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Ricordi, commenti, valutazioni di artisti e critici (in ordine alfabetico)

Non sono riportate recensioni e critiche agli ALBUM, che potete invece trovare QUI

ALBERTAZZI, GIORGIO  attore

ANDY (Andrea Fumagalli) musicista, cantante, pittore (Bluvertigo)

ANTONELLI, GIUSEPPE  linguista

ARISA (Rosalba Pippa) cantante

BALLABIO, LUCIANO scrittore, formatore, violinista

BARTOLETTI, MARINO giornalista

BATTIATO,  FRANCO cantautore

BATTISTA, LELE/LA SINTESI cantautore (ex La Sintesi)

BECCUCCI, MATTEO cantante

BENNATO, EDOARDO cantautore

BENVEGNU' , PAOLO cantautore (ex Scisma)

BERTONCELLI , RICCARDO critico musicale

BIANCONI , FRANCESCO cantautore (Baustelle)

BYRNE, DAVID musicista, cantautore, pittore (ex Talking Heads)

CAMAGNA, MAURIZIO  fonico, fotografo

CAMISASCA, JURY  cantautore

CARCANO, CARLO  compositore, direttore d'orchestra

CARUSINO, MARCO  chitarrista, cantante (I Cosi, Le Sagome)

CASALE, GIULIO scrittore, musicista e attore

CASALE,  ROSSANA  cantante

CINTI, FABIO  cantautore

CONSOLI, CARMEN cantautrice

CRISTICCHI, SIMONE cantautore

CUTUGNO, TOTO cantautore

DE FRANCESCO, PAOLO grafico

DONA', CRISTINA   cantautrice

DONAGGIO, PINO compositore, cantante

DIPOLLINA, ANTONIO giornalista, critico televisivo

ELIO (Stefano Belisari) musicista, cantante (Elio e le Storie Tese)

ELISA (Elisa Toffoli) cantautrice

ESPOSITO, TONY  musicista

FIORELLA, DAMIANO cantautore

FOSSATI, IVANO cantautore

GABRIELLI, ENRICO  compositore, polistrumentista (Afterhours, Le Sagome, Mariposa, Calibro 35)

GIOVANARDI, MAURO ERMANNO cantautore (ex La crus)

GRANDI, IRENE cantante

LA BIANCA, ERMANNO giornalista musicale  con SERGIO BARDOTTI paroliere, autore televisivo, produttore

LINUS (Pasquale Di Molfetta)  conduttore radiofonico/televisivo, direttore RadioDeejay, DeejayTV, Radio Capital

LOMBROSO (Agostino Nascimbeni, Dario Ciffo)

LOPRIENO, GIACOMO direttore d'orchestra

MAGGIO, ANTONIO cantante, musicista, ex Aram Quartet

MAO (Mauro Gurlino) cantautore

MAZZOLA, GIANMARIO JIMMY  cantautore

MINA (Mina Anna Mazzini) cantante

MINISTRI (Davide "Divi” Autelitano e Federico Dragogna)

NOEMI (Veronica Scoppelliti) cantante

PAGANI, MAURO  cantautore, compositore, polistrumentista (PFM, Fabrizio De Andrè,...)

PEDRINI, OMAR chitarrista, cantautore, conduttore televisivo (ex Timoria)

PRAVO, PATTY (Nicoletta Strambelli) cantante

RUBINO, SILVANO  con LUCIA CAMERINI giornalisti (bielle.org)

RUGGERI, ENRICO cantautore

SILVER (Silvio Barbieri) cantante

SUBSONICA

TRECCANI.IT (Lingua italiana/Speciali)

URBANI LUCA/SOERBA  cantautore (ex Soerba)

VAN DE SFROOS, DAVIDE (Davide Bernasconi) cantautore

VENDITTI, ANTONELLO cantautore

VIT, DANIELE cantante

VOLO, FABIO (Fabio Bonetti) autore, conduttore radiotelevisivo, scrittore

XEFTERIS, FRANCESCA "SOFIA" cantante (Greenwich)

ZAGGIA, MATTEO "ZAGE" musicista (Mu Project)

 

GIORGIO ALBERTAZZI attore

Donna Moderna, marzo 2009 tvblog.it

“Con lui, vestito da stralunato gentiluomo del Settecento, vorrei fare un programma televisivo di letture, una gara di poesia adattata ai nostri tempi. Questo è un invito ufficiale: chissà, magari ci sta. Morgan è la vera forza di X Factor: un personaggio teatrale, una maschera, un vero artista”.

 

ANDY (ANDREA FUMAGALLI) musicista, cantante, pittore (Bluvertigo)

28/07/2011 immobilia-re.eu

(...) Mi risponde divertito "È strano, sembra quasi di baciare un uovo."
"Un uovo? Un uomo, volevi dire" gli rispondo.
"No, no. Volevo dire un uovo, mi fa troppo ridere l’idea di baciare un uovo. Che ci sarebbe di strano a baciare un uomo, a chi piace naturalmente, io l’ho fatto una volta ed ero ubriaco, ma giusto per scherzo". Ride. "Sì ma l’hai anche cantato" insisto, senza sapere che quella canzone – forse – l’ha cantata sì Andrea Fumagalli all’epoca dei Bluvertigo, ma il testo è di Morgan con qualche intervento di Andy. "Infatti" prosegue "Quella era un’idea di Morgan, che basa la sua vita sulle supercazzole. Voleva dare quest’aura di bisessualità, a me poi! Lui è spietato e cattivo dentro, un bambino frustrato che se può fare dei tranelli agli amici li fa, è la sua natura. Poi era il momento del bacio tra lui e Andrea Pezzi con la gamba alzata… alla fine esausto ho detto sì e ho cantato uomo con la emme".

 

GIUSEPPE ANTONELLI linguista

14/02/2010 ansa.it

Testo Morgan il piu' elegante, parola di linguista

Giuseppe Antonelli esamina canzoni, 'non circola aria nuova'

ROMA - "Un piccolo rimpianto, il testo di Morgan era, a leggerlo, il più elegante": così il linguista Giuseppe Antonelli riscatta l'ex Bluvertigo escluso da Sanremo dopo l'intervista in cui ha confessato di far uso di cocaina come antidepressivo. Antonelli, autore del libro 'Ma cosa vuoi che sia una canzone - Mezzo secolo di italiano cantato' si è preso la briga di studiare i testi in gara al Festival e ha pubblicato la disamina sul sito della sua casa editrice, Il Mulino.

Nel paragrafo, dal titolo suggestivo 'Canto d'incanto (forzatamente accantonato)', Antonelli spiega che l'eleganza del testo di Morgan sta "nelle sue figure di suono un po' dannunziane (mentre un raggio di luna rifrange / sulla pioggia che piange); nei vaghi e suggestivi plurali poetici (monti, genti, campi, orizzonti); nel richiamo a distanza tra l'incanto (E d'incanto l'identico istinto ci coglie) e il canto (E del tormento allora ci faremo un canto)".

 

ARISA (ROSALBA PIPPA) cantante

Il Tempo 28/07/2011 iltempo.it

Morgan possiede l’X Factor. È qualcosa che non si riesce a spiegare ma che attira l’attenzione anche quando si ordina semplicemente un caffè al bar.

 

LUCIANO BALLABIO scrittore, formatore, violinista Orchestra amatoriale "La Verdi per tutti" di Milano

Luciano Ballabio, Giorgio Fabbri, Francesco Senese, Come un'Orchestra - Fare musica insieme per crescere insieme, Franco Angeli Edizioni, 2010 lucianoballabio.org

 

MARINO BARTOLETTI giornalista

"Se... a casa di Paola", Rai Uno 25/01/2011 rai.tv

trascrizione: (...) una cosa da dire a Morgan, che è una persona che stimo. (...) di cantare di più e di parlare di meno, perché ogni volta che parla e fa delle interviste fa dei danni a se stesso; è un grande artista, digli di prendere un pianoforte e fare quello che sa fare (…)

Io ho conosciuto Morgan prima di te (Monica Riva, ndr), ed è un ragazzo (…) di una sensibilità e di un’intelligenza superiore, oltre che un grande talento artistico.
Fermatelo, impeditegli di fare quelle interviste che gli fanno del male! Veramente, non lo deve più fare. (…) Quando uno è un esempio per altri artisti più giovani, l’anno scorso era tutor addirittura di qualcuno di loro (…) deve rendersi conto della responsabilità che ha, e contare fino a 10 e se non basta contare fino a 20 e se non basta mettere le mani su un pianoforte e fare quello che sa fare benissimo.

 

FRANCO BATTIATO cantautore

6/12/1998 "Week-in-Rock", MTV Fonte

"se si instaura un clima di complicità e di divertimento io credo che il disco poi ne risenta, anche se non è un'equazione matematica naturalmente, e così è stato per questo disco, soprattutto con Morgan e Pancaldi, i due che hanno lavorato di più, diciamo, perchè hanno suonato su tutti i pezzi e siamo stati più a lungo in sala (...) "

" Morgan è un ragazzo molto preparato, direi un musicista completo perchè ha una formazione anche classica e questo aiuta molto, perchè come diceva il proverbio "più sai, più vali" e se poi hai anche il talento, appunto come nel suo caso, il gioco è fatto"

Gioia n°18 10/05/2001 Fonte

Ha in mente progetti extra-musicali?

Mi piacerebbe girare un film come regista. Magari coinvolgendo i Bluevertigo: amo la musica che fanno, e mi trovo molto bene con loro.

Festival Gaber 24/7/2010 lastampa.it

Quando invita Battiato a tornare in scena, questi gli fa un gran complimento: "Morgan non è una fotocopia degli americani o degli inglesi, ma un cervello autonomo e fa piacere sentirlo".

 

LELE BATTISTA/LA SINTESI cantautore, ex La Sintesi

Musica!, supplemento di Repubblica del 22/7/99

La Sintesi ha avuto il coraggio di fare il nome dei Duran Duran a Morgan dei Bluvertigo nel 1995 a un concorso musicale, ed è stato amore a prima vista : una scelta comune di andare oltre l’ipocrisia di chi non riconosce alla band di Simon Le Bon e compagni il merito di aver contribuito a definire, nel bene e nel male, il pop nella decade di Michael Jackson e del Live Aid. (…)

Rockstar Agosto 1999

Essere una band, fare rock sofisticato in Italia: perle ai porci, insomma. "Non mi hanno cercato quelli della casa discografica" racconta Morgan dei Bluvertigo, che si è assunto il compito di produrre il disco. "Li tengo d'occhio da tempo. Ho sempre saputo che, se fosse stata data loro la possibilità di registrare un album, io ne sarei stato il produttore". Nessuno si aspetti dei cloni dei Bluvertigo, però. "Quello che ci lega è soprattutto l'approccio alla musica" racconta Lele Battista, frontman della band.

