Il libro di Morgan dal vivo – Teatro Franco Parenti, Milano 3.3.2015

9 marzo 2015

Concerti, Recensioni eventi

il libro di Morgan dal vivoIl libro di Morgan dal vivo 3.3.2015 Teatro ParentiIo, l’amore, la musica, gli stronzi e Dio: il sottotitolo del libro di Morgan, i cinque atti della sua trasposizione teatrale andata in scena il 3 marzo al Teatro Parenti di Milano.

Un palco spoglio, un pianoforte verticale, sul fondo uno schermo che si animerà di suggestioni, memorie, scorci di interni familiari. Al centro un uomo in frac, in piedi, che interpreta brani del suo testo.

Il monologo d’apertura “Le scritte sui muri“, complice qualche intoppo tecnico, mostra un Marco Castoldi inusualmente quasi impacciato, un po’ intimidito per quella che e’ la sua prima esperienza teatrale in assoluto, come sottolineera’ poi ringraziando il Direttore del teatro Andree Shammah. Via via però eccolo impadronirsi ancora una volta del suo ambiente naturale, il palcoscenico. Lo spettacolo prende ritmo, i brani del libro, interpretati a memoria o letti, vengono arricchiti da commenti, divagazioni, aneddoti divertenti, musica registrata e soprattutto live.

Sonno-sonno Il libro di Morgan dal vivo 3.3.2015 Teatro Parenti Letture del libro sul tema “Io” si alternano a video domestici e canzoni, Marco canta Tenco “Vorrei provare ad essere un’altra persona per vedere me stesso come mi vedono gli altri…. la mia paura è che a vedere come sono io potrei rimanere deluso” accompagnando un filmato suggestivo che intervalla immagini della famiglia Castoldi di ieri e di oggi, dai genitori al compleanno della figlioletta Annalou, dai passo-8 girati da papà Mario a momenti di intimità familiare recente…

L’Amore non è una cosa che conta ma una casa che canta”: i brani del libro si alternano a “Complicità” (con i Bluvertigo sul palco) e Amore assurdo.

La Musica é il vero filo conduttore del libro: quella ascoltata dai genitori e assorbita fin da piccolo, quella che unisce il pubblico dei concerti, quella studiata, ascoltata, amata, suonata, composta viene raccontata in capitoli appassionati e ricchi di aneddoti, in parte riproposti live.synth
Escono dal libro e si rimaterializzano sul palco i Bluvertigo, per suonare ma anche per ricostruire le tappe della formazione della band, tra ricordi, battute, imitazioni.

Ecco Marco e Andrea che si incontrano e si “riconoscono” alla festa di compleanno dell’amico Masetto, Morgan al piano e voce, Andy che armonizza con naturalezza “It doesn’t matter two” dall’amatissimo “Black celebration” dei Depeche mode, uscito quell’estate (e a cui è dedicato un intero capitolo del libro e un divertente momento dello spettacolo, con paralleli tra le tematiche “morte, religione, dolore” di Martin Gore e le citazioni di morte in De André).andy

Ci ritroviamo poi alla Discoteca Incantesimo di Monza, durante un concorso per band presentato da Linus un “giovane indio capellone”  affascina “Markooper” suonando il basso nell’attesa: si tratta in realtà di un bravissimo batterista, un certo Sergio Carnevaleparlano

Ecco il commesso della Ricordi di Monza Marco Pancaldi, che incalzato da Morgan si dimostra grande chitarrista suonando “alla Pink Floyd” “alla Dire Straits”  (“speravo di non dover arrivare a questo” cit) “alla Police” e poi accompagnando Morgan in “Heartbeat” in un omaggio al grande Robert Fripp e ai suoi King Crimson che Morgan scoprì proprio grazie all’altro Marco. Quando Pancaldi se ne andò la band rimase orfana non solo delle sue sonorità ma anche di una guida esperta, più adulta e tecnicamente preparata; Morgan cercò un chitarrista “meno rompicoglioni e più umano” ( “li prenderò come complimenti!”, chiosa Pancaldi divertito) ed ecco arrivare Livio.
Se Pancaldi aveva segnato profondamente il “sound” del gruppo, fu Pavese col suo “Il mestiere di vivere” che diede a Castoldi la chiave per la scrittura di testi in italiano, fino a quel momento ostico e distante dal suo background di ascoltatore; il primo testo che gli ispirò fu Vivosunamela, che viene riproposta live. Sul palco ora ci sono tutti e il teatro si trasforma per qualche minuto in uno spazio-concerti.tutti

