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Torino Sette, 30 Aprile 2002 



30 aprile 2002 - Il mio quinto primo maggio. Ogni volta le stesse motivazioni ma diverse le persone e le gestioni. Condivido e anche difendo questa unica ed eventuale festa della Musica in Italia, paese che da decadi mostra solo ingratitudine alla Musa. Non solo però qui è festa concertante, oggi più che mai è resistente. Poco fa ho detto questo ad un passante: “distinguiamo terrorismo e resistenza, distingueremo odio e critica” . IO non manifesto per il terrorismo perché :
1. i terroristi se ne fregano delle manifestazioni
2. i terroristi non sono una entità finita e identificabile e qualificabile e relazionabile ai punti di vista dei più, quindi se ne fregano dell’opinione di piazza.
3. forse i terroristi non esistono oppure sono il più delle volte degli strumenti del Potere stesso.
4. di certo noi non sappiamo chi sono, ma il Sistema forse sì…
5. quando la gente tutta, senza distinzione ideologica, si unisce in cori all’unisono è segno che sono stati totalmente tratti in un totalizzante inganno totale.

Io me ne guardo, suono con il grande gruppo di italian progressive-rock ‘Banco del Mutuo Soccorso’, uso plettri di metallo di Max Gazzè, ricordo la Gloriosa Resistenza Italiana che ci ha liberati dall’insulso e ha pagato questo con la vita, penso ovviamente a me stesso, alla mia bambina, al mio nuovo disco di canzoni pop, alla luce che a quest’ora si fa d’argento, a recuperare pacchetti di sigarette che puntualmente dimentico ai tavoli.
Passo ad uno qui in ufficio ciò che stavo fumando e mi dice “no, grazie sto lavorando”, io gli rispondo “ma anch’io”.

More gun

 


La Repubblica, dal 26/02 al 03/03 2001



Ma la radio odia le chitarre

SANREMO- Ragionavo con Gabriele Ferraris de La Stampa sulla "radiofonicità". Ovvero, quel particolare requisito che la musica deve avere per passare in radio. Tradotto: sul senso del dominio della radiofonia sulla discografia. In quel momento è entrato un discografico e abbiamo girato a lui la domanda. Risposta sibillina: "La radio odia le chitarre". Già, la radio odia le chitarre, le batterie, le voci distorte. E soprattutto non permette che le cose che inglesi e americani fanno regolarmente le possano fare anche gli italiani. Se i Green Day producono un singolo elettrico e distorto, le emittenti non hanno problemi nell'inserirlo nella programmazione e a trasformarlo in un hit. Questo a noi non è permesso. Insomma, c'è troppa esterofilia, e come se dicessero: "Non t'allargà".

A proposito del "non t'allargà", in conferenza stampa ho avuto un diverbio molto acceso col giornalista Paolo Biamonte dell'Ansa. Al quale non andava giù che io, nel clima sanremese, provassi a essere "disturbante". Era "disturbato" dal fatto che io avessi gli stessi atteggiamenti di Lennon e dei suoi altri eroi giovanili. Abbiamo visto il Dvd del film "Gli spietati", di Clint Eastwood. Che apprezzo molto, pur essendo il nostro un regista "di regime". Mi era piaciuto anche "I ponti di Madison County". Ma più che parlare di Eastwood, preferisco sottolineare il potere calmante dei film. Potere che, a quanto pare, non ha la musica.

Ieri sera stavamo ascoltando un disco in stanza e il giornalista che alloggia nella camera a fianco si è lamentato del casino. Temevamo fosse Gino Castaldo. Per la cronaca, si trattava dell'Ep Liquid Liquid, dell'omonima band newyorkese, anno di grazia 1981. Che qualsiasi giornalista musicale dovrebbe conoscere e apprezzare.

La passerella dell'Ariston è stata una vera buffonata. Bisognava fare addirittura tre giri sul rosso tappeto, mentre il famigerato Magazù della Rai, l'essere più sgrammaticato che abbia mai conosciuto, impartiva con fare militaresco ordini del tipo "più casino!" oppure "come soldati che hanno appena vinto una guerra in una fiume, torrente!" (una fiume, proprio così). Delle due l'una: o è analfabeta, o è Guido Gozzano. A un certo punto la Oxa si è ribellata esclamando "Io sono un'artista!". Non so se fa ridere più il primo o la seconda.

Nell'albergo dove alloggiamo c'è un pianoforte. Per combattere il nervosismo ci siamo divertiti a suonare pezzi dei Beatles, da Abbey Road in particolar modo, e qualcosa di Pet Sounds dei Beach Boys. Il direttore dell'albergo si è arrabbiato con me, perché quel pianoforte era stato appositamente accordato per qualcuno che lo avrebbe suonato in serata. Non sapeva, il direttore, che lo strumento era destinato a me.

Il clima è comunque sereno. Si parla di musica e, purtroppo, si leggono i giornali, si fa attenzione alle opinioni. E in questa circostanza non vorrei fare troppo l'opinionista. Al Festival ci sentiamo a nostro agio, in fondo abbiamo una mentalità "vintage". I brani che abbiamo ascoltato hanno tutti uno stile compositivo anni Sessanta, come se chi li ha scritti non avesse sentito più nulla da allora. Bene o male? Quello che Lenny Kravitz insegue da sempre, il vero suono degli anni Settanta, potrebbe apprenderlo semplicemente ascoltando l'arrangiamento del pezzo di Gianni Bella. Abbiamo incontrato Peppino Di Capri. Dice di non sentire il gap generazionale che ci divide. Buon per lui...

(26 febbraio 2001)




Le gag della Carrà

SANREMO - Non è che abbia le idee tanto precise di quello che poi è successo ieri. La giornata è passata in modo indolore ma aver suonato è stata comunque una liberazione. Mi sono dovuto imporre su alcune cose che avevano previsto in nome della televisione ...Tipo la scena della "mano". La Carrà avrebbe voluto fare una gag del genere: io dovevo dire che avevo chiesto la mano di Asia a Dario Argento. Poi avrei dovuto tirare fuori una mano, finta...

Credo che alla fine tutto sommato abbiamo suonato bene, sono riuscito a restare nella tonalità per tutta la canzone e mia madre, che è il monitor più severo e obiettivo, ha detto di essere rimasta soddisfatta. Noi siamo riusciti comunque ad andarcene appena finita la nostra esibizione e non abbiamo visto il Festival, tranne Peppino di Capri, d'altra parte il Festival noi non l'abbiamo visto mai nemmeno prima.