Rock Sound

(...) "Il lavoro fatto da Morgan è stato quello di ottimizzare la parte migliore di noi grazie alla sua esperienza. I nostri brani non sono mai stati stravolti da lui. Avevamo già prima di entrare in studio una nostra idea sugli arrangiamenti". D'altronde, l'amicizia con Morgan risale a molto prima della lavorazione al disco: "Sì, aveva già prodotto il pezzo che è finito sulla compilation di "Rock Targato Italia" che abbiamo vinto nel '97. Aveva anche prodotto i nostri primi provini ed è stato quindi facile capirsi subito."

Mucchio Selvaggio n. 364 del 14/09/1999

Lo stretto rapporto con Morgan, produttore dell'album e coautore di alcuni pezzi, potrebbe far pensare a voi come una sorta di "protetti".
G : E' vero, e infatti ogni tanto càpita di essere definiti in questo modo o di essere tacciati di suonare troppo simili ai Bluvertigo. Noi siamo convinti delle nostre scelte ed è anche per dimostrare di essere una realtà autonoma che adesso vogliamo suonare molto dal vivo, autoprodursi magari sarebbe stata la via più semplice ed economica, ma noi non eravamo assolutamente in grado di farlo. Con Morgan abbiamo instaurato sùbito un buon rapporto, e quando si è trattato di cercare un produttore abbiamo pensato che lui fosse il più adatto. Abbiamo avuto modo di svolgere insieme un ottimo lavoro di preproduzione, e alcuni pezzi sono frutto di una vera e propria collaborazione. Nero, per esempio, o anche Fine millennio

Select Mtv - 25 Novembre 1999

Nongio: diciamo, per fare ancora più Sintesi, a questo punto... Dunque, voi nascete nel '91, se non sbaglio, poi da un concorso che si chiamava Bubble Gum Rock, se non mi sbaglio, c'è stata questa improvvisata di Morgan tra la giuria... se vi va di raccontarci un po' come è andata questa collaborazione con Morgan...

Giuse: Sì, è stata proprio un'improvvisata perchè mi sembra che verso le sei del pomeriggio quello che doveva essere al suo posto sia caduto in motorino e si sia infortunato, così che lui è stato chiamato all'ultimo ed è venuto in giuria, ha assistito alla nostra esibizione e... dopo di che, è venuto nei camerini, c'è stato uno scambio di idee, a lui era piaciuta molto la nostra esibizione. E finalmente abbiamo trovato un interlocutore valido perchè soprattutto ci siamo resi conto che il contesto musicale nostro e suo era veramente affine... e questo ci ha permesso inanzitutto di coltivare un'amicizia, e poi piano piano di imbarcarci in quella che è stata poi la produzione del nostro album che ci ha visto arrivare verso la fine dell'anno scorso a produrlo insieme a lui...

Trantran 30/06/2010 trantran.net

Quanto ha influito la tua collaborazione con Morgan nel tuo percorso artistico?

Tantissimo, Morgan mi ha insegnato a muovere i primi passi in studio, ma è solo una delle tante, tantissime cose che mi ha insegnato. Anche il primo disco dei Soerba (dove Morgan era coinvolto come produttore) mi ha cambiato la vita. Quando è uscito questo disco e anche quando ho conosciuto i Bluvertigo ho scoperto un mondo assolutamente nuovo di cui mi sono innamorato, e che mi ha cambiato molto, e mi ha insegnato tanto sia a livello tecnico e di scrittura ma anche un modo diverso di osservare le cose e giocare con l’arte. Per andare sul concreto ho conosciuto Morgan a un concorso musicale in cui lui era giurato e lui, da subito, ci ha presi sotto la sua ala protettiva, in un momento dove eravamo davvero alle prime armi e inesperti nella produzione di un album e ci ha portati fino alla realizzazione del primo disco.

 

13/09/2010 indie-eye.it

(...)Passare proprio da Morgan, in questo caso, è d’obbligo. Negli anni ’90 pensavo alla scena monzese, voi La Sintesi, i Soerba e naturalmente i Bluvertigo, proprio come a una scuola, qualcosa che ora in Italia non esiste più. Si poteva pensare a questi tre gruppi come a degli affluenti del più grande fiume che era naturalmente Franco Battiato, laddove tu, Luca Urbani dei Soerba e Morgan rappresentavate l’evoluzione della scrittura di questo cantautore. Sei d’accordo? Naturale poi domandarti cosa ti rimane dell’esperienza di lavoro con chi ho appena citato e in particolare degli insegnamenti di Morgan in studio quando registraste “L’eroe romantico” che lui volle produrvi. Collaboreresti ancora con lui in futuro, se sarà possibile?


Hai ragione, per quanto riguarda quello che dicevi sulla scena di Monza. Incontrare Luca e Marco mi ha cambiato la vita. Ancora oggi penso che Luca sia uno dei migliori autori di pezzi in circolazione, anche oggi dopo dieci anni da allora lo ritengo assolutamente avanti. Lui con Battiato condivide anche una naturalezza intellettuale alta che davvero è invidiabile. Trovo anche che Luca abbia influenzato molto Marco, non solo il contrario come si potrebbe pensare. Morgan per noi La Sintesi è stato padre artisticamente, ci ha anche quasi fisicamente impedito di firmare contratti con persone sbagliate, voleva ci fidassimo di lui incondizionatamente e poi ha mantenuto la parola portandoci alla Mescal e ci ha seguito tantissimo, ci ha insegnato tantissimo nel correggere i suoni e mi ha portato a non forzare l’interpretazione quando canto. Attualmente i contatti purtroppo per varie ragioni si sono un po’ persi ma sicuramente farei ancora qualcosa con lui, amo il suo percorso solista, sono un sostenitore del suo modo anche eccessivo di lavorare, estremo come sentiamo nell’arrangiamento di La sera. É una figura importante Morgan in questo piattume generale.

Cosa succede ora, come vivi la fine del lavoro su un disco, specie dopo averci lavorato per così tanto tempo come in questo caso?


É una fase bellissima, liberatoria, dove puoi far tutto, immaginarti punk al prossimo disco e sperimentare tutto. Anche questo l’ho acquisito un po’ da Marco (Morgan n.d.a.), lui vive nel caos, si nutre di cultura, ed è un po’ quello che mi piace fare dopo aver finito con il lavoro su un disco.

 

"Invece No" (DeejayTV), prima puntata 17/11/2010

Suonare con Morgan è molto affascinante, ha un modo veramente particolare di intendere il suonare assieme; a me diverte molto, non ci sono molti schemi.
Questa cosa...io sono uno molto preciso, pensavo mi stranisse e invece mi ha stranito in positivo, penso che bisogna assolutamente seguire le sue follie musicali.

 

2/12/2010 mescalina.it

(...)  Sono grato a Battiato per quello che ha scritto, perché comunque ha migliorato un pochino anche la mia vita, così come lo hanno fatto (a proposito di altri cantautori che mi piacciono moltissimo…) De Gregori, Fossati…De Andrè mi piace un filo meno, ma rientra in questa cerchia di persone, che hanno fatto dello stimolo culturale un fondamento della loro arte. Mi piace anche Morgan per questo motivo: quando sento dire che ´Da A ad A´ è un disco difficile, mi incazzo! (ridiamo) Lo so che lo è…Però…

Mescalina: Beh, è un bene che sia difficile, in questo senso, perché può essere di stimolo…

Lele: Sì, apprezzo tantissimo questo album, perché nessuno in Italia ha il coraggio di fare un disco così! Ce ne vorrebbero 100 di ´Da A ad A´! Non capisco: la gente ha paura della poesia, della cultura? E’ allucinante, insopportabile per me!

 

24/03/2011 shiverwebzine.com

Come sono nati e perchè si sono sciolti i La Sintesi?

(...) Ad uno dei tanti concorsi a cui abbiamo partecipato, abbiamo conosciuto Morgan perchè lui era in giuria: ne è nata un’amicizia e collaborazione che si è concretizzata con la produzione del nostro primo lavoro. Fu un’esperienza bellissima perchè lui ci trasformò da un semplice “gruppettino” in una band in grado di registrare un disco. Ricordo i momenti in cui frequentavo spesso Monza con Luca Urbani e Morgan ed era un periodo molto “vivo” a livello culturale, con molti stimoli e bellezza nel comunicare. (...)

Visto che lo hai nominato (Morgan, ndr), la domanda è inevitabile. Com’è stato lavorare con lui e dal tuo punto di vista quanto è cambiato da allora?

Se devo dire la verità a me non sembra che lui sia cambiato tantissimo. Ha le stesse caratteristiche dell’artista che io ho conosciuto 15 anni fa. É sempre stato un grande provocatore a livello musicale, molto “avanti” rispetto agli altri; É innegabile che si tratta di una persona che ha fatto della propria vita un’arte. Vive continuamente alla ricerca di qualcosa di nuovo. Per questo nella fase iniziale dei suoi lavori non viene capito come si dovrebbe se non appunto da un pubblico particolarmente attento. Indubbiamente farà altri dischi che faranno discutere, che ad alcuni non piaceranno e che faranno impazzire altri. Mi ha fatto ascoltare della musica, ultimamente, completamente “assurda” che nessuno sarebbe in grado di fare in questo momento in Italia. Parlavamo l’altro giorno con Gaetano Kappa, di come lui abbia scelto i musicisti per fare “Invece no” (programma televisivo condotto da Morgan su Deejay Tv), in maniera molto oculata. Lui non voleva una band e per questo ha scelto tre persone diverse che si compensavano tra loro. Credo abbia una visione molto profetica delle cose e questo l’ho sempre visto da quando ho iniziato a lavorare con lui. Chiaramente è cambiato nell’estetica delle cose: è passato dall’elettronica alla musica cantautoriale riuscendo a stupire ogni volta che lo si ascolta. Questa sua idea del non voler provare prima dei concerti, deriva dalla sua convinzione che non provando il pezzo che alla fine si ottenga un risultato migliore. Il suo continuo ribaltare delle regole mi affascina. In un mondo in cui tutto è prevedibile, in cui non facciamo che ripetere che tutto è gia stato fatto, un atteggiamento del genere immediatamente sconvolge tutto. Lui in questo momento è il Carmelo Bene della musica, colui che non fa altro che scardinare le convinzioni degli altri.

Invece No è stato un programma quasi del tutto innovativo, perchè hanno deciso di toglierlo dal palinsesto di Deejay Tv?

