Morgan – Blob: musica e parole @ La Milanesiana 2014 con Ghezzi, Nove, Guglielmi

22 luglio 2014

Concerti, Recensioni eventi

 Milano, Sala Buzzati (Corriere della sera) 10 luglio 2014

“Tasto nero pausa che si aggira, le parole in orbita nellorbitaLevarsi dal perimetro del corpo e non sfuggire alla fatalità”
(Enrico Ghezzi, dalla canzone-blob “Canone inVerso” dei Bluvertigo)
Mano, Rosa e Destino

Mano, Rosa e Destino

 

Cosa aspettarsi da una serata dedicata ai 25 anni di “Blob”, con il suo ideatore Enrico Ghezzi e il suo ispiratore e fautore Angelo Guglielmi, lo scrittore Aldo Nove e Alberto Pezzotta sul palco? E cosa aspettarsi da Marco “Morgan” Castoldi in una serata simile? Molta la curiosità e inaspettata la risposta. Non si è infatti trattato di una serata puramente “intellettuale”, basata sull’analisi critica del fenomeno televisivo, magari con qualche ricordo e aneddoto su questi 25 anni e alcuni video-omaggi. Tutto questo c’è stato ma condito da un’aura nostalgica, da ricordi di emozioni condivise negli anni dai convenuti, che hanno intrecciato in vario modo i loro percorsi in passato spesso proprio grazie alla Milanesiana e alla sua ideatrice Elisabetta Sgarbi.

4 nomi

(vedi il Video della proiezione dei filmati e della tavola rotonda su Blob QUI)

Blob dal 1989

Blob dal 1989

 

Anche Morgan ha incrociato più volte il suo cammino con Aldo Ghezzi, Elisabetta Sgarbi, Aldo Nove (vedi il nostro articolo) e proprio questi incontri e il suo rapportarsi a Blob sono stati il filo conduttore della sua lettura-concerto.

Riassumiamo questo percorso, che potrete però seguire direttamente tramite i nostri VIDEO (NB: al momento della pubblicazione di questo articolo non tutti i video sono pubblicati, vi invitiamo a tornare sui link tra qualche giorno per vederli tutti, ne vale la pena!) e FOTO

 

Prima di entrare in tema Marco Castoldi propone l’inedito che da qualche tempo esegue in concerto, la canzone su musica di Beethoven (Patetica) scaturita dal lavoro per le musiche di Arancia Meccanica in teatro, ogni volta più definita e toccante.

Canzone sulla Sonata n°8 Op 13 “Patetica” (L.van Beethoven)

Morgan a @La Milanesiana 2014, canzone sulla sonata di Beethoven "Patetica"

Poi, riallacciandosi alla tavola rotonda su Blob appena conclusa, sottolinea il suo noto apprezzamento per il programma e soprattutto per il suo autore, un “filosofo travestito da critico cinematografico”, ringraziandolo per aver fatto conoscere film, e fatto in tv cose assurde, surreali, molto intelligenti per chi ha la capacità di ascoltare; ma anche soffermandosi semplicemente sul fatto del “fuori sincrono” Morgan riconosce in Ghezzi un Maestro dello Spettacolo, uno dei suoi padri in quanto uomo di spettacolo egli stesso, da amare e rispettare.

Ricorda poi quando, invitato da Ghezzi al suo Festival cinematografico di Bellaria ad un dibattito sul tema del passaggio epocale dall’analogico al digitale, spostò il dibattito sulla musica, sugli esiti dell’aumentata facilità d’uso dei mezzi e la caduta dei costi, con allargamento dell’utilizzo ai non professionisti e scadimento qualitativo. Il risultato di tutto ciò a suo parere era /è l’ossessiva ripetitività della musica techno e per rendere il concetto scrisse tre pagine di “io vado” (augurandosi, ora, che all’epoca nessuno le avesse davvero lette oltre la terza ripetizione, essendo i relatori uomini e non computer). Elisabetta Sgarbi, che era stata tramite tra Morgan e Ghezzi riferì che quest’ultimo aveva definito l’intervento “un pò saccente”…

Elisabetta Sgarbi presenta Ghezzi, Morgan e gli altri protagonisti della serata

Dr.ssa Elisabetta Sgarbi

Marco ribadisce la sua stima per il “filosofo travestito da critico cinematografico”, per la sua opera divulgativa cinematografica e per il suo programma, tema della serata. Intervento e Ziggy Stardust (David Bowie)