Il palco mi ha emozionato poco. Insomma ci sono stati concerti dove l'emozione l'ho sentita parecchio di più, magari in posti enormi dove il pubblico però cantava e seguiva con la voglia di farlo... Mi emoziono di più in quei casi. Sul palco di ieri ero a mio agio, a parte che la situazione tecnica era penosa, almeno lo è stata che noi. Andy era completamente escluso dall'audio e non si sentiva niente mentre cantava. E' molto incazzato. Poi c'è la parte in cui faccio un cambio di strumento, prendo la chitarra e c'è un momento di pausa che però dovrebbe essere una specie di scena.... Japino ha pensato bene invece di fare l'inquadratura dall'alto... E c'era anche la bambina di una delle coriste, comunque era brava, seguiva tutto il pezzo imitando gli strumenti già dalle prove. Per il resto come al solito. Non è una novità dire che il pubblico, ora l'ho visto anch'io, era composto da sagome di cartone.

Il "Dopo Festival" l'abbiamo disertato e siamo andati a mangiare un'insalata di mare. Su chi ha cantato ieri invece non posso esprimere giudizi, dato che sono in gara. Trovo comunque che ci siano diversi problemi di regia. All'inizio pensavo che il regista sarebbe stato Linch, invece poi ho scoperto che era Japino. Che altro... ah sì, anche ieri c'era questo Magazù che strillava e ci trattava male mentre facevamo le prove. Un trattamento così, uguale proprio, me lo ricordo solo ai tre giorni del militare.

Diciamo che da quello che ho visto ieri, alcuni episodi sono certo stimoleranno l'odio nei testi delle canzoni degli artisti presenti e sono curioso di vedere cosa ne verrà fuori, almeno per quanto riguarda noi. Oggi poi arriva , qui non si parla d'altro e io nemmeno so come sia fatto o che faccia abbia. Ieri qualche giornalista mi ha chiesto quale fosse la differenza tra i e il rapper...(!?) Come quale differenza? Prima di tutto l'alfabetizzazione...

Per quanto riguarda l'atmosfera comunque è la solita: i giornalisti continuano a litigare tra loro come fanno di solito e sembra che prendano tutto molto sul personale...Vediamo poi...Oggi è un giorno importante, esce il nostro album: Pop Tools e esce a prezzo pieno. Credo che veramente sarebbe giusto abbassare i prezzi dei cd, ormai la situazione è ai limiti del ridicolo. Per quanto potevamo abbiamo cercato di aggiungere delle cose, per esempio nell'album Andy ha fatto un bellissimo lavoro grafico, e insieme abbiamo fatto un buon lavoro di masterizzazione. E poi abbiamo regalato alla casa discografica due inediti...

Pensavo che forse non tutti sanno che gli album cosidetti "Best Of" non vengono considerati dalla casa discografica, nel senso che i pezzi contenuti sono stati già registrati per cui il disco non lo pagano, viene prodotto a costo zero e poi ci guadagnano il 90 per cento... quindi due pezzi in più sono stati veramente regalati.

Comunque per i prossimi quattro giorni staremo fermi, e potremo dedicarci con più attenzione a spiare come si deve. Il pomeriggio di ieri abbiamo suonato il piano in albergo. Come anche il primo giorno e come faremo anche oggi che c'impegneremo sul repertorio di Brian Ferry. In albergo invece la situazione è alquanto tragica. Siamo circondati dal nemico. Intorno a noi solo Mediaset e tra gli ospiti una del Grande Fratello. Così se esci dalla stanza rischi di trovarti di fronte a Striscia o all'ombelico della Carrà, quindi io per la maggior parte del tempo resto in camera a leggere dai giornali quello che succede qui e a vedere i 20 minuti giornalieri del mio film di Clint Eastwood.
Volevo aggiungere anche che noi, essendo dei noti inappetenti, non riusciamo a fare le grandi abbuffate in enormi tavolate all'insegna dei brindisi come si usa fare qui. Questo ci tiene un po' fuori dalle cose che si dicono e che succedono, vedremo di trovare un'alternativa nei prossimi giorni.

Disco consigliato del giorno: Electric Storm dei White Noise (1969)

Sogno del giorno: La Carrà cantava il nostro pezzo.

Cattiveria del giorno: Non riesco ad essere cattivo. E vedermi non cattivo è la cosa più cattiva che riesca a pensare in questo momento.

Gaffe del giorno: Ho visto Megan Gale, che non so chi sia, almeno non lo sapevo fino a ieri. Ho chiesto se fosse lei quella del Grande Fratello che ci avevano detto essere nel nostro albergo e mentre parlavo avevo quella vera, Cristina, dietro.

Bontà del giorno: Astice alla Catalana. E il titolo del disco di Peppino di Capri, Fase tre, che potrebbe benissimo essere quello di un gruppo electro di Chicago...

(27 febbraio 2001)


"Sua eminenza" Eminem la violenza si esorcizza
Qui a Sanremo ti fanno migliaia di interviste ma non si parla quasi mai di musica

Se Marilyn Manson viene chiamato il "reverendo", credo che a questo punto "eminenza" possa essere il giusto nome per Eminem, che ha così tanto fatto discutere...Che dire?

Forse bisognerebbe evidenziare che c'è una differenza tra la violenza e la sua rappresentazione. Come insegna Shakespeare con il suo Titus, la rappresentazione della violenza può tentare, se anticipata, di esorcizzare la violenza stessa. E in qualche modo, è proprio grazie alla rappresentazione che ci si può tenere distanti. Il problema di chi fruisce, è che troppo spesso prende la rappresentazione come un esempio in cui identificarsi, perché non ha gli strumenti per rimanere distante. Se una manifestazione di lustrini e buonismo come questa, non vuole lasciare il pubblico libero di interpretare e lo fa censurando testi e rime, vuol dire che nega la conoscenza di una parte della realtà.

Io non l'ho guardata. Non ho visto l'entrata di Eminem e nemmeno la presentazione della Carrà. Ero al ristorante davanti a una pizza capricciosa. Andy e Sergio invece sono scesi per vederla ma sono tornati indietro quasi subito. Mi sono sembrati solo delusi, ma non ho indagato e la cosa è finita così. Continuo a non seguire il Festival, ma nella mia camera d'albergo ho messo in fermo immagine la Carrà mentre pronuncia la "O" di Bluvertigo e l'ho lasciata così, immobile sul mio schermo per ore... La giornata di ieri quindi è stata tranquilla. Ho rivisto la registrazione della nostra performance, ho fatto miliardi di interviste e in tutte non si è quasi mai parlato di musica. Dalla qual cosa s'intuisce che l'interesse per l'argomento in questione è davvero scarso. Che altro... Magazù non l'ho visto ieri, ormai tra tutto il resto mi è diventato quasi simpatico.