Marco in quelle situazioni non può far altro che entrarci da protagonista e da regista. Mi ricordo che nella trasmissione c’era un “consulente musicale”, figura inopportuna vista la presenza di Morgan. Questo rapporto conflittuale con la televisione e con la sua struttura, era sempre più evidente. Ad esempio ricordo la puntata con ospite Edoardo Bennato. Registriamo un pezzo, magari non venuto benissimo, ma comunque emozionante nel pieno spirito della trasmissione nel quale era l’improvvisazione ad avere il suo ruolo. Il regista inspiegabilmente chiede di rifare nuovamente il brano con il totale diniego di Morgan. Per questa ragione, si tolse la giacca e risuonò il pezzo in maglietta per non dare la possibilità al regista di montare le sequenze. Inoltre aveva un modo assolutamente anarchico di gestire la trasmissione, facendo tutto il contrario di quello che gli veniva chiesto. Nonostante questo nel giro di un’ora e mezza lui riusciva a finire tutto. Fossimo stati ai tempi della televisione dove ogni volta eri costretto a rifare i pezzi, sarebbe diventato molto più macchinoso ed artefatto. A loro è mancato il coraggio di appoggiare totalmente il progetto, nonostante la reazione del pubblico è sempre stata positiva

 

Zena/Genova aprile 2011

(...) Come ti trovi a suonare dal vivo in questo tour con Morgan, in cui tu, Giorgio Mastrocola e Gaetano Cappa siete la “Luigi Tecno Band”?

Il nome è stato un’invenzione di Morgan, è consuetudine che lui trovi nomi ai progetti. Lavorare con Morgan è una delle esperienze più interessanti che possano capitare ad un musicista. Questo spirito teatrale che infonde ai suoi concerti lo avevo notato anche durante la trasmissione “Invece no” (andata in onda su Deejay Tv). Lui tiene molto alla performance, e questo a volte comporta dei rischi; si fanno poche prove e questo lasciare moltissimo al momento fa in modo che lo spettatore assista ad una cosa irripetibile in cui la bellezza della cosa è data anche dalla sua non ripetibilità. Questo può piacere o non piacere, ma l’innovazione sta proprio in questo. Morgan è sempre stato un innovatore e cerca sempre di essere un pelo avanti agli altri.

Condividete percorsi musicali affini?

Trovo che ci siano delle cose che caratterizzano il nostro percorso musicale e ci legano, ad esempio l’uso dei computer: oggi siamo abituati a sentire la musica suonata estremamente a tempo, anche perché i software che si usano permettono anche ad un musicista “stempato” di andare a tempo o ad uno stonato di essere intonato. Invece, il fatto di superare questo scoglio dell’”inquadratura” è molto stimolante, e penso che l’intento di Marco nel mettere insieme la Luigi Tecno band sia quella di sfruttare dei musicisti che sono abituati sia a suonare più strumenti che a lavorare con l’elettronica, per sperimentare ed improvvisare dal vivo.

 

MATTEO BECCUCCI cantante

Leggo, ottobre 2010 leggo.it

Essendo stato nella sua categoria, Matteo ritiene di essere in debito con Morgan: “Molto. È una persona con una interiorità profonda, una grande cultura, non solo musicale. Credo che sappia l'Inferno di Dante a memoria. Cita i versi di centinaia di poesie. È una persona che rispetta molto l'arte ma è fragile nel carattere. (...) Secondo me X Factor con lui ha perso un grande personaggio, uno che, però, forse oscurava anche gli altri”

 

EDOARDO BENNATO cantautore

"MTV Storytellers - Edoardo Bennato" 10/09/2010

Le doti di Morgan sono: la lealtà, poi lui è molto istintivo e poi è un grande musicista.

 

"Invece No" (DeejayTV), 24/11/2010

Morgan è un ragazzo innamorato della musica, vive per la musica e la fa bene anche, l’ha studiata e la fa anche d’istinto; quindi diciamo che è il musicista ideale con cui collaborare

 

PAOLO BENVEGNU' cantautore, ex Scisma

15/02/2004 rockit.it

Quindi, al momento attuale, non vedo una bella situazione per un gruppo che si accasa in una major, ma non per un discorso ideologico: semplicemente, finché le cose non cambieranno, finché nelle major non cominceranno a lavorare persone assolutamente innamorate della musica… la vedo brutta.

Ma non è gia successo in passato? A metà anni Novanta ci fu un'apertura in tal senso…

No, non c'è stata. C'è stato qualcos'altro che era più un ordine dei responsabili vendite tipo: 'cerchiamo di prenderci anche quelle 15.000-20.000 copie che vende il gruppo alternativo'. E le major hanno così messo sotto contratto alcuni gruppi, ma non c'è stata una progettualità ampia.
Al di là del fatto che la parola 'promozione' mi pare bruttissima - seconda solo alla parola 'guerra' - credo proprio che la promozione fosse fatta in maniera criticabile. Probabilmente le major non erano in grado di veicolare un certo tipo di comunicazione, di far comprendere il discorso diverso che c'era alla base di questi gruppi. Applicavano meccanicamente le loro logiche, per il mercato, per la promozione e così via… e la cosa non poteva ovviamente funzionare.
Certo é che se uno è straordinariamente bravo, e molto attrezzato a livello culturale, può tranquillamente permettersi anche di stare dentro una major. Uno così può essere Morgan, che io stimo tantissimo, perché in Italia è uno dei pochi che sta facendo delle cose diverse, senza preoccuparsi di quanto succede all'esterno, puntando alla comunicazione e riuscendo a convincere tutti. Personalmente sono contento che Marco Castoldi stia facendo la musica che sta facendo, adesso, in Italia; mentre a un gruppo io direi che difficilmente le cose importanti, vere, sentite non arrivano dove devono arrivare: perciò l'unica maniera è sviluppare al massimo il proprio modo di vivere e di essere persone vere, su cui poi costruire il musicista.

 
Musicians on 19/12/2005 succoacido.net

SA: Invece da chi vorresti farti produrre?

PB: Come suono da raggiungere non ho un produttore che prediligo,mi piace il tipo di approccio che ha Morgan, molto “leggero”; sia lui che Manuel Agnelli, in direzione diversa, stanno facendo crescere la scena italiana, non mi stancherò mai di ringraziarli.


Il cibicida, 23/12/2008 il cibicida.com


Domanda:
 Avverrà mai una collaborazione tra te e Morgan? Una specie di “Piccoli film nell’appartamento”…
Paolo: Non saprei. Non penso che possa accadere. Marco (Morgan), è molto più bravo. L’unico intellettuale in senso ampio che la musica italiana abbia in questo momento. Io al primo guado. E’ distante. Ma gradisco e sorrido nel vedere la sua schiena ondeggiare. Mentre guardo l’orizzonte.


outsidersmusica.it 2/3/2013 outsidersmusica.it

C’è un’altra cosa che mi colpì molto nell’intervista di Marco Parente, cioè il suo discorso sulla professionalizzazione della mediocrità sdoganata in larga misura dai famosi talent show che sempre più spesso vengono presenziati da artisti che vengono da un certo mondo, mi viene da pensare a Morgan per esempio. È un pericolo concreto secondo te?

È un non pericolo, abbiamo parlato di cose francamente più importanti, che pericolo è? Ognuno cerca di sbarcare il lunario come può, non è un problema. Sono d’accordo sul fatto che questo rappresenti una professionalizzazione della mediocrità o quantomeno professionalizzazione della mancanza del sacro studio, sacro sudore, sacra ricerca di sé, ma per il resto non m’interessa, facciano quello che vogliono, che problema è? E non è un problema anche se persone come Morgan che, credimi, è veramente una persona straordinaria, quando l’ho conosciuto io era così ed una parte di sé lo è ancora sicuramente, una persona di un’intelligenza, una velocità ed un talento musicale… Paul McCartney! A quei livelli! Ognuno di noi corre i suoi rischi e di lui non penso nemmeno che sia stato debole né forte, penso semplicemente che questo è per lui, io magari domani o la prima volta che sono da solo prendo l’automobile e vado contro un guardraill, la vita è questa, non è una cosa negativa! Ognuno fa delle scelte, però direi che specialmente chi suona non deve fermarsi sui talent, non te ne deve fregare un cazzo, so che ti tolgono dello spazio ma che differenza c’è? Certo la differenza è che magari devi andare a lavorare perché non puoi suonare ma in fondo, e ripeto, anche per me: che differenza c’è? Perché ad esempio io quando ho fatto il panettiere: fare il pane con le mani non è una cosa straordinaria come inventare una canzone e cantarla? Perciò va bene, 50 anni fa c’erano Buzzati e Pasolini al Corriere che facevano gli articoli di fondo, adesso c’è Severgnini, ci scandalizziamo? Posso dire che è brutto, però è così.

 

FRANCESCO BIANCONI cantautore (Baustelle)

Vanity Fair 4/12/2005 Fonte

"Gli italiani più bravi oggi sono Morgan e gli Afterhours: anzi, mi chiedo perché Morgan non faccia un altro bel disco di canzoni sue”.

 

DAVID BYRNE musicista, cantautore, pittore (ex Talking Heads)

2/04/2001 quotidiano.net
(...) ha spiegato Byrne (...) ieri a Milano, prima di offrire sul palcoscenico del Tunnel un assaggio di questa sua sesta fatica solista al fianco del bassista Paul Frazier, del batterista David Hilliard, del percussionista Mauro Refosco e di una sezione d'archi tutta italiana («che mi ha suggerito Morgan dei Bluvertigo»).

 

MAURIZIO CAMAGNA fonico, fotografo

17/02/2010 blog.camagna.it

(…) Era il 1993 (più o meno) e in quel sottoscala Alberto stava registrando il primo disco dei Bluvertigo. Il disco era teoricamente prodotto da Mauro Paoluzzi, Alberto era un suo stretto collaboratore all’epoca e il programma prevedeva le registrazioni al Grunf e i missaggi nel vicino studio di Paoluzzi. Dico teoricamente perché già allora Marco (Morgan), Andrea (Andy) e l’altro Marco (Pancaldi, il chitarrista originario, prima di Livio) erano perfettamente in grado di autoprodursi e di gestire al meglio il lavoro in studio senza direzioni artistiche esterne. Così in grado che quando ho ascoltai per la prima volta il materiale ancora non mixato decisi subito che non avrei potuto permettere che i missaggi li facesse qualcun altro. I Bluvertigo erano la cosa più simile ai Depeche Mode che mi potesse capitare tra le mani in Italia e quel disco lo dovevo missare io, punto e basta.

(...)  In combutta con Alberto preparammo una copia dei nastri e in una calda giornata estiva mi chiusi al Metropolis per mixare un pezzo a scopo dimostrativo. La scelta cadde su “I Still Love You”. Motivo? Era innanzitutto completo, con la voce definitiva (molte canzoni erano a quel punto ancora da terminare, Marco ancora oggi finisce le canzoni quando praticamente il disco è già stampato…) e, soprattutto, mi piaceva moltissimo.

