Conferenza stampa e anteprima di “When you’re strange”, documentario sui Doors – Roma 20.06.2011

20 giugno 2011

Interviste, Recensioni eventi

Esterno: mattinata estiva, Roma e Villa Borghese assolate e deserte, la gigantografia di Marcello Mastroianni a onorare la facciata della Casa del Cinema.

Interno, Sala Kodak: sala stampa, si fa buio, inizia la proiezione.

Il film scorre via veloce, le immagini, inedite e non, di Jim Morrison, dei Doors, dell’America e del mondo di quegli anni, le musiche e le parole che hanno segnato un’epoca passano davanti ai nostri occhi e ci riportano indietro nel tempo.

Non è un’operazione nostalgia, piuttosto un accurato e certosino recupero di materiale prezioso, che l’alchimia di un gruppo di lavoro eccellente offre a tutti noi: a chi conosceva già e apprezzava, fortunato, e a chi, più giovane, fortunatissimo, non aveva avuto modo di approfondire.
La guerra del Vietnam, la meteora dei Kennedy, l’assassinio di M.L. King, la voglia di libertà e il malessere sociale sono le immagini che fanno da contraltare alla coinvolgente colonna sonora dei Doors di Jim Morrison.

Il film è veramente bello, trascinante, elettrizzante e malinconico, ironico e drammatico, prezioso nei dettagli musicali e sincero in quelli umani: perfetta la scelta del doppiaggio. Eh sì, chi meglio di Marco Castoldi in arte Morgan poteva essere più vicino a Jim Morrison per raccontare la sua genialità, la sua travolgente e ironica personalità, il suo animo poetico?
Morgan si è perfettamente calato nella personalità magnetica, sensibile e carismatica del leader dei Doors, quasi una catarsi la sua, quasi un percorso introspettivo e psicologico liberatorio, un fortuito e fortunato rivedersi, analizzarsi, e riconoscersi che sicuramente non potrà che accrescere il suo già ricco bagaglio artistico e umano.
Operazione brillantemente riuscita: immagini e voce narrante si fondono alla perfezione e la voce di Morgan, roca e suadente, drammatica e accorata, disincantata e arrabbiata, malinconica e poetica si amalgama ai mille frammenti della vita di Jim Morrison.

Empatia e compartecipazione, queste secondo me le linee guida che hanno accompagnato il nostro Marco durante questo percorso: ed è un “one man show” quello che Castoldi offre alla platea di giornalisti! Per chi come me è abituato a vederlo ai concerti, fa un certo effetto questo contesto serioso e attento!
Ma Morgan è in vena, divertente e divertito, e soprattutto molto, molto soddisfatto del lavoro svolto, un lavoro che lo ha appassionato, per la materia trattata, perché Jim Morrison e i Doors sono sempre stati la sua passione, gli hanno sempre trasmesso “voglia di fare, non di farmi!”
Grande impegno da parte sua a centrare sempre l’attenzione sul leader del gruppo, grande motore, propulsione a realizzare idee, a scrivere, ulteriore spinta alla sua passione musicale fin dall’adolescenza.
Marco ha più volte posto l’accento sul lato umano di Jim, quasi a sostenere una dovuta e giusta riabilitazione, sottolineando quanto fino ad oggi ingiustamente sia stato descritto come un violento, un aizzatore di folle, un esagitato volgare esibitore del suo sesso, lo ha fatto, forse in una delle sue cadute, “come se di Morgan ci ricordassimo solo per l’intervista di Max!”
Ricordiamoci invece di Jim Morrison per le sue poesie, studiamole, soprattutto nel contesto sociale di quell’America anni Sessanta. Di Jim ricorda le “parole più micidiali delle molotov, che scossero l’America e ci scuotono ancora oggi: Morrison era un grande maestro nell’uso delle parole”.

Gli chiedono se la sua forza comunicativa sarebbe stata la stessa senza l’uso della droga: “Non so, sicuramente sarebbe rimasta la stessa senza uso di alcool, che l’ha sfiancato. Tra le droghe, l’alcool è quella che fa più male, non a caso, la disintossicazione è più dura di quella dall’eroina. Anche se è legale, è una grande droga.”

Ci lascia con la promessa, poi mantenuta, di eseguire, in serata, all’anteprima del film, tra una domanda e l’altra posta da Gino Castaldo, qualche brano tra i suoi preferiti dei Doors. E infatti, al The Space Cinema Moderno, prima della proiezione del film, suonerà accompagnato da Yoris alle percussioni e Giovanni Mancini alla chitarra tre brani: Roadhouse Blues, Light My Fire e una toccante Crystal Ship, suonando, “unico in Italia” (e compiacendosene non poco), il bass rhodes di Ray Manzarek. E sarà trionfo di applausi da parte di un pubblico entusiasta e caloroso. Ancora dubbi sulla scelta della voce narrante?