In ogni caso prima di suonare noi facciamo sempre una specie di rito, uno scongiuro di gruppo simile a quello che fanno i rugbisti, Magazù quando ci ha visto voleva unirsi, gli ho detto di no, che ci portava sfiga e lui si è un pò incazzato. Tutto sommato mi dispiace anche...

Questo comunque è un Festival che non ricorda gli anni Ottanta come qualcuno sostiene. Anzi, io i Sanremo degli anni Ottanta me li ricordo benissimo, li ho visti tutti. Direi che il miglior presentatore di tutti i Festival è stato Miguel Bosé. Il peggiore invece Andrea Occhipinti. Lui è riuscito ad essere la gaffe più lunga della storia della televisione e dei Festival. Ho anche incontrato Claudia Mori che mi ha detto di aver apprezzato soprattutto Gianni Bella e noi. La cosa mi ha fatto piacere anche perché ha aggiunto che noi siamo piaciuti molto a Bella. Che altro... sono andato sul sito e mi sono votato sette volte. Siamo anche in testa, credo, per il momento per cui: votateci, votate e votate. Come tutti i giorni, ormai è una consuetudine, abbiamo suonato il nostro pianoforte dell'albergo.

Ieri ci siamo dedicati a rifare God Only Knows nella versione di Bowie e poi abbiamo provato gli accordi, che sono tantissimi, del pezzo di Britti. Approfitto del diario per fargli i complimenti sulla struttura armonica e le molte modulazioni e per le arditezze melodiche. Per il resto abbiamo fatto un'intervista a Studio Aperto ma la giornalista doveva essere alle prime armi ed era emozionatissima. Io le ho chiesto se potevo tenerla sotto braccio ma lei ha risposto di no, che si deconcentrava...

Disco consigliato del giorno: Imagine di John Lennon e How Do You Sleep.

Sogno del giorno: Sono troppo distante dai sogni per sognare. Comunque la pizza capricciosa che cantava il nostro pezzo.

Bontà del giorno: Essere clementi sia con la Carrà che con Eminem. E dargli il massimo dei voti possibili.

Cattiveria del giorno: Togliergli di colpo tutti i voti possibili.

Versi del giorno: "Canto come un ragazzino quando passa vicino al cimitero" (Emily Dickinson). Ecco un altro modo di vedere la vita e esorcizzare una paura tremenda e naturale.

Gaffe del giorno: Niente di particolare. Mi viene solo in mente l'intervista di ieri con Famiglia Cristiana. Ah no... anche un'altra cosa. Ieri sono andato in giro per tutto il giorno con i pantaloni completamente scuciti dietro. Me l'hanno fatto notare solo la sera. Oggi poi suoneremo a Sanremo Rock, mi metterò gli stessi pantaloni, quindi. Inoltre saremo in playback, perciò cercheremo di suonare tutti gli strumenti come se fossero una lavapiatti, uno stendino o uno scolapiatti.

Consiglio a Japino del giorno: Un maggior utilizzo di campi medi. Evitare l'inquadratura a "volo d'uccello" e magari dare 5 milioni del miliardo e mezzo che prende per il Festival, a un consulente musicale. Non dovrebbe essere difficile trovarne uno disponibile. Così almeno potrebbe indicargli quando c'è il rullante, quando l'assolo di chitarra e quando la strofa...

(28 febbraio 2001)




Come rimpiango i Festival degli anni Ottanta
Il palco dell'Ariston? Un disastro. Ma in albergo la televisione non funziona

Continuiamo a lavorare tutti i giorni come dei pazzi. E io, che di solito non leggo i giornali (preferisco la cultura), passo il tempo che resta a sfogliare quotidiani: la Stampa e il Secolo XIX e tutte le pagine degli spettacoli...Devo dire che forse fare i cantanti è un privilegio in questo contesto, non sei costretto a farti tutta una serie di problemi sul guadagno o il non guadagno, anche se siamo invasi da interviste, da televisoni e radio. Tranne me, tutto sommato. Sono improponibile, credo, per i media, i miei tempi non riescono a coincidere con i loro. O sono più veloci o sono più lenti.

Stavo pensando comunque che la musica che qui si sente di più è quella dei cellulari. Le varie suonerie... ormai sono campionate perfino nei pezzi, compreso il nostro. Va di moda il neorealismo. E i cellulari ne sono il tramite più diretto. Noto però che nelle suonerie mancano del tutto cassa e rullante e non esiste la polifonia, non possono emettere più di una nota contemporaneamente.

Ieri abbiamo suonato a Sanremo Rock. In playback. Devo dire che a volte lo preferisco, almeno rende giustizia al lavoro fatto in studio, viste poi le cattive condizioni tecniche del palco dell'Ariston. Che altro... Sempre ieri il nostro pianoforte dell'albergo non abbiamo avuto il tempo di suonarlo... peccato era un'abitudine che spero riprenderemo oggi. Comunque abbiamo lavorato fino alle nove, fino alla pizza capricciosa quindi. La pizza capricciosa ha sostituito il pesce che invece mi ha annoiato. Ma, parliamoci chiaro, qui non succede niente, si parla solo di polemiche finte. E rimpiango i Festival degli anni Ottanta, soprattutto adesso che li sto rivivendo attraverso i racconti dei discografici. Allora, dicono, c'erano i superospiti che garantivano almeno notti incredibili... Nottate passate insieme agli Spandau Ballet, agli Europe, Paul Young, A-Ha...

Bene, stasera il superospite è Fiorello. Speriamo almeno che imiterà Bowie che imita Morrissey quando imita Bowie. Invece mi sembra che abbia dichiarato di voler cantare con la Carrà. Anche a noi piacerebbe cantare con la Carrà. Mi è appena arrivato in camera un disco (che definirei una sintesi di banalità eonomatopea) con i suoi successi. Nel disco dunque ci sono: Maga Maghella...e poi...Reggae, rrrr!...e ancora...Accidenti a quella sera, Tuca Tuca e per finire per noi si potrebbe fare anche....Du Du La La. Che sia questa la formula magica per fare delle canzoni che vendano?