Fu un successo, il risultato al di sopra delle aspettative di tutti e così il disco lo finimmo al Metropolis, riregistrando anche da capo “Complicità” che era la versione italiana di “Here Is The House” dei Depeche Mode. Fu in quell’occasione che conobbi anche Sergio, il batterista, bravissimo a risuonare il pezzo da capo sulla traccia di una batteria elettronica già programmata. Al pezzo aggiungemmo poi anche una bella introduzione suonata solo da Marco al pianoforte, improvvisata al volo contandogli in cuffia i secondi che mancavano all’inizio della base. Dovete sempre pensare che all’epoca non c’erano i ProTools a rimettere a tempo le cose e la batteria non si dovrebbe suonare dopo, ma prima degli altri strumenti… (...)

 

JURY CAMISASCA cantautore

Il gazzettino, 16/07/1999 Fonte

(…Arcano Enigma, prodotto da Battiato e registrato con la collaborazione fattiva dei Bluvertigo, nelle vesti di strumentisti di lusso)

Questo  invece è pieno di suoni più tangenziali quasi rock, con l'aiuto dei Bluvertigo, che sono molto bravi e creativi. Morgan è un ragazzo pieno di spunti interessanti, abbiamo anche lavorato sulle ritmiche e sulle chitarre.

 

CARLO CARCANO compositore, direttore d'orchestra

12/03/2009 artistsandbands.org

In ambito pop/rock invece ti cimenti come arrangiatore o come direttore d’orchestra. Ricordo la tua collaborazione con i Bluvertigo al festival di Sanremo del 2001. Ci vuoi parlare di questa esperienza magari un poco “blasfema” per il progsters incallito, ma immagino importante dal punto di vista umano e professionale.

La collaborazione con Morgan (e quindi coi Bluvertigo) iniziò ormai più di dieci anni fa, a partire da un'attrazione artistica reciproca, a me piaceva quello che faceva lui, lui era incuriosito da me e dal mio percorso 'classico'. Mi propose di arrangiare un pezzo per l'album 'Zero', dandomi sostanzialmente carta bianca a partire da un suo scheletro di canzone. Scelta molto coraggiosa e testimone della curiosità di Morgan per le strade inedite e 'rischiose'. Il frutto fu il brano 'Numero' (per voce, piano e quartetto d'archi), strano ed interessante ibrido a metà tra canzone e musica contemporanea.
A quella esperienza ne seguirono altre, fino agli arrangiamenti dei suoi due album da solista, l'ultimo è 'Da A ad A', del 2007.
La partecipazione a Sanremo 2001 si inserisce in questo percorso come parentesi francamente divertente. Ricordo quei giorni come deliranti e spensierati, immersi in una gabbia di matti.
Artisticamente, il contesto Sanremo è sterile. Un goffo macchinone mediatico, piuttosto noioso e poco emozionante, vissuto da dietro le quinte. Ma se non lo carichi di aspettative può diventare un'occasione interessante per far passare messaggi obliqui, per portare un po' di 'azione' musicale qui e la. Fu in questo spirito leggero e goliardico che vivemmo i giorni sanremesi coi Bluvertigo.

 

27/01/2010 unduetreblog (blog eliminato)

Dal tuo fanclub su facebook apprendiamo che hai seguito il pirata Morgan nel processo creativo che lo porterà a presentare il suo brano inedito, “La sera”, a Sanremo. C’è voluto un bel coraggio?(!) Puoi anticiparci qualcosa sul contenuto della canzone? o forse prima dovrei chiederti: l’hai capita (l’ermetismo di Morgan è cosa nota a molti)?

Perché coraggio? Non mi ci vuole nessun coraggio semmai energia, io amo lavorare con Morgan perché si fanno cose belle, anche se a volte è esasperante.
Del pezzo non ho voglia di svelare troppo. Dico solo che “La sera” parla della sera. E’ un pezzo musicalmente ricco e seducente, con un testo saporoso ed appassionato. Io i testi di Morgan li sento sempre profondamente, se vogliamo usare il termine: io “li capisco” eccome. Non li trovo ermetici, li trovo complessi e profondi. Probabilmente non lavorerei con lui da 10 anni se non mi fossi sentito vicino ai suoi testi oltre che alla musica.

Povia afferma già da ora, che Morgan vincerà il premio della critica perché “finalmente” porta una sua canzone inedita. Stima o …

Chennesò, non posso parlare per Povia, non lo conosco.
Di certo il pezzo di Morgan non solo è da premio della critica, ma da vittoria a Sanremo. Parola mia.


28.10.2011 estratti dell'ntervista di Oriana Mariotti sul suo rapporto con Morgan e gli altri Bluvertigo (l'intera intervista su Prospettiva Bluvertigo )

Venisti coinvolto nella realizzazione di Zero, il terzo ed ultimo lavoro della “Trilogia chimica”.
Morgan mi propose di lavorare a Numero. Mi coinvolse dicendomi che lo incuriosiva ciò che facevo e, nel frattempo, era nata anche un’idea molto interessante ma irrealizzabile, per problemi per i diritti. Si trattava di fare un disco a quattro mani in cui Morgan avrebbe consegnato a me 5 dischi di genere pop rock per lui fondamentali ed io avrei consegnato a lui 5 dischi di musica contemporanea per me fondamentali. Ciascuno avrebbe dovuto realizzare una serie di pezzi totalmente liberi e personali, usando solo materiale campionato dai 5 cinque dischi ricevuti. Se a Morgan dai dei campioni di musica contemporanea di Ligeti, Sciarrino, Stockhausen, e deve usare solo quelli, che tipo di musica fa? Se a Carcano dai dei campioni di Talking Heads, Depeche e David Bowie, cosa tira fuori? Fummo poi persi da altre cose ed il progetto non andò avanti ma l’episodio testimonia il clima di creatività aperta che c’era e c’è tra noi. Penso che Morgan ed io ci siamo trovati bene perché tra di noi c’era una specie di complementarietà. Di fatto lui è il musicista rock con un background anche accademico classico ed io viceversa. Penso che l’uno vedesse nell’altro qualcosa che ammirava e che in parte avrebbe voluto essere o avere. Soprattutto c’era un campo di dialogo in ambito musicale.


Puoi parlarci del tuo lavoro per Numero?
Certo. Morgan mi diede testo, melodia e accordi, lo scheletro del pezzo, e mi disse: “Fai quello che vuoi con quartetto d’archi e pianoforte”. Mi diede completamente carta bianca sull’arrangiamento per cui Numero, del quale sono coautore, lo trovai un esperimento molto interessante. Non ho più rivisto molte cose così; il risultato può essere anche criticabile però il fatto che un compositore offra una sua canzone lasciando totalmente carta bianca ad un altro compositore è una grande cosa. Totalmente nel senso che tutto quello che c’è in Numero l’ho deciso io e dentro è pieno di cose strane, di rumori, di idee ed atmosfere. Io mi lasciai un po’ andare e Morgan non disse nulla, anzi, era contento dell’idea. Questo per me è uno dei suoi aspetti più belli, ovvero la curiosità e la capacità di coinvolgere persone al di là di prestigi o apparenze. La sua era pura curiosità nei miei confronti, capiva che c’era qualcosa d’interessante e diede a questo sconosciuto, cioè il sottoscritto, fiducia, una possibilità. Ricordiamo che io allora non ero Piero Milesi che ha arrangiato De André ma un giovane compositore sconosciuto.


Quindi molta generosità da parte di Morgan ed un lavoro realizzato con libertà ed in piena fase creativa.

Sì. Lui è così, le persone con cui gli fa piacere lavorare le coinvolge. E le coinvolge rischiando pure.
(...)

(A Sanremo n.d.r)
C’era un certo clima: una sorta di goliardia perenne tutta fatta di soprannomi, di calembour. Morgan e i Bluvertigo sono tutto un mondo di giochi di parole ed in quello mi sono sempre trovato da dio, perché si ride un sacco. Passavamo cene intere a giocare al cosiddetto “Giro sgamo”. Facevamo giochi di parole che andavano avanti per ore e ore; c’era sempre quell’atmosfera nutrita di buoni ascolti, pseudo film visti in camera. C’era il pianoforte in albergo quindi Morgan – che ha la “digitorrea” e appena vede un piano si siede e suona davanti a tutti qualunque cosa – inventò il divertente duetto con Peppino di Capri ma ci furono altre situazioni così.
(...) Il bello dei Bluvertigo è che c’era una intelligenza alta ed una intesa comune per tutti.

(...) Morgan, ogni volta che faceva una intervista in tv o lo trovavi geniale o odioso, senza mezzi termini. Io gliel’ho sempre detto che se la giocava male facendo l’intelligentone. Di questo aspetto si parlava anche ai tempi di Sanremo con i discografici, perché l’immagine che i Bluvertigo davano era quella delle star spocchiose. Secondo me una parte della loro popolarità è stata mangiata da questo aspetto. (...) Non credo che oggi saremmo più pronti ad ascoltare la musica dei Bluvertigo: eravamo pronti anche allora, forse oggi siamo più disposti ad ascoltarla. Altro fattore è che cose così geniali oggi sono sempre più rare. (...) i loro dischi sono pieni di roba, ogni pezzo è una figata pazzesca e quel tipo di qualità oggi è rara. (...) Le case discografiche oggi non rischiano. Allora c’erano 4 ragazzini geniali, “fora de testa”, e gli venivano dati, per dire, centomila euro per fare il disco; oggi quando ne vengono dati quarantamila a gente affermata è già tanto.
(...) 
C’è qualcosa che, secondo te, i Bluvertigo non hanno ancora detto oppure hanno esaurito tutta la loro forza creativa?
Non credo che abbiano esaurito la loro forza creativa; potrebbe essere che abbiano esaurito la loro alchimia, cioè la possibilità di potenziarsi a vicenda creativamente. Su questo sono abbastanza sicuro per le vicende umane o anche artistiche e personali. Dal punto di vista artistico penso che si potrebbero ritrovare perché quello dei Bluvertigo è sempre stato un laboratorio, anche malgrado Morgan e gestito da Morgan. Lui mi ha sempre detto che avrebbe voluto degli apporti maggiori da parte degli altri. In fondo la sua attitudine non era quella del “fate come dico io perché io sono quello che fa le cose più interessanti”. Poi, di fatto, era quello che aveva le idee più forti e più chiare ma questo era anche una conseguenza. (...)


MARCO CARUSINO chitarrista, cantante (I Cosi, Le Sagome)

"I cosi" truebooking.org
Il loro curioso nome, che sembra collocarli storicamente tra le band del primo Beat italiano, viene loro dato da un ispirato Marco Castoldi, alias Morgan, in occasione di una delle loro prime esibizioni.