Sui saluti finali, la presidente della GA&A rivolge un arrivederci ai presenti, per festeggiare in un futuro prossimo una cosa tutta italiana: “non riveliamo nulla” dice Morgan…
…e allora teniamo d’occhio la GA&A, tanto il Castoldi noi non lo molliamo mai!

MetaMorgan ringrazia per la disponibilità e cortesia tutta l’organizzazione di When You’re Strange Italia e GA&A. Un grazie speciale va a Barbara Ventra.

 

Gli altri video della conferenza stampa
Ulteriori notizie sul film e sulla partecipazione di Morgan

 

L’INTERVISTA CON GINO CASTALDO:

G.C.: Jim Morrison te l’hai rivissuto o… no, l’avevi benissimo già presente… l’hai rivissuto e approfondito?
M.C.: No, delle novità ci sono, ci sono parecchie novità: innanzitutto ci sono cose che riguardano lui prima del successo, quando era ragazzino, quando era ingenuo, quando ancora aveva una relazione con i genitori, quando si faceva influenzare dalle lettere che il padre gli scriveva, quando gli diceva che non aveva talento…

G.C.: Il documentario è un po’ uno schiaffo, erano anni belli forti, rivoluzionari, di questo momento l’establishment ha avuto più paura, e i doors erano la miccia, i più incendiari, quasi incontrollabili, spingevano l’acceleratore, Morrison in particolare per andare oltre, andare oltre e provocare sconquassi… Quale pezzo ti ha più emozionato nel fare questa narrazione?
M.C.: Dal punto di vista tecnico mi ha emozionato di più impegnarmi a tradurre tutto l’apparato inerente della registrazione in studio, far in modo che il linguaggio tecnico fosse comprensibile sia agli addetti ai lavori che non, che rimanesse una parte emozionante del film e non motivo di distrazione, di calo di attenzione. Riuscire a trovare quel compromesso giusto per cui la passione che il musicista mette nel registrare un pezzo, utilizzando queste macchine, questi termini tecnici, potesse essere trasferita anche a chi non conosce i termini tecnici ma potesse ugualmente essere trasportato dalla stessa passione. Allora questa è una cosa che vanto di aver saputo fare io, in quanto collega di Jim Morrison, in un certo senso… maledetto, ma anche “addetto”!!! (risate e applausi)

G.C.: Una cosa un po’ più difficile da capire quando si parla di quegli anni è cosa è rimasto dei Doors nella musica successiva, le influenze, quella musica era talmente cucita addosso a Jim Morrison… Secondo te è rimasta qualche traccia dopo?
M.C.: Dei Doors è rimasta molto la scia del carisma di Jim Morrison, musicalmente è rimasto poco perché si è fatta poca capitalizzazione di tutto il materiale grandioso che avevano, perché loro erano grandi musicisti. Un film come questo rivaluta molto l’aspetto musicale, si concentra relativamente sull’aspetto massmediologico e scandalistico, già fatto da altri film, e credo renda giustizia alla serietà del gruppo ma soprattutto in particolare modo alla sensibilità e profondità della persona di Jim Morrison, come essere umano estremamente gentile, buono, tenero, capace di una grande sensibilità, un uomo dolce!

G.C.: Infatti ho trovato molto bello il documentario, perché restituisce questa parte di Morrison che in altri film non usciva, anzi… E alla fine poi si capiva poco che era un genio, mentre qui esce…
M.C.: E’ uno che si occupa di poesia, che dà un peso alle parole veramente molto molto importante, cosa che si dovrebbe fare, è uno che perde tempo a leggere Coleridge e Keats, che è attratto dalle poesie di Shakespeare. Credo che in quel momento storico negli USA noi individuiamo in lui, in Reed, in Kerouac ovviamente, intellettuali capaci di evolvere la nazione in una direzione che non sia quella militare in cui il governo vuole portarla ma verso la poesia, che, come si sa, è sempre pace.

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One Response to “Conferenza stampa e anteprima di “When you’re strange”, documentario sui Doors – Roma 20.06.2011”

  1. viv63 Says:

    E’ stata una giornata veramente piena, intensa ed elettrizzante, l’energia di Jim Morrison, le immagini dei Doors, la voce di Morgan….
    Anche la serata ha riservato sorprese ed emozioni: consenso del pubblico nei confronti di Marco, sorridente e felice anche per il parterre “speciale” presente.
    Tanti applausi della sala a fine proiezione, ma film più bello e’ quello regalato involontariamente da Morgan: sullo sfondo scorrono le immagini dei Doors, contro il chiarore dello schermo si staglia la silhouette di un un uomo con un buffo cappello che tiene per mano una bimba vestita come Alice nel paese delle meraviglie….

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