazze perché stanno uccidendoci il pensiero…
Perché le idee sono come farfalle che non puoi togliergli le ali
perché le idee sono come le stelle che non le spengono i temporali”.

morgan e pasi
Due stili a confronto: accanto alla lezione fin troppo chiara e diretta di Vecchioni, quella di Morgan non è stata meno intensa, ma più barocca e arzigogolata nella parte teorica seguita da una ricchissima dimostrazione pratica: una rielaborazione del tema “Il denaro” di Ciampi e una creazione tutta nuova dallo stile indecifrabile, da lui definito “rock per piano e Mac“, sottoposto al pubblico come cavia, perché “è la prima volta che lo faccio davanti a qualcuno. Non è ancora sistemato bene, perciò se sentite dei passaggi un po’ aleatori, cioè casuali, non vi scandalizzate, tappatevi le orecchie, e apprezzate il tentativo“.

Il presentatore stesso, Paolo Pasi, ha ringraziato il lavoro di Morgan nel recuperare pezzi di Bindi, Tenco, Ciampi stesso attraverso “Italian Songbook”.

Ho soltanto cercato di ritrasmettere le cose che io stesso scoprivo man mano su questi cantautori, cercando di far loro attraversare i confini e, per questo, traducendoli. Si è visto come ad alcuni è potuta andar bene questa strada: Nino Rota col Padrino, Modugno, Donaggio, alcune cantate anche da Elvis! A Ciampi non è andata così, è andata proprio di m….” L’espressione colorita strappa un sorriso alla platea. “Strano, perché è bravo, profondo, rimane forse il più importante… Ma in realtà non è neanche così male, perché stasera infatti siamo qui per ricordarlo: il suo è un successo “nel tempo” che è molto più del successo di classifica“.

Ancora  Paolo Pasi (su Ciampi): “E avanti coi tempi: “Andare, camminare, lavorare“, descrive un po’ la situazione che adesso stiamo vivendo“.

video di Michela Bonvicini


Morgan dopo aver omaggiato Ciampi con “Il denaro” e “Qualcuno tornerà” presenta un pezzo articolato, riecheggiante la sua “Una nuova canzone”, con cambi di tempi continui, impetuoso e arrabbiato e a tratti malinconico. Non è difficile riconoscere il mondo di Ciampi tra le note di Marco Castoldi, anche se lui scherzosamente dice di riferirsi a Carlo Azeglio Ciampi. Il titolo? “Il Denaro di Ciampi”, la durata? 18 minuti! Anche l’annuncio della durata trova un riscontro divertito nella sala…

È una vera e propria storia, nata da un episodio avvenuto nel 76 al Premio Tenco: Ciampi chiede 50.000 a Amilcare Rambaldi (fondatore del Club Tenco ndr) per bere, e non ottenendole si rifiuta di salire sul palco. Marco s’immagina attore-narratore pensando di prestargli la somma, ma nel contempo rubandogli l’ispirazione artistica: mentre Ciampi suona nel camerino, Morgan inizialmente ascolta e capta la melodia, poi, successivamente ne riceverà come dono dal giornalista Enrico De Angelis (ideatore e curatore del Premio Tenco) addirittura il testo, inedito (quest’ultima parte rispecchia la realtà, vedi box a fondo pagina – ndr)

Note di politica ancora, dopo Bobo Rondelli che chiedeva a gran voce “bar aperti dopo cena”, (sembrerà strano, ma qui a Livorno sono chiusi!) “Io mi candido alle primarie. Certo, loro non mi hanno scelto, ma se c’è il plebiscito…” (Beh, in sala c’è stato!)

Ma, simpatie personali a parte, il cartellone del premio Ciampi meritava a prescindere e la gente lo sapeva: teatro pieno in ogni ordine di posti, coda speranzosa all’entrata in attesa di eventuali rinunce, esibizioni sempre applaudite di La Metralli, Il Generale & No Lounge, Claudio Lolli, l’illustre newyorkese Kenny White, Eugenio Finardi, uno splendido Sinfonico Honolulu di ukulele…

morgan premio ciampiUna nota di colore: leggendo il programma della serata abbiamo potuto notare che veniva totalmente stravolto l’ordine degli artisti, con una preferenza per “quelli del posto”, compresi gli Honolulu, che avrebbero dovuto chiudere, e un’eccessiva richiesta di brani – bis. Ma dovremo aspettare fino alla comparsa di Vecchioni, per capire: lui, che avrebbe dovuto essere uno dei primi, era arrivato in terribile ritardo dopo un tormentato e lentissimo viaggio di rientro dalla Svizzera! Anche il Nostro, infatti, di cui ormai conosciamo ogni minima espressione facciale, era arrivato trafelato oltre il suo solito, a causa del maltempo che imperversava in tutta Italia, evitando la mite cittadina marinara.

Cogliamo l’occasione per lodare la partecipazione del pubblico teatrale, che diversamente da altri, sa apprezzare anche i brani sperimentali, applaudendo a tutti e tre i pezzi di Morgan, senza essere il “suo” pubblico.

Ovviamente lo abbiamo atteso all’uscita degli artisti, dove è stato molto disponibile con un nutrito gruppetto di fan che, incontrandolo per la prima volta ha messo a dura prova la sua scarsa resistenza alle foto, alle quali però non si è sottratto; ci ha salutato, ha chiesto pareri sull’inedito, e alla nostra domanda sull’uscita del disco ha risposto: “Il disco esce quando è pronto“! E con questa, che pare ormai essere la risposta confezionata per l’immancabile domanda (la darà poi anche alla serata di Cavalli a palazzo, con un sorridente sguardo d’intesa alla sottoscritta), ci ha dato l’appuntamento a Roma, Stazione  Birra.

Arrivederci, a Roma!

FOTO MINI

Tre le canzoni di Piero Ciampi che ormai da anni Morgan ha inserito nel repertorio live/studio:
  • Il denaro“: brano inedito di Ciampi che, come anticipato nell’articolo, il Club Tenco affidò anni fa a Marco Castoldi. Lui lo rielaborò per piccolo ensemble presentandolo a “Il Tornasole”, programma di Rai 3 – 2006 video ; audio nel suo Myspace; la ripropose  in versione “solo piano” nel Concerto-tributo del 2008  al Teatro Regio di Parma raccolto nel cofanetto “E continuo a cantare” (2010); inserì una rielaborazione  strumentale  come bonus track del cofanetto “Italian songbook “
  • “Qualcuno tornerà”: inserita anche in “Italian Songbook vol 1” (2009) anche tradotta in inglese (“That someone”) (qui il video dell’esibizione al Premio Tenco 2009)
  • “L’amore è tutto qui”: anche questo brano fu interpretato al Concerto Tributo del 2008 ed è inserito in “E continuo a cantare”; ha inoltre assegnato il pezzo alla futura vincitrice di X Factor 6 (Sky) Chiara Galiazzo di cui era giudice-tutor.
Inoltre ha scritto un lungo brano al momento ancora inedito, “Il denaro di Ciampi” a lui dedicato. 

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