 

27/05/2011 shiverwebzine.com

Oltre alla band, hai alle spalle diverse collaborazioni: dalle Sagome (band che ha accompagnato Morgan per diversi anni) e per ultimo, hai suonato nel nuovo disco di Giovanardi. Che tipo di differenza hai riscontrato nel collaborare con due artisti estremamente diversi come Morgan e Giovanardi? Che cosa ti hanno dato, sia a livello artistico che personale?

Morgan è stato il mio mentore, lo prendo come una figura che va oltre all’artista con cui ho collaborato. È vero che con il tempo la collaborazione si è basata sempre di più sullo “scambio”, ma lo è stata fin dal primo momento. Però certo, da lui ho imparato tantissimo, più di quello che normalmente si impara in tanti anni ed in tempi brevissimi. Ha un approccio unico con la musica, una sensibilità davvero molto particolare ed una capacità di trasmettere questa cosa in maniera forte e decisa. I dischi che ho registrato con Morgan rappresentano un’evoluzione nel mio modo di suonare la chitarra, sono cresciuto molto in quegli anni ed ho anche maturato una coscienza sulla scrittura, sulla forma della canzone e sugli arrangiamenti, la differenza tra un arrangiamento e l’orchestrazione e tantissime sfumature che poi diventano fondamentali. Per questo gli sono molto debitore da questo punto di vista, il nostro primo disco è stato interamente dedicato a lui.
(...)

L’esperienza con Le “Sagome” è da considerarsi chiusa? Tempo fa, era circolata la notizia di una vostra tournèe senza Morgan.

Questa è una bella domanda perché effettivamente le Sagome sono un qualcosa che ha assunto un’entità propria. Noi l’abbiamo sempre sentita molto questa perché ci siamo sempre sentiti uniti però al tempo stesso non siamo mai riusciti a svincolarci realmente da Morgan: è sempre rimasta una possibilità latente per tutti, quella di fare qualcosa però non riesci mai a concretizzarla. Per questo l’entità Sagome resta dentro tutti quelli che ne hanno fatto parte. Un grande ritorno delle Sagome con Morgan sarebbe una cosa bella per tutti noi, ed è un augurio che faccio a lui ed a tutti (sorride). Il nostro obbiettivo era quello di iniziare a muoverci per far ripartire nuovamente “la macchina”, ma poi il tutto e finito subito perché in questi casi è molto facile fraintendere le cose, soprattutto quando non c’è più dialogo tra le persone. Il fatto che non riuscivamo ad avere la presenza di Morgan, rendeva il tutto più futile e quindi l’idea è finita con grande rammarico da parte di tutti.

 

GIULIO CASALE scrittore, musicista e attore

16/03/2012 l'Unità

(...) L’incomunicabilità esiste anche perché i mezzi di comunicazione sono usati in un certo modo. Non vedo perché dobbiamo sapere tutto, ad esempio, della vita privata di uno come Marco Castoldi, fino al punto da vedere il personaggio divenire più importante del musicista, mettendo in secondo piano quel che conta veramente, cioè che Morgan è forse il talento musicale più puro della mia generazione, una generazione che ha dato corpo, ognuno a suo modo, a una quantità di linguaggi, di estetiche, di visioni della musica e di conseguenza della vita veramente degne di un grande Paese ricco di cultura quale è l’Italia da sempre. Ma questo contributo è stato ignorato, cancellato, ci hanno massacrati, sterminati, culturalmente parlando.

 

ROSSANA CASALE cantante

"Extrafactor" (Rai Due) 10/11/2010 (commenti alla puntata di X Factor 4 in cui Morgan - ospite - accompagnò i cantanti al pianoforte)

È un onore per i ragazzi suonare e cantare con Morgan al pianoforte e questo va detto, è una cosa che non so se gli risuccederà, glielo auguro. Morgan ha un suo modo di suonare il pianoforte, perché è abituato ad accompagnare se stesso, per cui si libera sul pianoforte anche con gli accordi, ha un suo tempo, un suo modo di interpretare l’armonia sul pianoforte... lui conosce l’armonia, tantissimo, e sa che su quella nota valgono 7, 8, 9 accordi diversi, ovvio che se lo fai lì per lì, non avendo provato abbastanza… hanno provato una volta quando l’hanno incontrato e un’altra volta sul palco (…) ovvio che se tu lì per lì gli cambi il tempo di un brano, oppure cambi un accordo che per un professionista può succedere, è normale, si va, si va insieme (…) è stato difficile per loro, però una prova importante e un onore (…)

 

FABIO CINTI cantautore

28/06/2011 terranews.it

Quanto è stata decisiva la collaborazione con Morgan?
La mia carriera non è il risultato di richieste dirette. Mi sono sempre trovato in situazioni da cui poi ho potuto fare un passo avanti. Qualche anno fa ero molto schivo e non ero mai sicuro dei miei lavori. Poi le cose si sono concatenate e ho conosciuto delle persone, sincere, che mi hanno fatto crescere. Morgan è stato molto importante, naturalmente. Ho tratto molti insegnamenti dal suo mondo, dal live alla conoscenza della musica. Per certi versi ho anche capito cosa io non debba essere, proprio perché diverso da lui. Ha una personalità magnetica, che, a mio giudizio, se non avesse fatto tv, adesso sarebbe anche più influente.

 

CARMEN CONSOLI cantautrice

6/02/2010 news-roma.com

«Morgan non è mai stato un esempio negativo per i giovani. È un bravo musicista, molto colto, profondo conoscitore di Bach. Lavora coi giovani. Ciò che gli è capitato è specchio della nostra società, molto borghese, amante delle maschere ».

 

SIMONE CRISTICCHI cantautore

Vanity Fair 17/02/2010 Fonte

“Morgan è un musicista che avrebbe dato lustro a Sanremo, e all’Ariston sarebbe andato per cantare. Credo che non si sia reso conto lì per lì del danno che stava facendo con quelle dichiarazioni, ma si è scusato. Invece assistiamo a una forma di paternalismo: sei una pecorella smarrita che dobbiamo punire, ma se torni ripulita e disintossicata, ti perdoniamo. Ad alcuni può sembrare un gesto nobile, invece è solo iprocrisia. Si sa che circola la droga, ovunque, non solo nell’ambiente dello spettacolo, ma si tollera. Poi quando uno ammette che ne fa uso viene massacrato. E la punizione ormai è eliminarti dal video come in un reality”.

 

TOTO CUTUGNO cantautore

La stampa 12/02/2010 lastampa.it

Toto Cutugno dedica a Morgan una vera e propria dichiarazione d'amore: "Non conoscevo Morgan prima dello scorso 'Porta a Porta' e mi sono innamorato, della sua sensibilita', di come suona il piano. Ci manchera' a sanremo. Ma della sua vita per rispetto, non conoscendola, non parlo".

 

PAOLO DE FRANCESCO grafico (Morgan, Battiato, Subsonica, Verdena, Ligabue, Ruggiero...)

MORGAN – DA A AD A moltimedia.it

Lavorare con Morgan è imprescindibile da Morgan stesso. Questo è un vantaggio ed un limite al contempo. Il vantaggio e il limite di avere a che fare con una mente aperta a 360 gradi, vulcanica e difficile da sintetizzare in una logica visivamente univoca. Se poi aggiungiamo che la parte musicale, al momento dell’inizio dei lavori grafici, non era conclusa (e non si è conclusa nemmeno alla consegna del master come viene ricordato all’interno del disco stesso quando si legge: DISCO INCOMPIUTO) e quindi la gestione dell’artista era subordinata alla sua scarsa disponibilità in termini di tempo, il risultato forse è più corrispondente al sottotitolo (teoria delle catastrofi) che alle mie aspettative.  In copertina un disegno della figlia di Marco. L’interno è più soddisfacente e comprende l’utilizzo di materiale fotografico inedito della vita di Morgan e appunti dello stesso. Il tutto viene rappresentato sotto forma di “macchine inutili” in onore a Bruno Munari. Per la realizzazione di queste rappresentazioni in stile “vinciano” mi sono avvalso della preziosa collaborazione del nostro Paolo Ubiali. Un ulteriore dettaglio, non irrilevante, è l’impaginazione dei testi avvenuta riga per riga su linee non rette.

L'Eco di Bergamo 13/11/2011

 

ANTONIO DIPOLLINA giornalista, critico televisivo

Repubblica.it, Dekoder 27/10/2010

Miglior pezzo di tv degli ultimi giorni, dalla Bignardi un Morgan notevolissimo per voce, pianola e Ipad canta Celentano, "Conto su di te".

 

CRISTINA DONA' cantautrice

21/01/2011 loudvision.it (fonte non più disponibile)

(...) trovo molto diversi i due principali talent show (X Factor e Amici). Guardo volentieri X Factor, anche perché prima c'era Morgan che conosco e stimo molto in quanto grande artista e conoscitore della musica (...)

 

PINO DONAGGIO compositore, cantante

Il Messaggero 19/02/2010

Cosa pensi di Morgan e del caso che è scoppiato?
"Mi dispiace. E'stato montato un caso troppo grande. Lui è un bravo musicista con una cultura due-tre gradini superiore alla media di chi fa canzoni..." Morgan voleva che dirigessi l'orchestra per il suo pezzo ma ho detto che dirigere non è il mio mestiere. Fra l'altro lui e Renga hanno reinciso Io che non vivo e li ringrazio per questo. Renga è disco di platino,Morgan, che ne ha fatto una versione sua, ancora non ha deciso come uscire col disco dopo gli eventi."

 

ELIO (Stefano Belisari) musicista, cantante (Elio e le Storie Tese)

Vanity Fair n. 33, 18/08/2010 style.it

Posso dire una cosa su Morgan?».
Prego.
«Ho sempre apprezzato la sua voglia di fare Tv intelligente, e mi sarebbe piaciuto tanto fare il programma con lui. Sarebbe stata un'edizione epica».
Come valuta tutta la sua vicenda?
«C'è un solo colpevole: la droga. Morgan è una delle poche persone di livello che ci sono in Italia. È un artista da coccolare, proteggere, e tenersi stretto. Sono preoccupato per lui, e voglio che stia di nuovo bene e torni presto a fare tante cose. È una persona che crede in quello che fa. E in Italia ci vuole gente così».
Audio: http://www.style.it//Video/vanitypeople/vanityfair/ElioVF33_Standard/player.aspx


GQ ottobre 2010 menstyle.it

“Classico episodio di ipocrisia provinciale italiana. Morgan è una ricchezza di questo Paese, è uno degli ultimi artisti rimasti nel campo della musica: nessuno sembra preoccuparsene ma io in giro non vedo nuovi musicisti italiani di quel livello. Morgan è come quegli animali in via di estinzione di cui anche io faccio parte: ci vorrebbe un Wwf che ci prenda e ci protegga. Siamo gli ultimi artisti sopravvissuti a questa desertificazione allucinante, di cui ritengo responsabili i governanti italiani

 

ELISA (ELISA TOFFOLI) cantautrice

Messaggero Veneto, 18/02/ 201 ilmessaggeroveneto

«Mi dispiace moltissimo che manchi – commenta –. È un grande artista, e comunque si dovrebbe premiare la musica, perchè è un festival di musica. Il fatto che abbia parlato della sua vita personale in modo molto aperto, purtroppo ha portato conseguenze pesanti, anche troppo pesanti. Ci sono troppe altre persone con lo stesso problema nel contenitore televisivo».