Magazù, per non dimenticare i punti fermi della settimana, l'ho visto solo in tele ieri. Japino aveva ripreso le prove di nascosto. Ha rubato, insomma, e credo che Magazù potrebbe anche denunciarlo a questo punto... Noi nel frattempo continuiamo a muoverci tutti insieme in un furgone che è, ogni giorno, sempre più gremito di gente. E facciamo dei giri turistici per le sette vie di Sanremo, continuando a schiattare di freddo. Fa freddo ovunque. Anche in albergo dove: non c'è l'acqua calda, è pieno di spifferi, il pavimento serve da interruttore della luce e la televisione è oscurata (unica nota positiva). A Sanremo non ci sono cinema, solo uno che però proietta Hannibal e un film di Ettore Scola. Episodi...vediamo...solo uno, quello dei Sottotono che si sono azzuffati con Striscia la Notizia. Sono comunque solidale con i Sottotono, non bisogna continuare a punzecchiare i cantanti, perché sono i più sensibili in questo momento. Per quanto riguarda me, sono stato intervistato per mezz'ora da Enrico Lucci delle Jene. Non ne è venuto fuori nulla, evidentemente non sono andato bene nemmeno per loro...
Comunque stasera suoniamo. Non so che mettermi. Il biondo dei capelli non ha fatto successo. Sono preoccupato per la mia immagine. Ieri mi hanno intervistato a Radio Babbaleo: "Pensa che in Tv sembri un ragazzo!", mi ha detto l'intervistatore. Non sono riuscito a rispondere niente, ormai non sono più reattivo. Non ho MAI la risposta pronta. Ma ho invidiato il taglio di capelli di Russel Crowe. Lui ha un ottimo taglio di capelli biondi anni Settanta. Mi pento perché fino a qualche tempo ce li avevo così...

Disco consigliato del giorno: Apple Venus degli XTC.

Sogno del giorno: le sirene di Ulisse. Mi hanno fatto pensare a quanto la musica di oggi non c'entri niente con quello che diceva Omero. Ora la musica non ha davvero nessun potere.

Bontà del giorno: cercherò di non fumare per tutto il giorno. A parte che lo sto facendo adesso.

Cattiveria del giorno: è impossibile, mi hanno rubato l'anima... Magari una sola. Forse Ceccherini fa ridere.

Versi del giorno: "Il naufragar m'è amaro in questo mar".

Gaffe del giorno: ho chiamato Attilio Grilloni, che conosco da otto anni, e gli ho detto "Ciao, Alessio!". E poi, ah sì, Federico, l'olandese volante, a Rtl ci ha presentato dicendo: "Qui davanti a me il miglior gruppo New Age italiano" (...).

Consiglio a Japino del giorno: facci almeno fare una prova! Non vuole farci fare la prova...credo che sia perché si sente un improvvisatore.

(1 marzo 2001)




Il glamour di Raffaella la presunzione di Japino
L'aggressione di Staffelli? Io sto con i Sottotono. Fiorello: "L'Anarchista della serata"

La giornata di ieri è iniziata in sala stampa. I discografici sono molto preoccupati che incontri e parli con i giornalisti, così quando mi avvicino a uno di loro, magari perché è un amico, arrivano in massa e mi portano via come se avessi degli impegni improrogabili... Però ieri ho fatto l'intervista con Mollica. Mi ha parlato di Asia, di com'è brava e poi ha detto di apprezzare molto la mia cravatta Regimental. Anche lui ne ha di molto belle, mi ha spiegato. Gli ho proposto uno speciale cravatte in cui mostriamo la mia e la sua collezione.

Comunque ieri c'è stata la rissa in sala stampa. Ci tengo a dire che i Sottotono sono innocenti. Non hanno alzato una mano, loro volevano solo raggiungere l'ascensore, solo che quando la gente t'insegue, e lo fa per giorni, ti si piazza davanti e assume comportamenti fascistelli, si può anche reagire male. Sono contro la violenza, ma non posso biasimare Marco Contorti che ha sputato.

Nel resto della giornata ho continuato a fare miliardi d'interviste, in tutte ho sempre difeso la Carrà. Anche per il suo fare glamour, a noi così caro. Japino invece non l'ho difeso. Ha un atteggiamento presuntuoso e la presunzione è indice di ignoranza. Non so che dire. Ieri poi le prove non ce l'ha fatte fare, nonostante la nostra richiesta. E infatti ha sbagliato di nuovo tutti i tempi delle inquadrature.

Ieri è arrivata mia mamma per vedere la nostra esibizione. Le ho fatto cucire i famosi pantaloni rotti dietro. Nei rari momenti liberi, quelli in cui non faccio l'inviato, continuo a programmare musica e canzoni con il mio portatile. A Sanremo ieri ha fatto molto caldo. E' stata la sola giornata calda e con il sole fino a ora. Sarei voluto andare volentieri a comprare un DVD nuovo, perché quello di Clint Eastwood ormai l'ho consumato, ma non c'è stato tempo. Abbiamo passato molto tempo al trucco. Ieri avevamo un trucco molto Life-On-Mars e non abbiamo nemmeno fatto in tempo a mangiare. Dopo il trucco siamo andati via e ci siamo messi ad ascoltare i Nine Inch Nails soprattutto la track due dell'album Fragile. Ma poi siamo dovuti rientrare nel backstage. Lì abbiamo incontrato il padre/manager dei Gazosa. Ci ha detto che dopo la foto fatta insieme a noi in cui gli avevamo fatto fare il gesto "I Love U" con la mano, loro ci avrebbero ringraziato per tutta la vita.

Ieri il maestro Carlo Carcano si è disegnato un cuore sulla mano per la trasmissione. Trovo che ogni giorno abbia un'idea sempre più bella. Mentre stavamo per andare in onda ho visto in tele su Striscia credo, la mia imitazione. La faceva un vecchietto, era identico e mi ha fatto molto ridere, era uguale a tal punto che mi ha fatto pensare che anche io devo essere comico, e forse è vero. In fondo cosa c'è di più comico del dramma? Che cosa fa più ridere di un abbacchio squartato e appeso in una macelleria grondante di sangue? Niente...

