Bluvertigo FasTour: 1^ tappa – Carroponte, Sesto S.Giovanni 17.7.2014

24 luglio 2014

Concerti, Recensioni eventi

Sesto San Giovanni, 17 luglio 2014.

Carroponte è uno spazio per concerti che ospita migliaia di persone e quando fu annunciata la prima data del mini reunion-tour dei Bluvertigo più di qualcuno sarcasticamente si chiedeva se sarebbe rimasto semivuoto, preannunciando un flop perchè “a chi vuoi che interessi un gruppo-meteora degli anni ’90, una brutta copia del pop inglese anni ’80 in ritardo?”.

bandDel resto sono anni che leggiamo e ascoltiamo sentenze di supposti musicologi-tuttologi e scribacchini su stampa, web e TV, calano dall’alto (?) sulla scarsa incisività del gruppo nella storia musicale del paese, sul mancato talento di Morgan, e così via, senza giustificare e senza conoscere…c’è anche chi conosce e non apprezza, motivando e riconoscendo comunque meriti e demeriti in modo critico e corretto; ma non ci riferiamo a questi seri professionisti, ovviamente. Forse i detrattori non si sono resi conto che una consistente porzione della (nuova) scena intellettuale e musicale italiana odierna è formata da chi con i Bluvertigo è cresciuto, adolescente o poco più è stato incuriosito dalle mille citazioni di Morgan, dai riferimenti musicali della band, dall’immaginario visivo di Andy e spinto ad approfondire, studiare, formarsi una cultura multimediale extrascolastica. Lo si rileva ogni volta che un linguista, un libro di testo cita i testi di Castoldi, una band o un cantautore ancora oggi coverizza un brano dei Bluvertigo o di Morgan solista. Non male per un gruppo che ha pubblicato l’ultimo di 3 soli album ormai 15 anni fa, e per un cantautore che non pubblica un album di inediti da 7 anni…

E la conferma è arrivata proprio al Carroponte, pieno di migliaia di persone giunte da varie parti d’Italia, tra cui molti fan della prima ora che emozionati raccontano aneddoti sulle prime puntate del Roxybar o i primissimi concerti della band, che sfoggiano orgogliosi magliette dei tour anni ’90, che saranno pronti,  durante il concerto, a saltare, pogare, cantare a squarciagola e mani alzate con Morgan e soci. Nemmeno la band si aspettava un afflusso simile, come dirà poi Morgan stesso. Tra il pubblico e backstage anche Eugenio Finardi, Mika, Joe Bastianich, e un pezzo di MTV anni ’90 di cui i Bluvertigo furono la band-manifesto, da Luca De Gennaro a Giorgia Surina e Marco Maccarini.

Andy e Morgan, concerto Bluvertigo - Carroponte 17.7.14 FasTour

In apertura Gianluigi Di Costanzo aka  Bochum Welt, alle 22 il concerto inizia nel migliore dei modi con un abbraccio tra Andy e Morgan e poi si parte con “Il nucleo”; la band ha provato poco, lo ammette ma in breve trova un affiatamento e voglia di divertirsi che al concerto del Velvet di Rimini non avevamo percepito in modo così evidente. La serata è caldissima (non solo in senso figurato!) e pian piano i nostri, entrati in scena con giacca e cravatta, si ritrovano in canotta/gilet e riprendono fiato tra un brano e l’altro “perchè anche gli AC/DC hanno le bombole!”. La musica è la vera protagonista, ma c’è spazio per qualche aneddoto: così quando tocca a AFDV  e il Minimoog non funziona, Morgan opta per il Juno1, del resto la canzone è stata composta utilizzando proprio questo strumento, ricorda Marco accarezzando e perfino baciando la sua “creatura”. E “Troppe emozioni” nacque nella cantina di Castoldi, solo lui e Sergio, per “esorcizzare il dolore”.