 

TONY ESPOSITO musicista

"Invece No" (DeejayTV), 24/11/2010

Morgan è un piccolo genio,(…) io dico un piccolo genio anche incompreso perché è un musicista colto, anche un bravo strumentista, quello che amo di Morgan è la sua meravigliosa confusione strumentale: lui ha strumenti polverosi, lui ha oggetti reperiti dall’antichità, dalla storia e con questi lui come un novello alchimista… ecco se dovessi definire Morgan lo definirei un novello alchimista, colui che con i suoni riesce a creare delle alchimie, delle strane magie…

 

DAMIANO FIORELLA,cantautore

23/09/2010 mondoreality.com

Lui ha sempre avuto il mio più profondo rispetto. Credo sia una rarità umana. Altre parole che vorrei utilizzare per descrivere la sua umanità probabilmente non gli renderebbero giustizia.

 

ENRICO GABRIELLI compositore, polistrumentista (Afterhours, Le Sagome, Mariposa, Calibro 35)

09/03/2009 rockit.it

Sei ancora in contatto con Morgan?

Abbiamo litigato pesantemente. Forse è anche arrivato il momento di riaprire i rapporti... sempre se lui è in grado... Mettiamola così: in lui si esprime perfettamente il travaglio mal gestito del rapporto tra un artista e la televisione, sta ahimè diventando un Mughini o uno Sgarbi della musica italiana, un opinionista da quattro soldi... mi viene da pensare che la cosa migliore che Mughini ha fatto nella sua carriera è l'arbitro dei due registi in "Sogni d'oro" di Nanni Moretti, ma di lui emergono le cazzate che dice a Controcampo a proposito di Inter e Juventus. Morgan nello stesso modo viene riconosciuto per X Factor e non per la musica che ha fatto o per il talento indiscutibile che ha. Io mi aspettavo che dopo un anno che era dentro, cominciasse un po' a tirare l'acqua al suo mulino, proponendo la musica per cui è diventato quel che è... invece si circonda di personaggi agghiaccianti alla Luca Jurman.
Hai in mano un mezzo potentissimo, visto che, ormai lo abbiamo capito, le grandi star le fa la televisione, vedi Giusy Ferreri e Marco Carta, sei un ragazzo intelligente, sei un grande artista: comincia a far girare questa cosa dalla parte giusta, no? Invece alla fine è schiacciato anche lui... comunque buon per lui, avrà i soldi per campare e fare quello che vuole, ma l'onestà intellettuale è un'altra cosa. Campare di musica è già una cosa ammirevole...

 

Il Mucchio Selvaggio, giugno 2009 Fonte

"Morgan ha una finta formazione classica, ma riesce a sintetizzare quel poco che sa in modo incredibile. E' molto bravo a intrattenere il pubblico, sia conversando che facendo musica. Ha un talento e un magnetismo stupefacenti, ma le sue radici provengono dal piano-bar."

 

15/06/2010 radionation.it

Fran: Srotolare la tua biografia su wikipedia è peggio che ravanare nei rotoli del mar morto, e quindi vedendo la parte produttiva sorge spontanea una domada: chi è stato l’artista che ti ha più fatto penare nel suo ruolo di arrangiatore?

Enrico: Il lavoro più articolato e lungo, vuoi per complessità e contingenze di vita, è stato “Da a ad A” di Morgan. Tutta la gestazione ha coperto il 2006 conludendosi nel 2007. Alle soglie di novembre. Ricordo che mi portai molto lavoro in USA, durante il primo lungo giro con gli Afterhours di spalla ai Twilight Singer. Scrivevo in furgone i pezzi di arrangiamento mancanti. A San Francisco spediì un pacco pieno di manoscritti. E appena tornato in Italia entrammo in studio. Molte cose Marco le rivedeva, in fondo è sempre stato lui a cambiare, tagliare, spostare le singoli parti nella griglia d’orchestra. Lo ha sempre fatto ad orecchio. Un orecchio formidabile. Però una parte della canzone “Da a ad A” e l’intera “Contro a me stesso” sono finite su disco come le avevo pensate in furgone. In ogni caso quando c’era da cambiare, potevamo anche passare 5 ore di notte su una scala cromatica di un oscuro terzo trombone. E una volta simulata la parte convincente su Reason (su computer) io ritrascrivevo su pentagramma. Ho ancora a casa spartiti con miliardi di mie correzioni ancora adesso a me incomprensibili.

 

Der Maurer 31/03/2011 notelibere.net

E come ti sei trovato a lavorare con “Morgan”?

Mi ci sono trovato, hai detto bene. Per caso. Per strane connessioni. La sorella di Marco, Roberta è amica di Parente e ai tempi, durante il tour di Canzoni dell’Appartamento, Marco aveva bisogno di un clarinettista/flautista per un concerto a Fano durante il Violino e la Selce, il festival che ai tempi organizzava Battiato. Poi da lì sono entrato in formazione: quelle che furono chiamate le Sagome eravamo un manipolo di personaggi chi più e chi meno tutti un po’ scoppiatelli. Credo di aver dato l’idea di essere una persona abbastanza instabile per essere preso in formazione. Lavorai spalla a spalla con Marco per Da a ad A; gli arrangiamenti sono frutto di un complesso lavoro di distillazione, diplomazia e coraggio realizzati in parte su Reason (su computer) in parte su carta. Quel disco ha una manciata di brani estremamente problematici e alcuni capolavori assoluti. Marco è lui stesso l’incarnazione di quel disco. Ora sono anni che non ci frequentiamo e non so bene a che punto sia.

 

MAURO ERMANNO GIOVANARDI cantautore (ex La crus)

Corriere della sera 02/02/2011 corriere.it

Negli ultimi anni, grazie anche a partecipazioni come quelle degli Afterhours e dei Subsonica, il Festival è stato sdoganato. Sono cambiati i tempi, la nuoa venerazione è più onnivora e Morgan a X Factor ha aiutato a portare la musica colta in televisione.

 

IRENE GRANDI cantante

11/02/2010 (Apcom)

"Io non sono d'accordo sul mettere in croce una persona per un suo problema, tutti noi artisti eravamo curiosi di sentirlo cantare, è un'artista raro, una sorta di musa per tutti noi" (...) è un artista che "non perde identità pur non avendo mai scritto una canzone di successo", uno che è "musa" e "stimolo" per quello che sa e per quello che rappresenta nella musica italiana e che per questo sarebbe dovuto essere all'Ariston". "Che la droga faccia male si sa già, non serve che ne parli lui per intere trasmissioni, facciamolo cantare e basta" (...)

 

ERMANNO LA BIANCA giornalista musicale


SERGIO BARDOTTI paroliere, autore televisivo, produttore

Ermanno Labianca con Sergio Bardotti, Canzone per te - Appunti di musica leggera (1957-2007), Arcana Edizioni, 2007

D.[Ermanno Labianca]

E' bello accorgersi come da tempo le nuove generazioni si rivolgano con estrema attenzione e affetto al repertorio melodico di Endrigo e compagni. A quegli anni Sessanta che troppo spesso sono stati, e lo sono tuttora, rivisitati in chiave quasi parodistica. Morgan, durante la promozione del suo primo disco solista, Canzoni dell'appartamento, che già includeva Non arrossire di Giorgio Gaber, se ne andava in giro per le radio a cantare Arrivederci di Bindi.

R.[Sergio Bardotti]
E' il bello e anche un po' il limite di tutti questi ragazzi che cercano una loro strada. Hanno belle idee e ogni tanto trovano nel loro cilindro belle canzoni, hanno il pudore di ammettere il bello che li ha preceduti, così vanno a scovare quelle gemme che erano la passione dei loro genitori. Trovo brillante il loro lavoro di recupero, non solo delle singole canzoni ma anche di una certa atmosfera che si respirava quando loro sono nati o poco prima. La mia attenzione finora si è rivolta a Morgan, a Sergo Cammariere, a Simone Cristicchi: ragazzi di talento, bravi a non nascondersi dietro ai comprensibili difetti e limiti della loro generazione, ma in grado di tenere un piede nella loro felice ispirazione e un altro nei ricordi più belli di tutti noi. C'è da essergli grati per tutto questo. Se qualcuno riscopre oggiQuesto amore di Endrigo, il merito è forse più di Cristicchi che non di qualche radio isolata che trasmette gli evergreen.

 

LINUS (Pasquale Di Molfetta) conduttore radiofonico/televisivo, direttore RadioDeejay, DeejayTV, Radio Capital

Blog di Linus (dopo l'intervista a Morgan e Patty Pravo - Deejay chiama Italia 21/02/2011) linus.blog.deejay.it

RADIO QUOTIDIANA

Ho capito, ormai il nuovo trend sono le interviste improbabili. Dopo quella con i Verdena, che sembrava insuperabile nel suo astrattismo, quella di oggi con Morgan e Patty Pravo ha raggiunto vette difficilmente superabili. E sono felice di leggervi così entusiasti, specie nei confronti di Marchino.
Solo che difficilmente sarò in grado di trasformare la nostra bella amicizia in un rapporto di lavoro continuativo. Non è per lui, non è nelle sue corde, non è possibile costringerlo. E questo essere vicino e irraggiungibile è quello che attrae e spaventa di lui. Oggi pomeriggio ci siamo risentiti e mi ha parlato di un sacco di cose che vorrebbe fare, poi magari domani sparisce per ritornare chissà quando. Noi siamo qui, tutte le volta che vorrà. Diciamo che se fosse una donna non mi ci sposerei, però probabilmente sarebbe un amante fantastico.

