Il segreto della voce: Morgan @ La Milanesiana 3.7.2013 – Palazzo Reale, Sala delle cariatidi (Milano)

“Morgan sa sorprendere sempre chi non lo conosce” con queste parole di Elisabetta Sgarbi si chiude questa serata della 14^ Milanesiana dedicata a “Il segreto della voce” (in onore del romanzo “Vox” di uno dei protagonisti, Nicholson Baker – vedi box) .

Noi non siamo sorpresi, ma “sospesi” nella rete di connessioni tra Bach, Leonardo Da Vinci, Dunbar, Listz e Morgan stesso, tessuta da Marco Castoldi seguendo un percorso mentale che solo a tratti intuiamo ma che, si percepisce chiaramente, non è casuale. Lo spettacolo appare costruito nel dettaglio e va oltre il concerto, coinvolgendo vista e udito tra brani pop e classici, poesie musicate per l’occasione, letture di testi autografi, diapositive serie o giocose, declinando in vario modo il tema della serata .

Dapprima esegue ‘La tua Milano’ (già interpretata live in altre occasioni, non ultima proprio l’anno scorso a La Milanesiana, ma mai edita) e ne svela alcuni “segreti” o meglio ne evidenzia e sviluppa alcune peculiarità: finita la canzone la base musicale continua, si trasforma nella Sonata in Si minore di Listz che scopriamo esserne l’ispirazione  (“… Morandi rifiutando il mio pezzo per Sanremo ha rifiutato Listz!”); e se all’interno de ‘La tua Milano’ c’è solo un frammento parlato dedicato ai Navigli e a Leonardo Da Vinci, si scopre un lato meno noto del genio con la lettura di alcune fiabe di Leonardo sempre con Listz in sottofondo.

Marco sembra poi volerci svelare una parte più “segreta” di sè,  ma quasi con distacco, lasciando che sia una Voce sintetica a leggere in modo incolore un suo racconto che invece si apre a riflessioni e timori intimi: ‘Destinazione altra – Le parole non dette’ narra di una lettera mai spedita ma nemmeno cestinata, degli interrogativi su ciò che sarebbe potuto accadere se fosse arrivata a destinazione, del suo possibile destino, interrogandosi sul vero destinatario (e se fosse il mittente stesso?). (Nelle foto 1 /2 sono leggibili alcuni estratti)

Il momento intimista prosegue con la poesia  ‘When the old man smokes‘ del poeta afroamericano Paul Laurence Dunbar, non recitata ma cantata su base preparata e pianoforte dal vivo. L’esperimento ci sorprende perchè sembra contraddire la tesi che Morgan da sempre appoggia (anche al recente concerto di Arzignano), ovvero che poesia e canzone siano generi totalmente distinti e che musicare una poesia generalmente non generi ottimi risultati, perchè la poesia è autonoma, ha una musicalità interna (anche se a ben vedere un esperimento simile era già alla base di ‘Canone inVerso’ dei Bluvertigo, allegata a ‘Dissoluzione’ raccolta di suoi testi “non poetici” pubblicata da Bompiani proprio su iniziativa di Elisabetta Sgarbi nel 1999).

Forse la scelta è stata dettata dalle caratteristiche di questi versi, rimati e ritmati tanto da apparire davvero “cantabili” (approfondimenti), o forse proprio dal tema del pezzo, chissà…

“Weeping at forgotten sorrows,
Smiling at forgotten jokes;
Life epitomized in minutes,
When the old man smokes”.

Morgan riprende poi lo “svelamento” di sè con una selezione di brani molto personali, in primis ‘Me’; poi ‘Sonno-sonno’ e ‘Altrove’ (TUTTI I VIDEO).

Il programma “segreto” si interrompe per una dedica a Margherita Hack: Castoldi chiede silenzio, se possibile anche lo spegnimento di spie e luci che producono ronzio, propone anche provocatoriamente di spegnere l’intero impianto che “tanto la musica classica non richiede amplificazione”; non viene accontentato e la platea non è quella di un concerto classico, tuttavia ascolta con attenzione e
accoglie calorosamente i due Preludi dal Clavicembalo ben temperato di Bach (XIV in Fa#min dal 2° Libro -video sopra- e II in Do min dal 1° Libro – video) dedicati all’astrofisica recentemente scomparsa.

