Morgan e Megahertz live @ Chiringuito, Bergamo 23.8.2013 – live report a più voci

Morgan apre con Debussy e chiude con Lou Reed un concerto funestato dal maltempo.

 Gli Spalti delle Mura di Città Alta, Bergamo:  cornice perfetta per un concerto di fine estate… tempo permettendo. Così non è stato per Morgan e Megahertz: un nubifragio si è abbattuto sullo scenario all’aperto, costringendo il pubblico in attesa a trovare riparo sotto le mura e gli organizzatori a proteggere palco e strumentazione. Già la cronaca locale dava il concerto per annullato, ma nonostante il palco fradicio, gli strumenti  elettronici inagibili e il pianoforte coperto, Marco ha iniziato un set classico al piano senza amplificazione, ispirato come sempre dalla situazione del momento:  ecco i “Giardini sotto la pioggia ” di Debussy, di cui proprio il giorno precedente ricorreva il 151° anniversario della nascita, poi una propiziatoria “Sonata al Chiaro di luna” di Beethoven, poi ancora  Beethoven, Schubert, ….

Dopo aver scaricato per dieci minuti il disappunto sulla tastiera, Marco appare finalmente più “quieto nei nervi e nella mente” (cit) e si parte; tra un inconveniente tecnico e l’altro, che costringe ad usare spesso le basi preprogrammate anzichè la strumentazione live,  Morgan destreggiandosi tra pianoforte, iPad, basso, chitarra elettrica e acustica passa come suo solito da Tenco a Bowie, dai Duran Duran ai suoi Bluvertigo, fino al  Lou Reed  di “I’m waiting for the man”  che sfocia consequenzialmente nella “esiziale” (cit) “Contro me stesso”.
Segnaliamo una curiosità: il ritorno sul palco, dopo molto tempo, del basso Steinberger Spirit XT-2  che lo accompagna dagli inizi della carriera (lo troviamo nei video “Secret love” dei Golden Age e “LSD” dei Bluvertigo)

La scaletta

  • Introduzione classica al pianoforte: Giardini sotto la pioggia, da ‘Estampes’ (Debussy), Sonata n° 14 “Al chiaro di luna” – (Beethoven), Improvviso Op 90 n°3  (Schubert), Sonata Op. 13 n°8 “Patetica” 3°movimento (Beethoven)
  • Momento intimista con deriva psichedelica: Lontano lontano (Tenco), Altrove, Comfortably numb e Nobody Home (Pink Floyd), Italian violence
  • Blackout della strumentazione di Megahertz, si passa a un Medley “disco” con basso e base ritmica programmata al Mac: I just can’t get enough (Depeche Mode), Altre FDV, Psycho Killer (Talking heads), Wham Rap! (Wham), My own way e New Religion (Duran Duran), Say Captain, Say Wot (Captain Jack)
  • Riprende a funzionare la postazione di Megahertz: Space Oddity (Bowie) e finale “esiziale” con I’m waiting for my man (Velvet underground), Contro me stesso
Abbiamo raccolto le impressioni di alcuni “coraggiosi” che incuranti del maltempo hanno assistito fino all’ultimo al concerto.
Foto A. Pepito

Foto A. Pepito

Roberta Sotgiu

Segue Morgan dal 2008

Prendi una location incantevole sulle mura di città alta a Bergamo, la vista sulla pianura sottostante, una sera di fine estate, due artisti che da anni collaborano e si esibiscono insieme, un live che promette bene sotto tutti i punti di vista.
Prendi un temporale che comincia proprio alle 21.30, quasi a voler sfidare artisti, organizzatori e pubblico. All’inizio ci riesce anche, tutti si rifugiano dove possono, sotto ai tendoni, sotto alla porta delle mura, sotto a ombrelli e mantelle. Morgan e Megahertz si riparano in un camper, i tecnici di palco si affrettano a coprire con dei teli la strumentazione appena preparata.
Quasi un’ora di incertezza, concerto annullato, concerto non annullato, Morgan che appare sul palco per un attimo poi torna nel backstage. Qualcuno desiste, i più rimangono in attesa di capire cosa ne sarà della serata.  Poi la pioggia pare dare un po’ di tregua, Marco coglie l’attimo e inizia a suonare pezzi di musica classica al pianoforte, l’unico strumento per il momento utilizzabile. Fermento sul palco, man mano vengono tolti i teli e controllati gli strumenti.
Via libera, non tutto funziona ma qualcosa si può fare. Il Mega occupa la sua postazione e si parte. Si fa quel che si può come si può, si scherza e si gioca con lo spinotto che frigge, con il basso che non si sente e viene immediatamente rilanciato all’assistente di palco. Non si può certo dire che sia stato il concerto dell’anno ma le mancanze tecniche, l’improvvisazione forzata sapientemente accompagnata da Daniele Dupuis, la pioggia intermittente non hanno impedito di trasformare quella che poteva essere una disfatta in una serata comunque piacevole nella quale l’hanno fatta da padrone non i virtuosismi, non le esecuzioni impeccabili ma la voglia di esserci e divertirsi: gli artisti hanno fatto di tutto per intrattenere il pubblico infreddolito, il pubblico fradicio ha risposto ignorando la pioggia e accalcandosi alle transenne, ballando e cantando.
Perfetta la scaletta: pezzi trascinanti, Altre FDV, Psycho Killer, Just Can’t Get Enough su tutti, si sono alternati a brani intimisti come Italian Violence e Contro Me Stesso.
Il ritmo è andato incalzando, rodaggio piuttosto lento ma eseguito con successo, tanto che si è suonato finché si è potuto, sforando di qualche minuto la mezzanotte.
Ecco come ho vissuto io questo concerto, in tutti i suoi limiti. Spero che altrettanto sia stato colto da chi non è avvezzo ai caotici live del Castoldi, che, diciamolo, potrebbe fare molto di più… ma per questa volta lo perdoniamo!