 

LOMBROSO (Agostino Nascimbeni, Dario Ciffo)

2005 randomzone
Come mai "Lombroso"?
Ago - E' semplicemente il nome della via in cui facciamo le prove, una sera stavamo chiacchierando con Morgan ed è venuto fuori questo nome, ha esclamato "ma voi siete i Lombroso", e d’un tratto ci è sembrato il nome più naturale e ovvio possibile…

 

Il mucchio selvaggio, dicembre 2007 il mucchio.it

Nel corso degli ultimi anni, sui palchi, avete spesso ospitato altri musicisti, e ciò che mi pare significativo in questo nuovo album è proprio l'allargarsi cospicuo agli ospiti, tra i quali un Morgan impegnato non solo come strumentista ma anche come e co-autore: avevate voglia di divertirvi ancora di più, di allargare le potenzialità della formula o semplicemente vi siete ritrovati un po' di gente in studio e avete deciso di coinvolgerla?

Mah, diciamo che con il Morgan abbiamo un rapporto da veri fratelli e tutto è nato molto spontaneamente. È accaduto molto banalmente che ci ritrovassimo in studio un po’ di amici, coinvolgendoli, vedi Roberto Dellera, Enrico Gabrielli, Matteo Castiglioni, Eros Cristiani e il Morgan. In particolare poi la collaborazione che ha dato vita a “5 minuti” è stata assolutamente magica. Avevamo la musica ma era incompleta, l’abbiamo finita insieme e casualmente Marco aveva un testo che si plasmava perfettamente sulla musica, abbiamo completato il tutto in una notte!

 

GIACOMO LOPRIENO direttore d'orchestra (Ensemble Symphony Orchestra)

14/06/2011 tgcom.it

(...) Lui è un musicista straordinario con un grande rispetto per gli altri musicisti. Una persona a modo, garbata con una grande cultura musicale dagli anni 50 ad oggi. Ha rivisto dei brani di Tenco e De André con accorgimenti da manuale di conservatorio per quanto erano perfetti".

ANTONIO MAGGIO cantante, musicista, ex Aram Quartet

13/03/2012 tgcom24.it

E’ vero quel che ha detto Morgan che poi siete stati “sottratti” alla sua guida?

Diciamo di sì, dopo la vittoria non gli è stato permesso di far parte dello staff di produzione. Ed è una cosa che personalmente mi ha dato molto fastidio: lui è stato straordinario con noi, ci aveva indirizzato in una strada musicale che durante la trasmissione ci aveva dato moltissima credibilità, e sarebbe stato bello continuare il rapporto anche post-X Factor. Ho una stima artistica di lui grandissima. Anche quest’altra cosa oggi non succederebbe mai: lo staff di produzione lo decide l’artista.

MAO (Mauro Gurlino) cantautore

8/2001 rockit.it

Ho lavorato assieme a Morgan, un musicista molto vicino a me in fatto di recupero di musiche del passato ed abbiamo composto nuove canzoni utilizzando i suoni di qualche decennio fa, soprattutto quelli dei telefilm e della disco-music che andavano alla grande tra i Sessanta e i Settanta. All'epoca ci sembravano musiche di poco conto, senza molto valore, ma ci siamo resi conto oggi che in realtà c'erano parecchie cose buone all'epoca. Lavorare con Morgan è stato molto stimolante e trovo sia utile per chiunque ascoltare la musica a 360 gradi con altri musicisti."

 

2005 randomzone

Nel 2001 esce " Black Mokette ", album a cui partecipa Morgan in veste di produttore.
Com'è stato lavorare con Morgan?
È stata una figata. Sicuramente è uno dei musicisti più interessanti della scena pop italiana, dotato di un grandissimo talento anche performativo e poi è una persona anche colta dal punto di vista musicale. Ci siamo incontrati in Mescal ci siamo stati simpatici, ci siamo frequentati in diverse occasioni e da li poi è venuta l’idea di produrre il disco insieme.

 

GIANMARIO JIMMY MAZZOLA cantautore

Trantran 31/08/2011 trantran.net

Un artista italiano (vivente, escluso Battiato) con cui ti piacerebbe duettare o collaborare…

Mi piacerebbe lavorare con Morgan. La cosa che mi spaventa è che lui ha una personalità fortissima, quindi non so quanto si riesca a collaborare. Mi sembra uno con cui all’inizio si dialoga ma poi, in maniera del tutto naturale, ti manipola….

 

MINA (MINA ANNA MAZZINI) cantante

La stampa, 15 agosto 2010

‘’Mi manchera’ la sua passione, la sua fiammeggiante intelligenza e il suo italiano perfetto. Peccato’’. Mina si riferisce all'esclusione da Sanremo, alla mancata conferma ad X-factor e la polemica per il concerto a Verona.Paragrafo

 

MINISTRI (Davide "Divi” Autelitano e Federico Dragogna) Video

Settembre 2011

Trascrizione:L'inverno scorso avete partecipato al programma Invece No insieme a Morgan, com'è stato lavorare con una personalità così eclettica e importante negli ultimi 10 anni della musica italiana?

Non è stato lavorare! .. è stato una specie di giocare (...) da un momento all'altro con una persona che è comunque “delicata” anche, in qualche modo, e che è molto preponderante... e anche dall'altra parte una persona peraltro simpaticissima, molto gentile, molto a modo, quindi non è stato difficile, anche se è stato proprio da un momento all'altro (…) un appuntamento al buio, in qualche modo, siamo andati avanti a suonare 3 ore, molto più di quello che serviva per la trasmissione!
L'esperienza con Morgan (...) era tutto un Format televisivo, però poi alla fine la cosa bella dell'esperienza in sé è che la questione televisiva è stata trascurata da tutti! Cioè tu non vai lì a girare un programma, vai davvero lì a suonare con una persona (…). Stavamo effettivamente suonando con una persona che poi con tutti i suoi pro e contro, rimane una persona che ha una cultura musicale e una cultura generale comunque degna di nota
Per il resto è ovvio, è una persona che ha un certo tipo di “visione”....è un problema il fatto che è nato in Italia, fosse nato da un'altra parte sarebbe un artista incensato come Warhol negli Stati Uniti, a momenti... o perlomeno avrebbe la possibilità di fare delle robe, che poi magari tanti discorsi... comunque vabbè, senza parlarne troppo, noi siamo dei fan suoi. Massimo rispetto.

 

NOEMI (VERONICA SCOPPELLITI) cantante

Radio Kiss Kiss, 20/04/2011

Quanto ritiene che il suo successo sia imputabile a Morgan?

"Beh, secondo me tanto, perchè mi ha fatto capire che cosa mi piaceva cantare in Italiano. Io sono arrivata a X Factor che cantavo tutta roba inglese, blues (...) che è bellissima, però cantare nella lingua in cui tu pensi è tutta un'altra storia."

 

Radio Ti ricordi,27/04/2011

Sono molto nostalgica dell' X Factor che ho fatto io ,di quell'anno, di quelle persone,perchè mi sono veramente molto divertita, poi ho avuto la fortuna di capitare con Morgan,che è tutto un programma, mi ha dato tantissimo. Morgan ha una grande passione per la musica,è una persona "tranquilla",è una persona buona e soprattutto disinteressata.

 

Gioia, 14/07/2011 gioia.it

(...) "All’inizio credevo fosse pazzo. Io amavo il blues e lui mi faceva cantare Endrigo, Finardi, i CCCP. Poi invece si è rivelato un vero archeologo."

Archeologo?

"Ha scavato fino a spezzarsi le unghie per tirar fuori quel che avevo nel profondo. Mi ha fatto fare il giro del mondo e poi tornare a casa."

Per par condicio: mi dica un difetto di Morgan.

"È fatto di cristallo."

 

Il Tirreno, 20/08/2011 iltirreno

«Morgan? L’ho sentito quando è uscito il mio nuovo album. Canto sempre la sua “Altrove”, mi piacerebbe interpretare qualche altra sua canzone. E’ così bravo a scrivere».

 

MAURO PAGANI cantautore, compositore, polistrumentista (PFM, Fabrizio De Andrè,...)

Vanity Fair aprile 2009 Fonte

«Siamo molto amici, anche se ci frequentiamo di rado. Marco è cresciuto in un periodo, gli anni Ottanta, in cui suonare era legato in modo indissolubile all’apparire. L’epoca degli Spandau Ballet.. Marco era un fan dei Duran Duran. E’ figlio di David Bowie, del glam rock».

 

OMAR PEDRINI cantautore, chitarrista, conduttore televisivo (ex Timoria)

La stampa 18/06/2010 lastampa.it

Morgan è un amico fragile, andato incontro a tanti eccessi. Ha commesso errori e perso il controllo. Non era pronto per una tale sovraesposizione, che dà benefici in banca ma può ucciderti.

22/06/2010 a href="http://www.tgcom.mediaset.it/spettacolo/articoli/articolo484346.shtml">tgcom.it</p> <p>Pedrini salva dal calderone i Negramaro, gli Afterhours, i Bluvertigo "se ci fossero". E a proposito dell'ex leader dei Bluvertigo, Morgan, caro amico di Pedrini che duetta con lui anche in questo album, l'artista ha detto: "Ha sottovalutato il potere della tv. Da musicista puoi dire quello che vuoi, ma non in Italia e facendo parte della tv di Stato. Lui ha sottovalutato l'urto violentissimo e il rinculo della cannonata. Ho visto un ragazzo disperato".</p> <p><strong>Giugno 2010</strong> a href="http://www.radiowebitalia.it/notizia.php?id=1278084600">radiowebitalia.it</p> <p>Marco è un caro amico. È venuto a trovarmi in studio mentre lavoravo sul nuovo disco. Siamo stati in campagna da me. E così abbiamo inciso insieme “Mandami un messaggio”, un brano che lui ha sentito subito suo. Io e Morgan abbiamo avuto percorsi di vita differenti, ma le nostre vicende sentimentali sono molto simili. Quindi c’è molta affinità umana tra di noi.</p> <p> </p> </div> <div class="widget">

PATTY PRAVO (NICOLETTA STRAMBELLI) cantante

Febbraio 2010 fattitaliani.it

Abbiamo molte cose in comune tutto sommato: abbiamo una bella cultura musicale, lui ha fatto il conservatorio, è un ragazzo estremamente sveglio, non è solamente fuori di testa, come lo rappresentano ultimamente, come lui ha voluto poi tra l'altro, perché è stato lui a parlare delle sue cose personali. Probabilmente ognuno di noi nella vita passa dei periodi buoni, peggiori, eccetera, no? C'è chi riesce a superarli in solitudine oppure personalmente oppure chi ha bisogno di espletare...

 

SILVANO RUBINO, LUCIA CAMERINI giornalisti (bielle.org)

Festival Ricaldone, "L'Isola in collina - tributo a Luigi Tenco", 21/07/2007 bielle.org

(...)E siamo ancora immersi in un'atmosfera fatta di immagini forti, carnali, profonde, avvolgenti, magnetiche, che dopo un velocissimo cambio palco Morgan entra in simbiosi con il pianoforte e con le sue note si tuffa in un'atmosfera neo-anni sessanta e "diventa" Tenco. Intendiamoci, non è una copia filologico-pedissequa e neanche un'identificazione. E' qualcosa di più profondo, di intimo. Morgan è Morgan ma nella pancia è Tenco. L'ha mangiato e l'ha digerito, lo possiede ed è posseduto.