Prima della nostra esibizione ho incontrato Fiorello che ancora doveva entrare. Mi ha fatto sentire le sue mani sudate. Io le avevo completamente asciutte. Sbadigliavo. "Certo che hai del sangue freddo!", mi ha detto lui. "Non ho sangue", ho risposto. Fiorello mi ha detto che avrebbe voluto presentarci lui, che siamo molto bravi ma aggiunto anche che gli autori non glielo avrebbero mai permesso, che non sarebbe stato giusto per gli altri artisti. Ma poi l'ha fatto lo stesso. Per cui vorrei dargli il premio "Anarchista della serata". Mentre Fiorello era in scena e cantava, noi abbiamo cercato come al solito di fumare di nascosto sotto il palco, prima o poi saremo costretti a fare il numero degli zampognari, ci dicono gli autori che "risulteremmo più simpatici" se lo facessimo.

Mentre aspettavamo ho cantato il suo pezzo con Britti e gli ho chiesto se mi insegnava gli accordi. Lui mi ha spiegato che non dovevo cantarlo alla Baglioni ma alla Nick Drake. Sussurrando con un filo di voce e cercando di non urlare. Come fa lui quando alla fine abbassa la voce. Devo dire che apprezzo molto quella parte.
Comunque appena abbiamo suonato, siamo scesi dal palco e ho incontrato Peppino di Capri. Mi ha salutato alzando il dito medio. Ormai ogni volta che mi vede mi saluta con il dito medio alzato. Credo che pensi di essere accettato se fa così. Volevo dire che penso comunque sia un uomo elegante.

Dopo la performance ho sentito Asia. Lei è sempre la prima che sento dopo aver suonato. Era contenta. Asia arriverà sabato mattina. Non vedo l'ora di vederla e di vedere a che punto è la nostra bambina. Mentre leggevano le classifiche noi eravamo a cena e neanche mia mamma le ha viste. Era andata in bagno in segno di protesta. Anche la mamma di Livio era preoccupata per il nostro penultimo posto. Abbiamo dovuto faticare per spiegare la differenza fra la classifica della giuria di qualità sanremese e la vita. Il penultimo posto va benissimo, è un buon segno. Però la giuria di qualità mi delude molto, c'è molta poca qualità e, a parte il vecchio Gino, nessun altro può essere considerato musicista. Sono certo però che Veronesi abbia votato per noi, lo so perché ha fatto fare a Bowie la parte del cattivo in un suo film, Il mio West, credo. Io però sono uscito quando muore Bowie e non ho mai visto la fine.

Ieri ho mangiato carciofi e gamberi. Sono tornato al pesce, anche se una volta tolti i gusci, i gamberi non ci sono. Alla fine siamo andati nell'unico locale che mette la musica, uno che c'è in piazzetta, abbiamo ricevuto i complimenti dei giovani e allora abbiamo chiesto al dj di mettere Back in Black degli Ac/Dc e alla fine, frastornati e contenti siamo andati a dormire.

La gara comunque non l'ho vista ma approfitto per dire che Sergio Bardotti, grande autore di musica degli anni Sessanta e responsabile della parte musicale del Festival, è una grande persona. Se fosse per lui, vinceremmo.

Novità di oggi:

Parallelismi cinematografici: Se Elisa = Matrix allora Quintorigo = Ecce Bombo. Se Britti = Tutta colpa del Paradiso allora Eminem = La città degli Angeli. Se Sottotono = Ogni maledetta domenica allora Giorgia = Al di là dei sogni. Se Concato = Io ballo da sola allora Bluvertigo = Strade perdute.

Disco consigliato del giorno: Future Days dei CAN.

Sogno del giorno: Non c'è stato. Marzullo che canta il nostro pezzo, comunque.

Bontà del giorno: Gino Castaldo che ha detto fascisti a quelli di Striscia. Massimo rispetto.

Cattiveria del giorno: Tutte le cose che poi ha detto Antonio Ricci.

Gaffe del giorno: Più che una gaffe si tratta di un grossolano errore. Durante la trasmissione "Uno Mattina", ho detto "tumulazione" al posto di "tumefazione". Loro hanno creduto di capire ugualmente.

Consiglio a Japino del giorno: ALLORA: 1) INQUADRARE, NELL'ORDINE, ANDY, LIVIO E SERGIO NEL PUNTO IN CUI FACCIO IL CAMBIO DI STRUMENTI. 2) CONTINUARE FINCHE' SERGIO NON FA IL COLPO DI RULLANTE CHE CHIAMA IL PONTE DEL PEZZO. 3) A QUEL PUNTO ALLARGARE, ZOOM OUT, FINO A INQUADRARE IL CANTANTE.

Versi del giorno: "Qualunque mio moto nobile, sincero, è qui in questo stagno soffocato, anzi dalla forza stessa delle circostanze reso e dimostrato inutile, superfluo, oltre che (ovvero epperò) vergognoso; e resa del tutto inutile l'intelligenza; e qualunque accendersi di sensi generosi, qualunque fremere e prorompere verso ciò che più importa sono spenti neppur dallo scherno, neppure dall'indifferenza, ma da non so che sordida logica dei fatti o dei falsi fatti, delle spregevoli apparenze". (Tommaso Landolfi; Rien va)

PS: E' arrivato Petrosino. Le nubi si oscurano. Il cielo trema. E gli stormi scappano gridando... è arrivato Petrosino!

(2 marzo 2001)




Il mio strip tease in chat e la diretta con Ambra Cadambra
Giornata di foto: mi hanno scambiato per Banderas. Vorrei inventare un testo per Zarrillo...

SANREMO - La sveglia di ieri è stata particolarmente scioccante. Mi sono alzato già stanco. Avevo il battito cardiaco accelerato. La prima cosa che ho dovuto affrontare sono stati i fotografi. Bisognava fare i servizi. In splendide location, come sui divani della hall dell'albergo. Ma eravamo tutti stanchi e non siamo stati per niente simpatici. Infatti un fotografo verso la fine ha chiesto se il cantante dovesse ancora arrivare. Ma poi ho visto lui. Il capo dei fotografi del mondo. Rino Petrosino. Era abbronzatissimo, vestito di tutto punto in coutume national, mi ha chiesto di andarmi a cambiare e di vestirmi anche io in coutume national. Aveva capito che avevo addosso jeans di Gucci. Mi sono andato a cambiare. Qualche tempo fa avevo fatto un servizio con lui per TV, Sorrisi e Canzoni.

