Festival Giorgio Gaber, 23 luglio 2010

25 luglio 2010

Interviste, Recensioni eventi

Morgan ha partecipato il 23 luglio alla 6^ edizione del Festival Gaber http://www.giorgiogaber.it/ ; in programma alcuni brani suoi e di Giorgio Gaber: “La sera”, “Non insegnate ai bambini” e “I mostri che abbiamo dentro”. Successivamente ha duettato con Franco Battiato in “Te lo leggo negli occhi” (Endrigo/Bardotti, interpretata anche da Gaber) e “Segnali di vita” di Battiato.

Serata funestata da condizioni atmosferiche non ideali, raffiche di vento che scompigliavano spartiti e strumentazioni e compromettevano le riprese audio. Comunque riuscita, a giudicare dalle recensioni:

La stampa

Marinella Venegoni
http://www.lastampa.it/_web/CMSTP/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=20&ID_articolo=1215&ID_sezione=12&sezione=

Festival Gaber: Battiato e Morgan
Made in Italy che vale la pena

VIAREGGIO
Arriva Franco Battiato nel salotto pomeridiano della prima giornata del Festival Gaber, e perfino l’inarginabile Morgan si mette un poco in sordina. Si scatenerà poi nella notte, sul palco, duettando con lui in «Te lo leggo negli occhi» di Sergio Endrigo, e affrontando da solo «I mostri che abbiamo dentro» e «Non insegnate ai bambini» dell’ultimo Gaber, che sembra raccogliere le problematiche personali del sempre amatissimo ex giudice di X-Factor. Quando invita Battiato a tornare in scena, questi gli fa un gran complimento: “Morgan non è una fotocopia degli americani o degli inglesi, ma un cervello autonomo e fa piacere sentirlo”. Il più giovane è scatenato, nella notte, con una fortissima carica musicale e umana, perso fra tastiera, I-Pad, computer, fogli con i testi scompigliati dal vento.

Consapevole di esserne un punto di riferimento, nel salotto pomeridiano Battiato accarezza Morgan con sguardo affettuoso, prima di tuffarsi in ricordi gaberiani tutt’altro che formali.

Seduto accanto alla vedova Gaber, la senatrice Ombretta Colli, che in un tempo lontano era cantante e showgirl di verve e ironia, l’artista siciliano ricorda i primi Sessanta, quando era il chitarrista nel gruppo che con lei girava le balere di Lombardia e Piemonte. Glielo aveva chiesto Giorgio in persona: «Lo avevo conosciuto al Club ’84 dove mi esibivo, punto di riferimento di una certa Milano e culla di tutti i grandi del cabaret, da Cochi e Renato in là. Mi invitò ad andarlo a trovare, nacque un’amicizia, fu il mio primo produttore, nel 45 giri “La Torre”». Dai tour nelle balere, emergono ricordi di una Colli a dir poco pugnace: «Poiché Ombretta aveva belle gambe, Giorgio le consigliò una minigonna, che andava molto di moda. Una sera, mentre suonavo, ho visto sotto il palco un tipo afflosciarsi a terra. Ho chiesto a Ombretta che cosa fosse successo, e lei: “Mi guardava sotto la gonna, gli ho dato una microfonata in testa”».

Così il sorriso irrompe nella celebrazione, sgravandola da poco gaberiani toni solenni. Nella delicata questione della gestione della memoria, la Fondazione Gaber è sempre al numero uno, per la capacità di radunare al Festival del teatro-canzone di Viareggio, arrivato alla sesta edizione, personalità in grado di valorizzare il repertorio sterminato e sempre sorprendente dell’artista scomparso, alternando momenti umoristici come «La strana famiglia» di Enzo Iacchetti con Paolo Rossi con episodi ad alto tasso di riflessione come «La parola io», inedita dal vivo, che ieri sera Battiato ha rovesciato pianamente sul pubblico, con i suoi interrogativi così contemporanei: «Io sono sempre presente/Son disposto a qualsiasi bassezza/Per sentirmi importante…».

Le strade artistiche dei due si divisero verso i ’70, quando Gaber abbandonò la canzone per i suoi esperimenti teatrali (e Battiato fu l’arrangiatore di «Polli D’Allevamento» nel ’78), mentre il compositore s’imbarcò negli amati sperimentalismi: «Avevo avuto un successino con 100 mila copie vendute di “E’ l’amore”. Entrai in crisi, andai a Londra, comprai due sintetizzatori e produssi “Foetus”», ricorda Battiato. Che si appresta alla scrittura di un’opera su Bernardino Telesio commissionata dal Teatro di Cosenza, e lavora al suo film su Haendel. Moto perpetuo, per rimanere se stessi? «Non bisogna proprio restare se stessi – dice – ma darsi altri traguardi, anche apparentemente inutili, e rinnovarsi con la disciplina. Non faccio mai vacanze, non capisco l’ozio per l’ozio: il riposo sì, è un’altra cosa».