Morgan non sarà un mostro di simpatia, ma sicuramente è un mostro di bravura e la dimensione live è la sua chiesa. Con lui un Enrico Gabrielli tirato in scena per i capelli e "costretto" a suonare pezzi che non aveva preparato dimostrando una competenza e una padronanza dei suoi strumenti fuori dal comune.

E Morgan-Marco suona, canta, fuma, scherza ed è serissimo in una girandola di canzoni da brividi sottopelle. Ogni volta che lo ascolto me ne convinco sempre più. Siamo davanti a un personaggio speciale. Inutile descriverlo più di tanto, l'invito è di andare ad ascoltarlo.

 

ENRICO RUGGERI cantautore

Febbraio 2010 giornaledizona.com

"Morgan mi piace molto come artista, ma è caduto nella trappola del suo narcisismo". (...) "Nessuno mette in dubbio il talento di Morgan (...) Ma oggi - chiude dal settimanale 'Gioia', in edicola domani - nessuno sta parlando di Morgan come cantautore".

 

SILVER (SILVIO BARBIERI) cantante

7/02/2010 blogtivvu.com

Morgan...ho avuto l’onore di poterlo conoscere come persona grazie ai 3 mesi vissuti ad X-factor...la reputo una persona che mi ha trasmesso grande energia, verità e profonda sensibilità umana...confermata anche dopo la conclusione del programma televisivo attraverso diversi incontri e chiacchierate insieme!

Tra i tanti insegnamenti che mi ha trasmesso, essendo lui un Musicista, c’è quello di aver imparato, semplicemente dal Suo modo di vivere la passione per la Musica, la differenza che c’è tra sentire una canzone e ascoltarla volendo scoprire e comprendere tutto il mondo che sta intorno ad essa!!

 

SUBSONICA

27/02/01 subsonica.it
Bluvertigo in riviera

Sinceramente ci sono piaciuti parecchio. Il loro pezzo ostico (rispetto al contesto) e finemente cervellotico era veramente difficile da far rendere su quel palco. Bella prova anche considerando le difficolta' tecniche riguardanti soprattutto le loro condizioni di ascolto sul palco.
Ci siamo salutati per telefono prima e dopo perché un po' sappiamo come ci si sente e cosa serve sentirsi dire. Per quanto riguarda il gossip sappiamo che Morgan non ha mancato di scagliare con la consueta nonchalance alcune "molotov" in sede di intervista e non manchera' sicuramente di scrollare con un po' di sana provocazione tutto l'ambaradan nei giorni a venire. Tutto cio' produrra' di certo variazioni sincopate modello latino-america al cuore della povera Manu-Mescal che in qualità di ufficio stampa Mescal (appunto) dovrà dare prova di diplomazia che neanche all'O.N.U.(...)

 

Max Casacci compositore, chitarrista (Subsonica)

4/02/2010 subsonica.it

-Ho sempre voluto bene a Morgan, come a un fratello minore, talentuoso, malinconico, intelligente, fragile e come tutti quelli che vengono considerati "di successo", circondato da gente del cazzo che maneggiando la coca ritaglia un proprio ruolo ai margini dei riflettori. Succede sempre e da sempre. Anche se questo non sottrae nessuno dalla responsabilità delle proprie scelte. (...)

-Morgan probabilmente diventerà l'agnello sacrificale sul quale riversare tuoni di spettacolare ipocrisia. Ne sentiremo di ogni, qualche imbecille tirerà fuori ancora la storia del rockmaledetto, poi la cosa si ridimensionerà e le cose faranno il loro corso. Anche perché la coca oggi in Italia è culturalmente accettata, fa girare l'economia della più grande azienda italiana: mafia spa, per almeno 60 miliardi di euro all'anno. Soldi con i quali l'industria criminale sta comperando le nostre città, iniettando capitali in contante, sfruttando una crisi che non paga.

-Non smetterò comunque di considerare Morgan un amico.

-Detto questo, sinceramente non credo che verrà escluso da nessuna trasmissione televisiva, in un momento nel quale l'audience regna su tutto

 

TRECCANI.IT (Lingua italiana/Speciali)

treccani.it

1990-2010: mistici, archeo-futuristi e visionari
di Claudio Fabretti e Marco Sgrignoli

Il pop freudiano/Bluvertigo

A fine anni Novanta, Morgan e i suoi Bluvertigo hanno saputo declinare dubbi e contraddizioni del passaggio all’età adulta in un’originale veste decadentista, un "pop freudiano" fondato tanto sugli umori e le armonie di Nirvana e Depeche Mode quanto sulla propensione al letterario tipica del cantautorato. Modello evidente lo stile obliquo e distaccato di Franco Battiato, qui svuotato dai misticismi e colorato di termini farmacologici per mostrare la natura schizofrenica del mondo mentale contemporaneo. L’inconscio è dissezionato in un flusso onirico di accostamenti e immagini («gli effetti speciali, la polizia, travestirsi, la censura, l’oppio, la religione, il lego, l’assenzio»), filo conduttore di una decostruzione del senso comune che investe il mondo adulto, la scuola, la scienza, ma soprattutto la dicotomia follia/normalità.

 

SOERBA/LUCA URBANI cantautore, ex Soerba

2001 rockit.it

Rockit: Tra gli altri, sia Morgan che Lele Battista hanno collaborato alla realizzazione de "La vittoria dei cattivi"...

LUCA: Certo! "Hai qualcosa da fare?" "Dai, vengo su a mettere un synth" "Ma una chitarra me la fai?" "Ma sì, vengo, dai... Devo portare la mia?" "No, no, è già qua...!".

Rockit: Morgan firma con te anche Balla, un pezzo dell'album.

LUCA: Per quel pezzo lui è arrivato, ha detto "Faccio il basso", poi ha iniziato a cambiare degli accordi ed allora l'ha firmato... (ride - ndi) In realtà ha fatto un ottimo lavoro, perchè... E' una storia lunga! Armonicamente lui è molto preparato, tante volte noi usciamo dalla tonalità e lui ci raddrizza un pò. Infatti il disco a me piace molto, però c'è proprio la mancanza della parte armonica, della preparazione musicale di Marco. Come i Depeche Mode hanno perso Alan Wilder, hanno perso "il musicista", ma fanno comunque dei begli album.

 

DAVIDE VAN DE SFROOS (DAVIDE BERNASCONI) cantautore

15 settembre 2010 musicalnews.com

Le bufere vanno e vengono e al centro ci sono delle persone e queste non possono essere dimenticate o cambiate solo perche' la bufera le ha accecate. Conosco Morgan da diverso tempo, da molto prima che accadesse tutto cio'. Sai, ho condiviso il palco del "Premio Tenco" con lui e so che e' un amante della musica. (...)  Credo che Morgan sia uno dei personaggi principali di questo panorama musicale, anzi azzardo a dire che e' lui il nostro "cappellaio matto"!

 

ANTONELLO VENDITTI cantautore

City 02/03/2010 city.corriere.it

Le è sempre piaciuto stare dalla parte dei deboli. Per questo ha preso le difese di Morgan? “Lo hanno usato. Morgan è una persona sensibile che ha sofferto le pene dell’inferno. È stata la musica a salvarlo. Quanto all’intervista e ai successivi dibattiti televisivi, credo si sia persa un’occasione per parlare approfonditamente del problema cocaina. Purtroppo il mondo televisivo non è preparato per quel Morgan”.

E per il Morgan di XFactor? “Ha dimostrato che la musica si può fare in tanti modi. (...)"

 

DANIELE VIT cantante

24/06/2011 tgcom.it

Del ritorno di Morgan sul bancone dei giudici di "X Factor" posso pensare solo in positivo. Tolte le mille peripezie di vita, i mille problemi, le mille vicende e chiacchiere fatte su di lui e sulla sua vita, a livello artistico non gli si può veramente dire nulla. C'è solo tanto da imparare davanti ad un artista del suo calibro, davanti alla sua esperienza ed alla sua cultura musicale. Quindi un enorme Sì al rientro del Pirata Morgan al comando della prossima edizione di "X Factor".

 

FABIO VOLO autore, conduttore radiotelevisivo, scrittore

Sette-Corriere della Sera del 15/4/2010

Prendiamo il caso di Morgan, un grande talento musicale, che faceva cose per pochi. Poi è arrivato XFactor, un pubblico troppo vasto, che non era il suo. Quando ottieni il riconoscimento da un pubblico che non ami è un disastro, come incontrare per strada una persona con cui non vorresti avere niente a che spartire. La tv ti rovina.

 

FRANCESCA "SOFIA" XEFTERIS cantante (Greenwich)

Febbraio 2010  mondoreality.com

Ho sempre ammirato Morgan, da quando era nei Bluvertigo. Un ecclettico, un poliedrico, fragile, sensibile, unico. (...)  Difendo Morgan, anzi difendo Marco perchè è un uomo di grandissima umanità. Ho avuto modo di conoscerlo e quello che mi ha colpito di più è la sua sensibilità. Lo difendo perchè è un grandissimo artista, colto, appassionato con una cura meticolosa per i dettagli musicali e non. Lo difendo perchè mi ha insegnato tanto nonostante fosse il mentore degli under. Non dimenticherò mai la sua lezione su De Andrè e su Nina Simone. L’amore per il suo lavoro, la sua passione per la musica. Le chiaccherate sui Talkin Heads sotto il cielo di Milano. Lo scavo, l’analisi cinica ma allo stesso tempo sensibile delle persone. Il fatto che ti mettesse costantemente alla prova. La voglia di farti crescere in primis come persona e poi come artista. Una persona vera.

 

MATTEO "ZAGE" ZAGGIA musicista (Mu Project)

09 MAGGIO 2006 visita col M° Carlo Carcano alle Officine Meccaniche di Mauro Pagani durante la registrazione di "Da A ad A" muproject

Sabato Carlo mi convince ad andare a Milano, deve lavorare a degli arrangiamenti per il nuovo album di Morgan.

(...)
Mi piace come lavora Morgan. In questa foto (…) è ben chiaro come: tutti svaccati, lui che gesticola come un diavolo di Tasmania. Caricano un altro pezzo su Pro Tools. Per questa Morgan chiede ai fonici di preparare un rullo per Sergio e un paio di tom e una cassa da suonare con una bacchetta per lui. Fantastico, i fonici partono, microfonano, cazzo non sono abituato a 'sta roba, un musicista produttore che chiede e ottiene. (...)

 

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