Segue un elenco dei metodi di Petrosino:
Alla truccatrice: "Guarda in macchina vigliacca"
A un discografico: "Zitto merda"
A noi: "Vi odio porco..."
A noi alla fine: "Mi avete rotto i coglioni"
Poi però è andato al computer e abbiamo guardato insieme le foto per sceglierle. Da cui si deduce che è comunque un tipo disponibile. Ieri ci ha aspettato perché voleva fare il servizio mentre ci truccavamo. Così nell'attesa gli ho fatto vedere un libro che avevo con me di Roy Stewart, è un libro di fotografie erotiche, tipo (Helmut) Newton. Lui non riusciva a capire chi copiasse chi, ma poi ha detto: "questo fotografo non odia le donne. A differenza del solito". Comunque il nostro servizio è andato bene e alla fine gli ho chiesto "ma quando ci fai delle foto vere?". "Chiamate un altro", ha risposto lui, franco.

Poi siamo andati via e abbiamo iniziato la gita nella corriera dei Bluvertigo. Questo prima dello scisma: io e Sergio da una parte e Livio con Andy da un'altra. Dopo poco però siamo arrivati tutti in un albergo, siccome pioveva mi ero completamente coperto la faccia con il maglione. Quando sono entrato quindi non mi ha riconosciuto nessuno e i fans-di-tutti che erano all'entrata hanno cominciato a gridare perché pensavano fossi il superospite straniero. Mi sa Banderas. Definirei questo momento della giornata: Bel Fagotto.

A causa del Pernod poi è cominciato un pomeriggio di follia. Durante un'intervista abbiamo risposto alle domande facendo roteare degli ombrelli. Durante la chat con Kataweb, ci siamo spogliati in diretta. Poi siamo andati a Radio Due dove c'era Ambra Angiolini che però sembrava molto intimorita. Gli ho chiesto se nessuno le avesse mai detto Ambra Cadambra. Non ha risposto. Allora ho chiesto: "Cara Ambra, cadrà la Carrà?" e lei ha detto "Carrambra!". La prima domanda che ci ha fatto in trasmissione è stata perché siete qui. Ho risposto "per divertirci. Vero che anche voi vi state divertendo?". A quel punto tutti hanno guardato il pubblico per capire che le facce della gente erano quelle o di una messa o di una riunione condominiale.

Poi è ripreso lo scisma. Abbiamo cercato di farci arrestare, ma invano. Non riuscivamo a capire come fare per attirare l'attenzione di Gino Castaldo. Abbiamo cercato di farci censurare. Avevamo anche pensato di dormire alla stazione o di fingerci guardoni per quelli di Striscia. I discografici però non erano d'accordo. Improvvisamente mentre ero incolonnato nel traffico di una delle sette vie, un taxi si è affiancato: "VAI! GRANDE MORGAN!". Io gli ho passato la canna che stavo fumando, lui l'ha presa e l'ha fumata e se la ricorderà per tutta la vita.

Invano, avevo in tasca un bocchino indiano che ho pagato 180 mila lire e che non è servito né a Carcano per dirigere l'orchestra né a me per essere charmant. Anche perché Asia me l'ha sempre sconsigliato. Volevo dire che il resto dei miei accessori sono tutti di Loredana Bertè: la cintura col teschio che avevo la seconda sera, gli occhiali a quadri che ho messo spesso davanti a Peppino Di Capri e la cintura borchiata del primo giorno.

In prima serata ci siamo riuniti e lo scisma è finito. Nella corriera Bluvertigo abbiamo ascoltato un compilation di Andy che conteneva Boy George, Arcadia, Prince, King e altro. Pensiero: qui sono tutti completamente pazzi. Il delirio è generalizzato e, come il protagonista di un romanzo di formazione, io sono l'unico sano. Segue classifica categoria pazzi: 1)Personaggi televisivi in generale 2)Giornalisti 3)I Big 4)I Giovani 5)Discografici 6)Paparazzi 7)I Fans-di-tutti.

Sono tutti pazzi, tranne me, solo che non lo ammettono e questo li rende un serio pericolo. Tutti guardano la televisione, sono ipnotizzati dalla tv e vanno in giro per le strade ipnotizzati. Tutti tranne me. Nessuno dice quello che pensa veramente. Penso che nessuno pensi. Tranne me.

Poi siamo arrivati in un albergo arredato tipo giungla. Andy ha fatto un'intervista a un'intervistatrice e lei gli ha detto che eravamo diversi dagli altri perché eravamo stati i soli a non averle guardato le tette. Andy allora ha cominciato a filmare le tette. Poi ha incontrato Milly D'Abbraccio e le ha toccato il ventre e baciato le tette. Subito dopo siamo tornati nel nostro albergo dove ho cambiato stanza, dalla 120 sono salito ai piani alti e ho occupato la 425, la Junior Sweet, per accogliere in maniera più degna la mia consorte, cosa che avevo preteso dall'inizio. La camera è stata tolta al signor Di Dio. Il maestro Carcano quando ha saputo mi ha chiesto: "Chii?! R-Ronnie... J-James ...D-Dio...?". No. Di Dio l'avvocato della Sony.

Nella nuova camera tutti i miei capi d'abbigliamento (compresi i capi spalla e tutti gli accessori vintage) li hanno spostati Andrea Gatto, detto Il Gatto e Mirko Veronesi, detto Il Babbo. Una volta entrato ho acceso la tv per vedere FINALMENTE il Festival. In quel momento mi ha chiamato mia mamma e mi ha detto che era appena successo un fatto gravissimo. E io ovviamente mi ero perso anche quello. Mi chiede se avevo presente quel giovane che assomiglia a Lucio Battisti. Poi mi spiega che deve avere avuto un raptus in diretta, che ha spaccato la chitarra e hanno dovuto portarlo via. Forse per imitare un famoso chitarrista. Le chiedo: "Chi, Jimi Hendrix?". "No quello dei Placebo", dice lei. Dopo un minuto mi ha chiamato il direttore generale della Sony, Fabrizio Intra che sosteneva fosse invece Brian Molko, e ne ero certo anche io. Comunque non volevo dar peso alla cosa e così ho raggiunto gli altri al ristorante, sono arrivato in ritardo e chi ho trovato? Quella gentile compagnia di hooligan capitanata da Molko, che aveva in mano un disco dei Bluvertigo.

E' caduto in ginocchio. Lui ogni tanto cade, non si capisce se per reale stanchezza o se cade così. Comunque ogni volta che cade, i discografici lo rialzano. Forse è una specie un rito. Poi il batterista dei Placebo durante la cena, mi ha passato le mani tra i capelli, i miei amici non riuscivano a spiegarsi come mai e io non capivo cosa mi stesse dicendo lui nel frattempo. Aveva la lingua felpata. Gli ho offerto un brandy del '56. "No grazie, bevi tu il mio vino" mi ha detto lui. Brian Molko poi ha mandato via una giornalista. Fuckin' away, le ha urlato. Poi un secondo dopo le ha chiesto scusa, dal profondo del cuore, ma poi le ha di nuovo urlato Fuckin' away, e subito le ha chiesto scusa di nuovo. L'ha fatto per tre, quattro volte. Mi sembrava il "Mostro di Düsseldorf" che nella scena finale del film descrive i motivi per cui uccide dicendo: "Non posso. Devo." e "Non posso. Devo. Non voglio. Devo". E così via dicendo.