…però la techno si può fare anche “in modo aggraziato e non disgraziato!” (Morgan): Altre Forme Di Vita

Blob è anche un modo di fare la musica, è accostare cose inaccostabili. Questo è segno di intelligenza, che significa saper distinguere tra ciò che apparentemente uguale e assimilare cose apparentemente diverse. Ispirandosi a ciò Marco inventò un modo di scrivere per “elenchi” (poi si corregge, notando come prima di lui altri abbiano adottato questo sistema di scrittura, da Francois Villon a Cielo D’Alcamo), due esempi: L’Assenzio e Sovrappensiero

Segue un omaggio a chi (come raccontò nel 2005) lo spinse a cercare un modo diverso di scrivere testi anche in Italiano: Lou Reed, con una traduzione del messaggio finale “raccoglierai ciò che semini” Perfect Day (Lou Reed)

Tornando a Ghezzi… riflessione sulle ossessioni e le persone ossessionabili (Ghezzi, se stesso…), con una nota sull’ossessione, appunto, televisiva del nascondere i cavi, assurda, visto che i cavi portano il suono… plauso ai fonici! “Mi pare assurda una scuola per nascondere i cavi!” e Ghezzi corregge, con acume: “una scuola per nascondere il VUOTO!”.

6 Marco piano

Si passa a un “esperimento”, ovvero una versione davvero unica (raccomandiamo l’ascolto!) solo voce e basso acustico, tranne il finale al piano, di Vedrai vedrai (Tenco) che egli dedicò alla madre, come Sovrappensiero è dedicata alla madre di Marco. Poi ancora Lou Reed con divertente coinv Morgan: basso acustico e voce @La Milanesiana 2014olgimento del pubblico in Satellite of love e poi Troppe emozioni 

Si torna in tema: Ghezzi, “senza saperlo” ha scritto il primo verso di una canzone-Blob di Morgan! Elisabetta Sgarbi (come raccontiamo nell’articolo citato sopra) commissionò a Castoldi un brano per l’ inaugurazione della collana InVersi di Bompiani ideata proprio da lei e da Aldo Nove. Il brano fu poi allegato alla raccolta di versi di Morgan, Dissoluzione, pubblicata anch’essa da Bompiani, fortemente voluta dalla stessa Sgarbi e con prefazione proprio di Enrico Ghezzi. Esegue al piano il brano: Canone InVerso 

Sale poi sul palco, nel giorno del suo compleanno, Agostino Nascimbeni del duo Lombroso, amico e talora compagno di palco di Morgan. Nascimbeni è anche membro della coverband dei Beatles “The Gentlemen” e con lui si ricorda l’anniversario del concerto dei Fab Four a Milano, al Velodromo Vigorelli. Morgan lascia scegliere agli astanti il primo brano, scelta non proprio felicissima perchè “Help” non è esattamente nelle sue corde (figurate e reali, visto che la suona con l’Ukulele!), ma Agostino, voce e basso, trascina il brano a conclusione. Marco allora rilancia con una delle sue favorite, “Something”, al pianoforte.

Morgan & A.Nascimbeni: omaggio ai Beatles  Morgan e Agostino Nascimbeni omaggio ai Beatles, La Milanesiana 2014

Il concerto volge al termine, si torna a Beethoven sonata nº13 Op 27 nº1, 2°movimento.

Prima di andarsene Marco Castoldi propone un pezzo che forse non tutti ricorderanno… del resto è dell’ottocento! Il canto anarchico  Inno Individualista.

Serata nel complesso ricca di riferimenti culturali, citazioni, ricordi, un pò di nostalgia, Elisabetta Sgarbi molto coinvolta (sulla sedia pare danzare, soprattutto ascoltando Canone InVerso, e alla fine dichiarerà di essere tornata indietro nel tempo, a quegli anni), Enrico Ghezzi emozionato, pubblico molto coinvolto, rispettoso e silenzioso durante brani e letture ma molto caldo nel momento dell’applauso, il che ci fa molto piacere, come sicuramente a Morgan, considerando che si trattava non del classico pubblico di fan ma di una platea davvero variegata per età, sesso, stile, con molti habituè della Milanesiana in generale.

Morgan a @La Milanesiana 2014

Un saluto

Un tributo alla vera essenza di Marco Castoldi, che in queste situazioni ambientali “amiche” e di prestigio riesce spesso adare piena espressione di sè.

 

 

 

 

 

 

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