La parentesi siderale si chiude e Morgan ci riporta bruscamente a terra, una terra destinata alla distruzione entro “Five years” (Bowie).

Dopo la musica si torna alla voce e alle riflessioni personali, pur mediate giocosamente sotto forma di fiaba (ecco che torna Leonardo?):  Marco legge “Modestissimo punto di vista dell’interno di una borsa” mentre vengono proiettate le immagini del suo scritto a penna, autografo. La prima diapositiva mostra la protagonista, la valigia piena di cavi, che si lamenta dell’assurdità che una flightcase rigida come essa è, imbottita, con i margini rinforzati, un parallelepipedo in grado di proteggere da ogni lato il suo contenuto sia sminuita a contenitore di semplici cavi, mentre i dispositivi delicati che i cavi stessi sono destinati a collegare viaggiano in custodie morbide. La protagonista, frustrata, riflette amaramente sul fatto che l’impossibilità di svolgere la propria vera funzione sia all’origine di ogni DISFUNZIONE (così, in stampatello maiuscolo)… e il suo sponsor ne sa qualcosa… Chi sia lo “sponsor” viene svelato dalla diapositiva successiva che, con la consueta dose di ironia, mostra la dicitura “Morgan since 1972” sul fianco della valigetta.

since 1972

Il tema “disfunzione” ritorna nel brano che chiude la serata, ‘Il gioco del cavallo a dondolo’ di Roberto De Simone (non casualmente da anni nel repertorio live di Morgan e inserita in Italian Songbook vol 2):

“Cerco un altro gioco che mi tenta sempre più
Chiusa nel cassetto una colt trentasei
Con la quale punto contro tutti i sogni miei
Hop la mira, punta bene, conto sino a tre
E chi cade questa volta… rassomiglia a me.”

I protagonisti della serata salgono sul palco con Elisabetta Sgarbi per la consueta consegna della rosa e per un ultimo applauso collettivo e un saluto al pubblico; arrivederci con Morgan anche alla prossima Milanesiana?

(Ricordiamo che Marco Castoldi è stato ripetutamente ospite della manifestazione fin dagli esordi, da solo, con Gaetano Cappa, Marco Santoro e con la sorella Roberta, anche curatrice della prima edizione).

 

E’ possibile rivedere l’intera serata, escluso il concerto di Morgan, a questo LINK .

Marco Belpoliti: saggista e scrittore (Settanta, Crolli, La prova, Diario dell’occhio, L’occhio di Calvino),curatore delle opere di Primo Levi,  Condirettore della rivista-collana Riga e di doppiozero.com, docente univeristario, collaboratore de La Stampa e L’Espresso. Biografia

Alla Milanesiana legge un breve racconto a tema “Il segreto”.

Nicholson Baker: scrittore statunitense (Vox – a cui si ispira il titolo della serata “Il segreto della voce”; La pausa, Cenere d’uomo, L’ammezzato…) Biografia

“Quando qualcuno ci racconta un segreto è un dono, perchè svelarci ci rende vulnerabili e umani”.
Racconta poi “un piccolo segreto per scrivere” quando pare che non sia accaduto nulla di meritevole da raccontare. In questi momenti bisogna chiedersi quale sia stato il momento più bello della giornata e tutti i ricordi si riorganizzeranno in modo più utile; è una domanda che fa fare scoperte e apre nuovi mondi.

David Vann: scrittore (L’isola di Sukkwann, Alaska-Leggenda di un suicidio), giornalista e docente universitario statunitense Biografia

Il suo contruibuto è un racconto su Medea che raccoglie insetti e funghi allucinogeni per imbastire un rituale volto ad intimorire gli Argonauti; essi crederanno si tratti di un antico cerimoniale, ma il segreto di cui noi veniamo messi a parte è che in realtà non c’è nessun rituale, solo finzione.

 Gli ospiti sono stati presentati da Ranieri Polese, scrittore e a lungo giornalista del Corriere della sera, specializzato nella sezione Cultura, curatore dell’Almanacco Guanda,  appassionato esperto di cinema e musica in particolare italiana anni ’40-’70 (fonte)

 

Foto di gruppo a La Milanesiana 2013 -E.Sgarbi, D.Vann, M.Belpoliti, N. Baker, Morgan

 

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