Dopo racconti su “io”, “amore”, molta “musica”, si sorvola rapidamente sugli “stronzi” e si passa a Dio, con una divertente carrellata di esempi sulla difficoltà di comprendere i dogmi della Chiesa e l’utilità della musica nel rituale, per oltrepassare l’ostacolo…”suonagli una fuga di Bach!” . Uscendo da dogmi e religione, Cristo è persona di riferimento per Marco per il rivoluzionario messaggio non violento in un’epoca in cui tutti si sgozzavano. Lo deporrebbe definitivamente dalla croce, perché ritiene che non dovrebbe essere esposta perennemente la vittima a monito, ma semmai il carnefice una volta punito “se voglio impedire e denunciare gli stupri non appendo manifesti con donne sanguinanti ma voglio che i colpevoli vengano perseguiti”.

Lo spettacolo si è prolungato oltre il previsto, per quasi 3 ore: che Morgan sarebbe se seguisse pedissequamente la scaletta, anche se decisa proprio da lui con la sorella alla regia? Sono quindi comparsi pezzi di  canzoni “impreviste”, scambi di battute con i Bluvertigo, improvvisazioni, un divertente “fuori-commedia” sulla scomparsa del plico di spartiti appoggiati vicino al pianoforte (.. A cosa servono in camerino? Allora suono la giacca? Chi li ha spostati? E perché?) con chiamata del pubblico a testimone del fatto che queste “strane sparizioni” narrate nel libro accadono davvero e non sono imputabili a un suo doppio che si nutre di penne e che in una anomala forma di schizofrenia però poi fa esattamente le stesse cose che fa l’altro “sé” ovvero stare tutto il tempo al computer.

Il pubblico, inizialmente un po’ “sospeso”, non sapendo esattamente cosa aspettarsi (si trattava di un’anteprima assoluta, lo ricordiamo) si è via via riscaldato e non ha lesinato applausi, momenti di attenzione silenziosa e emozionata, risate. L’atmosfera era quasi familiare, per l’argomento trattato, i filmati, la presenza in platea della famiglia e degli amici di Marco Castoldi, ma ancora piu’ la sua nota capacità  di coinvolgere il pubblico, interpellandolo direttamente in alcuni momenti, interagendo (anche se meno che durante i concerti, essendo ovviamente qui vincolato da un testo predeterminato), lasciandolo osservare per un momento la sua vita e dandogli una sensazione di vicinanza, di familiarità… “così vicino e nello stesso tempo così lontano” come lo definì qualche anno fa Linus (a sua volta citato nel libro e nello spettacolo).

Concludiamo invitando  a leggere “Il libro di Morgan” (Einaudi editore) e a vedere poi lo spettacolo, che ne è una specie di “allegato multimediale” emozionante e divertente, augurandoci molte repliche, con Ospiti sempre così efficaci come sono stati i Bluvertigo in questa anteprima e magari la successiva pubblicazione di un DVD live.

Alcuni dei brani eseguiti durante lo spettacolo:

“Io”
Sonno-sonno -voce su base
Come mi vedono gli altri (L.Tenco) – piano e voce

“L’amore”
Complicità – con i Bluvertigo
Amore assurdo – piano e voce

“La musica”
Suite inglese n°2 (Bach) rivisitata piano e base
It Doesn’t matter two (Depeche mode) – in duetto voci piano e sax con Andy
New Religion (Duran Duran)- accennata con Sergio al basso acustico
Heartbeat (King Crimson) – accompagnato da Pancaldi alla chitarra
Vivosunamela, Sovrappensiero,  I still love you – con i Bluvertigo

“Dio”
Toccata e fuga in Re min (Bach)

Le nostre foto della serata a cura di G.Placidi

 

Regia: Marco e Roberta Castoldi

Sceneggiatura:Roberta Castoldi

Scenografia e visual: Luca Volpatti

 

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