Tra caldo, sudore, emozione il concerto prosegue fluido, nonostante qualche minimo intoppo tecnico e nonostante in qualche occasione Morgan tralasci parti di testo, cosa che da parte dei soliti detrattori (avrete letto e ascoltato sicuramente anche voi qualcosa in merito, in questi giorni) verrà  segnalata come grave mancanza; noi sottolineiamo però la brevità di queste occasioni e la sensazione di chi scrive è che la cosa sia almeno a tratti una scelta consapevole: Morgan, anche nella sua attività solista, sembra sempre più calato nel ruolo che sa sempre si autoattribuisce, ovvero quello di musicista/arrangiatore che al bisogno canta. E questa sera in alcune occasioni appare totalmente coinvolto nel suo ruolo di strumentista, soprattutto al basso arretra nel palco cercando la complicità di Sergio nel gestire la sezione ritmica che arricchisce con improvvisazioni e inserti (il giro di basso di New Religion dei Duran Duran alla fine di Sono=sono, ad esempio); ad Andy rimane il fronte del palco e, volendo, il ruolo di voce principale, ma evidentemente la cosa non è stata programmata e così rimane qualche buco di testo qui e là. Ma il volume sonoro è tale, i brani così conosciuti e trascinanti che spesso è il pubblico  a colmare gli spazi.

Che altro dire: Sergio come sempre batterista preciso, energico ma anche radioso, perchè come altro definire un musicista che suona con un un enorme sorriso sulle labbra, evidentemente contento della ritrovata complicità?

Livio sempre sobrio, chitarrista composto e affidabile, irradia serenità, sorridendo e lanciando occhiate affettuose ai suoi partner e accoglie sorridente e quasi scusandosi “solo una!” il rimbrotto di Morgan, che sconsolato nota come adesso pure lui, l’unico che pareva esente dal vizio, fumi… “non lo sa che fa male?!”.

Andy più allegro e coinvolto che al Velvet, come sempre tuttofare tra tastiere, canto, intermezzi parlati, brevi passi di danza e avvicinamenti ai colleghi; l’unico a concedersi a lungo nel post-concerto ai fan.

Marco Pancaldi, ritrovato chitarrista, e Daniele Megahertz Dupuis nelle retrovie, presenze quasi invisibili ma certo non inudibili!

andy e morganE poi Morgan, ovviamente, che tra basso, tastiere e microfono passa da momenti riflessivi a altri di grande energia e interazione col pubblico, avvicinandosi alla platea cantando in piedi sui monitor sottopalco con tanto di stage diving ( durante la “canzone pIssichedelica di un gruppo psichedelico per un pubblico psichedelico” Sovrappensiero), chiaramente orgoglioso del pubblico – diverso in parte da quello dei suoi concerti solisti- come è evidente dall’ampio sorriso soddisfatto nel sentire la massa cantare Psycho Killer dei Talking Heads, purtroppo solo accennata per motivi di tempo. Bello vederlo cercare a più riprese l’interazione con i compagni di palco, avvicinandosi di volta in volta all’uno o all’altro per duetti con chitarra e sax, duetti vocali, momenti “ritmici”, lasciando spazio a tutti e senza monopolizzare del tutto l’attenzione… anche se c’è poco da fare, “al centro dei Bluvertigo” c’è lui (parole di Andy durante la presentazione della band).

 

In conclusione: non sappiamo che futuro possa avere questa band, forse nessuno, come le parole di Andy in una recente intervista e il percorso intrapreso da Morgan nella sua attività solista fanno supporre. Saremo contenti che qualora questa ipotesi venisse smentita, come siamo contenti lo sia stata la nostra precedente previsione, ovvero che il Concerto al Velvet di Rimini fosse l’ultimo a cui avremmo assistito.  Prendiamo questo tour come l’hanno preso i Bluvertigo stessi: un’occasione gioiosa, senza secondi fini, per riascoltare belle canzoni suonate da una grande band, senza aspettarci altro. Il consiglio è di andare a vederli: chi li conosceva potrà rivedere un pezzo del proprio passato, chi non li ha mai sentiti non può perdersi un pezzo della storia musicale italiana e chissà se, dopo settembre, ci sarà più occasione perchè ciò accada.

Un grazie speciale per aver reso possibile tutto ciò a Mescal, a Noelia Suarez per le foto e a Valentina “Cielineri” per i video (li trovate sulla nostra pagina Facebook insieme alle altre FOTO).

La scaletta
 
Il nucleo
Sono=sono
Il mio malditesta
LSD
Vertigoblu
So low
Complicità
Decadenza
Cieli neri
Sovrappensiero
L’assenzio
La crisi
Troppe emozioni
Ideaplatonica
AFDV
Fuori dal tempo
Psycho Killer (Talking heads) – cenno
ZERO
 
tutti
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