 

Daniela

Segue Morgan dal 1998 quando all’età di 13 anni venne colpita dal testo di “Altre forme di vita” sentita all’MTV Day. “Trovavo le parole e i temi tanto stranianti quanto veri e illuminanti. La stessa cosa si è riverificata con ‘Altrove’ di Morgan, di una bellezza incredibile. Quel “però” iniziale o espressioni come “ho messo la giacca dell’anno scorso, che così mi riconosco” mi hanno fatto cambiare prospettiva in musica quanto nelle cose di tutti i giorni”.

‘I giardini sotto la pioggia’
Un concerto lungo le mura di città alta: pioggia a ondate, gente in piedi ai tavoli per guardare più in alto degli ombrelli, prenotazioni usurpate, piatti e bicchieri rovesciati sui tavoli e tavoli che si rovesciano a terra. Un cane con noncuranza ‘se magna’ quello che è rimasto sui piatti. Chi se ne va, chi non è mai arrivato, chi resta e si inzuppa, chi cade, si rialza e canta ‘altre forme di vita’ (cit); chi urla “dammi i pasticcini che hai nel camper!”(?). Lui continua a suonare tutto quello che gli passa per la testa e tra le mani, poi alla fine guardandoci divertito definisce il concerto un tantino “esiziale”. In effetti disastroso è stato, ma la musica, quella, no: “…se qualcuno ve lo chiede, dite che ha iniziato con Debussy e ha finito con Lou Reed, mica cazzi”. E così è andata.

Foto A.Pepito

Foto A.Pepito

Michela Bonvicini

Segue Morgan dalla prima edizione di X Factor

In effetti chi c’era – come me – ha capito, per gli altri… è impossibile spiegare, ci vorrebbero almeno duemila righe!
 Come fare a dire che il palco era fradicio, l’impianto non funzionava e contro il parere degli organizzatori lui ha voluto suonare lo stesso, quindi ha iniziato solo in acustico al piano, finchè almeno l’ipad non ha dato segni di vita?
Penso che molti altri se ne sarebbero stati comodi in albergo, invece di venire lì… E anche l’organizzazione del locale ha retto bene, restando fino alla fine.
Io non ricordo il tempo di vivere un concerto così avventuroso e così bello!
E non è che abbia suonato male: ha fatto Lou Reed, Pink Floyd, Duran, un po’ di “disco” e quei pezzi di classica all’inizio sono stati strepitosi !
Certo, un purista storcerebbe il naso… ma ripeto, c’erano tutte le condizioni per una cosa pessima, che invece non è stata.