Andy intanto era andato a chiedere un autografo a Maria Giovanna Elmi che è un suo mito di gioventù. Ma lei era stanca, aveva passato troppo tempo accanto all'acquario. Durante la cena abbiamo parlato del fatto che a questo Festival ci sono stati solo due ospiti internazionali musicisti, Placebo e Moby e che gli altri sono stati attori, cabarettisti e animatori turistici. Continuo a rimpiangere i Sanremo degli anni Ottanta (vedi diari precedenti), quelli in cui si organizzavano camion di superospiti, dai Kiss a Peter Gabriel, Paul McCartney o Depeche Mode... E abbiamo parlato dell'elemento disturbante nella musica. Che non c'è. Forse neanche nella nostra.

Disco consigliato del giorno: Tin Drum dei Japan.

Sogno del giorno: Il nostro direttore Carcano cerca di far capire il ritmo agli orchestrali e li mette tutti in piedi a ballare. Poi però un violoncellista si ribella ma viene subito placcato dai Sottotono che gli gridano fascista.

Bontà del giorno: Il Festival è proprio un'operazione sperimentale, troppo alta artisticamente. E' pura avanguardia, talmente fedele ai programmi televisivi che averlo fatto, è stato un puro azzardo.

Cattiveria del giorno: Inventare un potenziale testo di Zarrillo. Ieri mentre stavamo nel backstage di una trasmissione radiofonica, si sentivano le note della sua canzone. Lui intanto era sul palco di questa trasmissione di Ambra e stava cantando in playback. Io mi sono messo ad inventare sulle note, parole vuote. Quando sono rimasto senza, si sono sentite due o tre parole sue. In quel momento, un importante giornalista ha riso di gusto.

Gaffe del giorno: In tutta fretta una signora ieri mi ha chiesto di fare una foto con lei. Indossava una pelliccia di visone lunga fino ai piedi. Io le ho detto se potevamo mimare un casché. La signora credo avesse almeno ottanta anni. Da dietro ho sentito Andy dirmi "Okkio..."

Consiglio a Japino del giorno: 1) Vedi diario di ieri. 2)Cambia mestiere. Potresti farlo con dignità.

Versi del giorno: "We are dead". (George Orwell)

Epilogo: CHI NON HA APPREZZATO QUELLO CHE ABBIAMO FATTO E NON HA PENSATO CHE TUTTO IL RESTO E' PERFETTAMENTE INUTILE, O E' UN LADRO O E' UNA SPIA, O E' VECCHIO DENTRO, O NON E' UNA PERSONA SENSIBILE, O HA DEI GUSTI DI MERDA, O NON SI E' MAI DIVERTITO NELLA VITA, O PICCHIA LE DONNE, O HA INTENZIONE DI VOTARE BERLUSCONI, O NEGLI ANNI SETTANTA TIRAVA LE MOLOTOV E ORA E' UN DIRIGENTE, O E' UN POTENZIALE MEMBRO DELLA GIURIA DI QUALITA', O E' UN MUSICISTA FRUSTRATO, O E' STONATO, O NON HA IL SENSO DELLA MUSICA, O GLI SONO SIMPATICI NICK CAVE E VAN MORRISON, O E' UN BUGIARDO E NON DICE NEANCHE A SE STESSO CHE PENSA, O TUTTE QUESTE COSE CONTEMPORANEAMENTE. A LUI DIRO': NON PREOCCUPARTI; E' VERO, TI ODIO. MA NON TI SOPPRIMERO'. ANCHE TU UN GIORNO MI POTRAI TORNARE UTILE.

(3 marzo 2001)


Marco "Morgan" Castoldi

Fonte: www.repubblica.it

 

 

Il sito Prospettiva Bluvertigo ha inoltre ripescato dall'oblio un altro diario sanremese dei Bluvertigo, "Ammessi e sconnessi", nel quale la band e Carlo Carcano raccontano l'avventura al Festival ai lettori della Stampa.

 


Torino Sette, supplemento de La Stampa, 21 aprile 2000



Nei giorni dell'ultimo festival di Sanremo ho dovuto fare, con i Bluvertigo, una capatina nella citta' dei fiori per promuovere il nuovo singolo Sono=Sono nella rassegna Sanremo Rock. Era un operazione meramente commerciale, una performance di playback (la funzione del tanto demonizzato playback e' per me analoga a quella dei clips: il gruppo fa presenza sul palco, la base riproduce il lavoro fatto in studio, se il gruppo e' simpatico ironizza e coglie l'occasione per provocare un po'). La nostra tivu' generalista detesta la musica (si notino gli orari impossibili dei pochi programmi musicali) poiche', badando solo agli indici di ascolto, preferisce tette, culi, improbabili presentatori. In alcune occasioni si assiste a importanti rassegne, riprese dalla tv, non sempre trasmesse, di musica dal vivo in cui puntualmente quasi tutto va storto, specie per la qualita' dell'audio. Ad esempio: la voce e' inudibile / la voce e' troppo alta / la chitarra rimane chiusa per tre pezzi / i cantanti hanno problemi sul palco e stonano / viene fatto un sound check di dieci minuti e misteriosamente al momento dello show niente piu' corrisponde a cio' che si era provato / il quinto pezzo viene deliberatamente sfumato ed ecco sopraggiungere la pubblicita', etc ... Arrivato a casa mi guardo, videoregistrato da mia madre, mi faccio pena e dico: "Mai piu' baracconate come questa". Ma cosa abbiamo in alternativa al playback, allo scadente live o alla fredda reiterazione dei clips? L'unico evento che pari attiri la massiccia attenzione dei piu' e' Sanremo, che sembra non avere problemi di budget o di ascolti e io penso che fino ad oggi non sia stato sfruttato per far si' che la musica leggera evolva, al contrario. Guardandolo in tv si ha l'impressione di essere di fronte ad un'emittente turca. In fondo noi, in America, stiamo negli scaffali della musica etnica. E questa parola e' piena di nobilta' quando qualifica un disco di De Andre', e di sprezzo se associata a Morandi. Quasi tutti i giornalisti-servitori hanno scritto che la presenza di Gazze' o dei Subsonica o della Consoli faceva di questo un festival migliore, cosa che credo inesatta: e' come se non facessero media, al limite il festival se ne serve, e se ne fa vanto, li utilizza per essere meno attaccabile, rimanendo un indenne monolite della cultura bassissima, del grottesco, dell'inganno. Nonostante la maggior parte delle persone che conosco lo guardino per deriderlo, esso persevera con le sue tematiche dell'amore con la a minuscola, quello piu' banale, quello di superficie, e, neanche a dirlo, quello raggiunto. (Mi chiedo se sia l'unico tema che siamo in grado di affrontare in questi testi strillati, offrendoci l'esistenza un'immensita' di argomenti). A chi a questo punto mi accusera' di presunzione io chiedero' se e' piu' presuntuoso per il bambino sostenere che il re e' nudo o per il re l'esserlo. La musica e' fuori dal festival, dalle radio, dalla televisione, forse addirittura dall'atmosfera. Qualcuno diceva "la musica e' stanca", altri "la musica e' al di la', e' metafisica", la questione e' che noi continueremmo ad annoiarla finche' le saremo cosi' poco riconoscenti.