Ieri sul palco, presentati come sempre da Iacchetti (che nel pomeriggio indossava una maglietta con scritto “W l’Inter” e a capo “cettazione”), con canzoni di Gaber pure un non abbastanza ironico Marco Morandi figlio di Gianni, Paola Turci bravissima, e Paolo Rossi in un testo che ricordava la tragedia di Viareggio, vissuta in prima persona da un treno dov’era fermo in stazione; e Dalia Gaber ha ricevuto dal Sindaco sul palco la cittadinanza onoraria della città, dopo il commosso memorial al Festival 2009, poche settimane dopo la strage.

Corriere della Sera
Mario Luzzatto Fegiz

” Ma a travolgere la platea è stata la strana coppia Battiato-Morgan, che in duetto hanno eseguito “Te lo leggo negli occhi” e poi da soli “La parola io” (Battiato) e “Non insegnate ai bambini” (brano di Endrigo caro a Gaber), che Morgan ha dedicato alla figlia Annalou, attualmente in affido esclusivo alla madre Asia Argento.”

IL GIORNALE .IT
http://www.ilgiornale.it/spettacoli/io_e_gaber_cosi_diversi_cosi_vicini/24-07-2010/articolo-id=463056-page=0-comments=1″

sabato 24 luglio 2010, 10:45

“Io e Gaber, così diversi così vicini”

Se poi gli chiedi, caro Battiato che cosa la univa a Gaber, lui risponde : «Quello che ci divideva». Ieri sera, qui sul palco del Festival Gaber nella Cittadella di Viareggio, il più mistico dei cantautori ha cantato le canzoni del più libero di tutti, il Signor G, così libero che tutti oggi lo possono esaltare ma prima, tipo trent’anni fa, qualcuno evitava perché, insomma, non era il caso. Battiato è qui perché per decenni è stato amico vero di Gaber e per sempre gli dirà grazie di avergli finanziato il primo 45 giri, roba di secoli fa. Per di più, dopo aver applaudito gli altri ospiti della prima serata presentata come il solito da Enzo Iacchetti, Battiato ha duettato con un Morgan, risorto e, diciamolo, molto più lucido. Insieme, hanno cantato Te lo leggo negli occhi e Segnali di vita.

Noitv.it
www.noitv.it/notizie/2010/NL145389
VIAREGGIO – Il duetto tra Morgan e Franco Battiato e’ stato senza dubbio il momento piu’ intenso della prima serata del Festival Teatro Canzone Giorgio Gaber, in scena alla Cittadella del Carnevale.

I due hanno duettato in ”Te lo leggo negli occhi”, pezzo di Sergio Endrigo, uno dei pochissimi brani non suoi incisi da Gaber. A condurre la sesta edizione, come sempre, Enzo Iacchetti, gaberiano doc, che ha aperto la serata al fianco di Paolo Rossi. Dopo l’allegria, l’emozione con Rossi che ha proposto una lettura dedicata alla strage di Viareggio, un atto d’accusa contro il potere. Nella prima serata del Festival Gaber – che questa sera si chiudera’ con Anna Oxa, Marco Paolini e Oblivion – si e’ esibita anche Paola Turci. Profonda la sua rilettura di pezzi come ”C’e’ un’aria” e ”Si puo”’. Sorprendente Marco Morandi che ha alternato canzoni a monologhi, catturando gli applausi del numeroso pubblico.

Il video della conferenza stampa pre-concerto:
Morgan lancia un appello segnalando la necessità di salvaguardare una Manifestazione affine al Festival Gaber, amica di questo come lo erano Tenco e Gaber: la sopravvivenza stessa del Premio Tenco è in pericolo, per mancanza di finanziamenti da parte della RAI (che non ne ha più in programma la trasmissione) e del Comune di Sanremo, che non ha più intenzione di ospitarlo.


http://http://www.video.mediaset.it/video/tgcom/servizio_spettacolo/175259/festival-teatro-canzone-giorgio-gaber.html#tc-s1-c3-o1-p1″

I video pubblicati dalla fondazione Gaber:

Intervista: riflessioni sulla difficoltà e la necessità di sostenere manifestazioni quali il Festival Gaber o il Premio Tenco, dato il generale livellamento verso il basso della proposta culturale nel Paese.

Non insegnate ai bambini

, , , , , , , , ,

No comments yet.

Leave a Reply