V!X

Segue Morgan praticamente dagli esordi

MORGAN E LA CITTA’ ALTA

Foto R.Sotgiu

Foto R.Sotgiu

Non immaginavo come potesse essere un concerto di Morgan GRATIS in un posto così aperto ed a mio avviso inusuale. La situazione è stata piuttosto caotica… la spinta alla partecipazione è stata soprattutto la curiosità verso la “forma” del concerto… il pensare e ripensare a cosa avrebbe potuto fare e soprattutto il come. Tutto di certo mi aspettavo ma non un terribile diluvio che a quanto si legge ha dimezzato se non peggio la folla (nemmeno eccessivamente folta) di partecipanti… la nostra caparbietà ci ha tenuto lì, goccia dopo goccia minuto dopo minuto starnuto dopo starnuto… io Morgan lo volevo vedere lo stesso a costo di non digerire la cena a causa dello sbalzo termico… volevo esserci… perché sono un nostalgico, perché alla fine io ci spero ancora che prima o poi faccia vedere a tutti quello che era… Purtroppo però non è stato così… sarà stato il tempo avverso, sarà stata la (a mio avviso) pochissima voglia di essere lì… non lo so… però la serata è stata del tutto confidenziale… nel senso che più che un concerto è stata come una serata tra amici… dove si fa casino, si ride e si scherza… si, insomma, si gioca… è stato più come un gioco… un guardare Morgan che se la rideva cercando di fare qualcosa… è apparso tutto sommato molto divertito alla fin fine… nonostante appunto l’inizio svogliato… forse è stato appunto il temporale a “rovinare” l’atmosfera e a renderla più “amichevole”… era quasi come stare lì durante delle prove… o a casa di qualche amico… dove alla fine il risultato è quello che è, perché semplicemente un “chissenefrega” ci fa comunque stare bene e ci fa apprezzare quello che sta succedendo nonostante le stonature, le frasi lontane dal microfono, i problemi tecnici, la strumentazione non del tutto utilizzabile, le parole dimenticate… si insomma, il Morgan show degli ultimi tempi… del tutto sconnesso, del tutto fuori luogo, del tutto fuori di testa… ma pur sempre divertente e piacevole… si, piacevole per noi fan di vecchia data che ormai abbiamo capito come fa, come è e come forse non sarà mai più… ed è per questo che ci piace lo stesso una serata così… perchè come già detto, siamo dei teneri nostalgici… il problema più grosso sta nel fatto che chi non è come noi, chi non lo ha visto prima, chi non lo ha visto cambiare, beh, sicuramente non la prende benissimo…gli dà del matto, lo vede come uno del tutto fuori di testa e, se se ne capisce pure qualcosa, non si trova ad un buon concerto. Questo credo sia tutto.

Tiziana Amagda Modotti

Segue Morgan dalla prima edizione di X Factor, l’ha apprezzato live sempre a Bergamo nel 2010, e “sono state ore pienamente vissute in un’altra dimensione (…) adoro il suo essere totalmente immerso nella musica, in tutta la musica, di tutti i generi.”. Tiziana è una cantante dilettante, ha affrontato i casting di alcune edizioni del programma e ha partecipato a vari concorsi; un suo inedito ha avuto un discreto successo di pubblico live, e anche l’apprezzamento dei giurati del Festival di Saint Vincent di quest’anno.

Io ho studiato pianoforte per quattro anni, da ragazzina, e quindi ho riconosciuto quasi tutti i pezzi dell’intro. Morgan come musicista classico è magico, oltre ad avere una tecnica invidiabile ha una sensibilità straordinaria, e mi ha fatto letteralmente entrare dentro uno dei miei pezzi preferiti, che suonavo anch’io, la ‘Sonata al Chiaro di Luna’ di Beethoven. E poi… “Però, cosa vuol dire però…” Avrei voluto sentire anche altri pezzi del suo repertorio, ma i tre che ha scelto, “Altrove”, “Altre forme di vita” e l’autobiografica “Contro me stesso” sono straordinarie, per musica e contenuti. “Altrove” ha una filosofia unica che condivido in pieno, “Lascio che le cose mi portino altrove, non importa come, non importa dove…” Ho perso il lavoro a febbraio, ma è un evento che ho causato in parte io, e non me ne pento… ero in prigione, e ora sono libera… La seconda canzone parla di ciò in cui più credo, che esistano altre forme di vita nella galassia, diverse o uguali a noi, ma che importa? Nostri fratelli, e forse migliori di molti esseri umani… “Contro me stesso” è un grido di aiuto, e quando Morgan la canta, mi viene voglia di salire sul palco e di abbracciarlo e dirgli “sono qui, voglio aiutarti, posso aiutarti, tu vali, sei una Stella del Firmamento, smetti di farti del male…” Anche i pezzi altri mi sono piaciuti molto, il grande Tenco, al concerto fece anche Endrigo e Bindi ma l’altra sera il tempo era poco oltre che orribile… grandi psichedelici degli anni 80, i Pink Floyd, il Duca Bianco…  Ogni volta che sento “Space Oddity” mi viene la pelle d’oca, pensavo di conoscere la storia di cui parla la canzone, la missione Apollo fallita, solo non sapevo che il brano fosse stato scritto nel 1969… e quindi… forse David Bowie si è ispirato a qualche altra missione, o forse era una premonizione di quello che sarebbe successo. Ma il brano è veramente esiziale, anche i Dik Dik hanno cantato una canzone con un testo simile, ma l’atmosfera che c’è qui non c’è da nessun’altra parte, l’atmosfera che da bambina ritrovai nel film Starman. Io non sono una ragazzina, sono della generazione di Morgan, e anche se preferivo gli Spandau Ballet ai Duran Duran, quando andavo a scuola, ho vissuto quegli anni, quella musica, quell’atmosfera…

Morgan a Bergamo 23.8.13

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  1. Animali familiari: Morgan e Le Sagome - Bioparco Zoom, Cumiana (TO) 30.8.2013 - metamorganblog - 31 agosto 2013

    […] l’acqua è l’elemento che caratterizza gli ultimi concerti di Morgan, da cielo a terra. Riguadagnato il palco è la volta del secondo inedito, ‘Sonno-sonno’. […]

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