Marco "Morgan" Castoldi 

 


La Stampa, 11 Febbraio 2000



Un intrattenimento piu' gradevole rispetto alla normale proposta della televisione italiana. Questo per me e' il Festival di Sanremo. A parte il fatto che basta la presenza della musica a farmi sentire meglio, la musica in TV - specialmente in Italia - fa ridere. Tanto e' vero che Paolo Conte, Franco Battiato, Ivano Fossati in televisione non ci vanno. E' come e quando Fabio Fazio parla della qualita' dei suoi programmi. Diciamo che da lui si vede meno spazzatura che negli altri programmi, ma che comunque di spazzatura si tratta. La musica in TV, diciamolo chiaro, viene vissuta come il varieta' e quindi viene spesso relegata in orari impossibili. L'unica eccezione e' il Festival di Sanremo, anche se li' vige la banalita' del nazional-popolare. Piu' e' banale e piu' e' vincente e allora via con le canzonette e sotto a chi tocca. Faccio un esempio. L'anno scorso ho portato a Sanremo un gruppo nel quale credo molto. Si chiamano SoErba. Ebbene il testo era molto importante e le cose che i due ragazzi dicevano avevano a che fare con la lingua italiana e con il suo sviluppo. Ebbene, sono stati snobbati da tutti, nessuno li ha capiti, o ne ha capito l'essenza. Quest'anno parteciperanno i Subsonica che sono dei miei amici che fanno dell'ottima ricerca musicale. Spero che anche a loro non accada cio' che e' successo ai SoErba, sarebbe un peccato.

Marco "Morgan" Castoldi 

 


Torino Sette, supplemento de La Stampa, 21 ottobre 1999



Mi chiedono di scrivere trenta righe per 'Torino sette', e io per farlo aspetto imprudente la sera prima della consegna. Ultimamente mi si invita a tavoli, salotti, reading e altro ancora che si addica alla mia indole oratoria e dialettica, alla mia vis polemica. Ammetto di aver alcune opinioni su certi argomenti, ma non vorrei mai indossare i panni di quello che va volentieri al Costanzo show per ansia di presenzialismo, quindi trovo spesso faticoso il salire su un palchetto tipo conferenza, senza strumenti, e mettermi ad operare chissà quale divulgazione. Non è detto che si debba sempre e per forza avere qualcosa da dire su tutto: anzi, a volte si è più attratti dai silenzi, dagli errori( se l'esistenza che più mi sta a cuore fosse quella del problema?). Detesto per altro i cantanti che non vedono l'ora di sfruttare avvenimenti di cronaca o di attualità per le loro operazioni a sfondo benefico, propinando retoriche banalità inefficienti. Chi deve suonare, suoni. Quando abbatterono il muro di Berlino, Rostropovith uscì di casa col suo violoncello e si mise a suonare accanto alle rovine, davanti ad un manipolo di ascoltatori e consumò la sua preghiera. Intendo dire che quando i Bluvertigo incontreranno gli studenti al Salone della Musica non vorranno fare la parte di quelli che grazie alla popolarità sono autorizzati ad esprimere opinioni; vorranno piuttosto loro sapere qualcosa dai ragazzi a proposito del sistema scolastico, di quello della comunicazione e dell'informazione in modo da servire realmente come cassa di risonanza. Il ministero della pubblica istruzione mi ha interpellato recentemente come "Testimone privilegiato" in merito ad un recente sondaggio, in cui i risultati dovrebbero dare una nuova direzione al sistema educativo. Insieme a me Pavarotti, dei vescovi, altri cantanti... Penso che sapendo loro perfettamente cosa c'è che non va, potrebbero evitare di spendere somme inutili in ricerche oziose e apportare direttamente le modifiche. Rischio di entrare a far parte di quei meccanismi burocratici che ho sempre combattuto. Ed è facile, data la pressione, cadere in certe insidiose trame, per stanchezza, per distrazione, per caduta di ideali. Se solo avessi potuto avere certe occasioni quando cantavamo Iodio, quando la voce era più potente, la motivazione più viva nell'ingenuità... Oggi, forse più disincantato e più professionista, sto molto attento a non perdere integrità ma ciò richiede lavoro, attenzione e consapevolezza. "Poter migliorare peggiorando" è un verso di Zero, una nostra nuova canzone che vorrebbe legittimare la vita nella sua paradossalità, nella contraddizione e contrapposizione e contrapporla a certi modelli di ottusa coerenza. Immaginarsi un popolo costruito da individui che affermano "Io è un altro". La Crisi è il pezzo dei Bluvertigo che in questo periodo si sente alla radio, e per crisi si intenda (nel senso greco del termine) quel momento fondamentale in cui si è costretti a operare una scelta, a dare quindi un giudizio, sopravvivendo a una lotta che, quando superata, si trasforma in un evento risolutivo. Questo è l'essere critici. Ecco perchè forse bisognerebbe incitare le persone ad andare in crisi anzichè accecarle con i fari dell'ottimismo. Talvolta credo realmente che il maestro sia colui che impara, che la democrazia sia un tranello, che capiti di dover tacere per essere ascoltati; e anche se i ribaltamenti non sempre riescono, proprio come tentativi di fuga, sono comunque ben accetti.

Marco "Morgan" Castoldi 

 

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